Home Rischi per la salute Carbone principale responsabile della presenza di mercurio negli oceani

Carbone principale responsabile della presenza di mercurio negli oceani

1219
0
CONDIVIDI
L'inquinamento da mercurio negli oceani e nei pesci che ci vivono

Oceani vittime dell’inquinamento per opera dell’uomo. Una ricerca dell’Università del Michigan spiega il perché del rapido aumento dei livelli di mercurio nelle acque

Secondo una ricerca condotta dall’Università del Michigan e pubblicata dalla rivista Natural Geoscience gli oceani, e in particolar modo l’Oceano Pacifico, sarebbero interessati da un rapido aumento dei livelli di mercurio, che minacciano non solo le acque, ma anche i loro abitanti.

Lo studio

Come dicevamo, secondo lo studio, l’80% del pesce contaminato da mercurio proverrebbe dall’Oceano Pacifico. Soprattutto dalle acque che si trovano in prossimità dei grandi bacini industriali asiatici.

I ricercatori sono riusciti a misurare il tasso di mercurio presente negli oceani grazie a un sistema semplice, ma decisamente efficace. Hanno misurato la tossicità dei pesci.

I risultati della ricerca, ripresi anche da Gaianews e da La Stampa, hanno confermato che il mercurio trovato nei pesci del Pacifico vicino alle Hawaii, probabilmente, compie un viaggio di migliaia di chilometri prima di depositarsi sulla superficie del mare. Secondo quanto affermato da Joel Blum, scienziato del’Università, la sostanza, infatti, viaggerebbe in un primo momento attraverso l’aria, per poi ricadere sulle acque attraverso le precipitazioni.

Una volta arrivato negli oceani, il mercurio scende in profondità nelle acque, si fissa al materiale organico, al plancton, e diventa cibo per pesci. Entra così all’interno della catena alimentare, fino ad arrivare anche agli umani.

I pericoli per l’uomo

Non dimentichiamo che l’assunzione di mercurio può causare gravi problemi al sistema immunitario e all’apparato neurologico. E ancora, danni alla memoria, alle proprietà di movimento, alla capacità di coordinazione. A questi, si aggiungono importanti disfunzioni in fatto di efficienza dei reni.

La principale fonte di esposizione per l’uomoa al metilmercurio è il consumo di grandi pesci predatori marini. Come il pesce spada e il tonno, ad esempio. Gli effetti di questa sostanza possono essere devastanti, includendo  danni al sistema nervoso centrale, al cuore e al sistema immunitario. Senza tralasciare, inoltre, i rischi al cervello in via di sviluppo dei feti e dei bambini.

I responsabili dell’inquinamento degli Oceani

Abbiamo scoperto che pesci predatori che si nutrono a profondità maggiori in mare aperto, come l’opah e il pesce spada, hanno concentrazioni di mercurio più elevate di quelli che si nutrono nelle acque vicino alla superficie, come la lampuga e il tonno pinna gialla”. Queste le parole di Brian Popp, professore di geologia e geofisica presso l’Università delle Hawaii a Manoa e co-autore della ricerca. “Sapevamo che questo era vero, ma non sapevamo il perché.”

Ora, la spiegazione sembra un po’ più chiara.

Secondo i ricercatori, infatti, i maggiori responsabili dell’inquinamento ittico sarebbero i grandi impianti industriali di Cina e India, alimentati prevalentemente a carbone. E il carbone è una delle fonti d’emissione del mercurio.

Gli impianti, infatti, sono soliti scaricare nei corsi fluviali i prodotti di scarto della fabbricazione. Il tutto, senza alcuna logica di preservazione dell’ambiente.

Una volta avvelenato, il pesce esposto al mercurio può viaggiare per migliaia di chilometri, con numerosi rilevamenti lungo le coste degli Stati Uniti occidentali e delle Hawaii.

I provvedimenti

A dicembre 2011, l’Agenzia di Protezione Ambientale ha dettato nuovi standard, al fine di limitare le emissioni di mercurio e di altre sostanze inquinanti tossiche dagli scarichi delle centrali elettriche a petrolio e a legna negli Stati Uniti.

All’inizio di quest’anno, il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente ha negoziato la Convenzione di Minamata sul Mercurio. Non è chiaro, però, come nella pratica questa iniziativa potrà contribuire alla salvaguardia dell’ambiente e della salute. Anche di quella dell’uomo.

(Foto: momo)

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here