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Recessione gengivale: scopriamo insieme cause, sintomi e rimedi naturali

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recessione gengivale

Tutto quello che c’è da sapere sulla recessione gengivale, l’abbassamento del livello delle gengive: sintomi, conseguenze, cause e rimedi naturali.

Oltre a rappresentare un problema di tipo estetico, la recessione gengivale – ovvero un “abbassamento” del normale livello delle nostre gengive – può portare a disturbi da tenere sotto controllo. Come la parodontite, infiammazione che interessa alcuni organi della bocca.

Per scongiurare questo e altri tipi di problemi, proviamo a scoprire di più di questo fenomeno: da cosa è causato, quali sono i sintomi e le conseguenze principali, e infine come possiamo intervenire attraverso rimedi non invasivi.

Recessione gengivale: cause e conseguenze

Ecco una definizione più precisa della recessione gengivale: secondo Treccani, è un “abbassamento del margine libero di gengiva rispetto all’impianto del dente”. Il margine gengivale è il punto più alto della parte visibile della gengiva. In alcuni casi, il disturbo porta all’esposizione della radice del dente. È in sostanza un difetto dei tessuti molli che sostengono il dente, che conduce alla perdita di attacco osseo.

Detto in parole povere: è una vera e propria “riduzione” della gengiva, che ritraendosi lascia il dente più scoperto del solito.  Tale recessione si verifica principalmente nella zona dei canini e dei premolari. Le cause principali, scrive ancora Treccani, sono da individuare “in gran parte in una non corretta igiene orale”.

Ed è lo spazzolamento scorretto, in genere, la causa principale di recessione gengivale. Ma ci sono altre concause possibili. Eccone alcune:

Fattori genetici e familiari.

Carenza di vitamina C.

Bruxismo, ovvero il digrignamento dei denti, che si verifica durante il sonno.

Malocclusioni dentali: quando cioè l’arcata superiore della bocca e quella inferiore non si chiudono correttamente.

Cattive abitudini: fumo, piercing labiale o piccoli traumi prodotti da noi stessi, quando per esempio mettiamo la penna in bocca, lasciandola a contatto con le gengive.

Anomalie della mucosa (ad esempio, frenuli corti)

Le conseguenze di una recessione gengivale sono diverse e hanno livelli di gravità crescenti. Innanzitutto, si tratta di un inestetismo: l’abbassamento delle gengive può snaturare l’aspetto del sorriso, rendendolo non proprio smagliante. Si possono presentare infatti differenze cromatiche tra un dente e l’altro, così come può aumentare lo spazio interdentale.

Una conseguenza più importante riguarda la sensibilità dentale, che può presentarsi o acuirsi a seguito della maggiore esposizione della radice dei denti.

Leggi anche: Denti sensibili: cause, prevenzione e rimedi naturali

Recessione gengivale e parodontite

In ultimo, ma non meno importante, dobbiamo sapere che la retrazione gengivale è spesso sintomo di un problema più grave, che si chiama parodontite. Come suggerisce il nome, si tratta di un’infezione del ‘parodonto’, ovvero il complesso dei tessuti che sostiene il dente (gengive, osso alveolare, legamento parodontale e cemento radicolare).

L’infezione, di tipo polimicrobico, è dovuta alla proliferazione dei batteri nella bocca. Gli stessi batteri responsabili di placca e tartaro. La patologia è generalmente collegata a una cattiva igiene orale, al fatto cioè di non lavarsi adeguatamente i denti, in maniera continuativa.

La parodontite si presenta con diversi sintomi: le gengive non hanno più il loro tipico colorito rosa e tendono ad arrossarsi; sono inoltre gonfie e sanguinano spontaneamente. Un altro sintomo ricorrente è l’alito pesante, che persiste anche dopo aver lavato i denti con spazzolino e dentifricio.

Quando si presenta uno ‘scollamento’ delle gengive, come descritto in precedenza, vuol dire che la parodontite è in fase già avanzata.

Recessione gengivale: rimedi naturali

Come è facile intuire, se la recessione gengivale è presente a uno stadio avanzato, avremo bisogno di un dottore, di uno specialista nel settore. Anche perché la parodontite, come tutte le infezioni, non va sottovalutata.

Per scongiurare il problema, possiamo intervenire soprattutto dal punto di vista della prevenzione. Innanzitutto con un’adeguata igiene orale.

Ricordiamoci di lavare i denti dopo ciascun pasto. Quando non è possibile, facciamolo almeno due volte al giorno. Una ricerca pubblicata sul British Dental Journal ci ricorda alcune nozioni di base per un corretto spazzolamento:

Mantenere lo spazzolino a 45 gradi e come se fosse una matita, senza cioè chiudere il pugno.

Spazzolare i denti orizzontalmente e senza troppa ‘energia’.

Pulire con particolare attenzione le aree dove si concentra la placca: lo spazio tra denti e gengive e la superficie di masticazione.

Quando mangiamo dolciumi è essenziale lavarsi i denti entro due minuti, per evitare che i batteri inizino a produrre acidi, erodendo in questo modo lo smalto.

Una buona prevenzione parte anche dall’alimentazione. Come abbiamo visto, gli acidi sono nemici dello smalto. Occhio quindi ad alimenti di questo tipo (succhi di frutta, carne rossa, dolciumi e così via).

Per un’igiene orale specifica in caso di abbassamento delle gengive, c’è chi consiglia l’impiego di questi ingredienti naturali:

Aloe vera in infuso: lenisce l’infiammazione.

Bicarbonato e salice bianco: danno sollievo in caso di dolore.

Chiodi di garofano: quando masticati, aiutano contro il dolore e l’infiammazione.

Se ritorniamo alle cause di recessione gengivale, troviamo anche bruxismo e carenza di vitamina C. Per rimediare, in questi casi, possiamo utilizzare un bite apposito per evitare il digrignamento notturno e stare attenti a consumare la giusta quantità di vitamina C (a questo link una guida su come assimilarla attraverso l’alimentazione).

Leggi anche: 10 rimedi naturali per combattere il mal di denti

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