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Produttività e obesità: il peso del pregiudizio

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Produttività, obesità e salari: i costi sociali ed economici dei chili di troppo

Come l’obesità e i chili di troppo influenzano la nostra produttività al lavoro. E come, purtroppo, influiscono anche sul nostro salario.

Per lavorare bene, abbiamo bisogno di stare bene. Innanzitutto psicologicamente. Ma il discorso vale anche per il corpo: la produttività di un corpo sano sarà decisamente migliore e chi mangia bene, avrà anche un umore migliore. Influendo ulteriormente sulle nostre performance.

Che abbiamo un hobby che vorremmo trasformare in lavoro, che lavoriamo in un ufficio seduti tutto il giorno o che lavoriamo da casa, dobbiamo tenere d’occhio il nostro peso.

Obesità: un problema globale

In 24 anni, l’obesità è più che raddoppiata. Tra il 1980 e il 2014 ha raggiunto la cifra di 600 milioni di persone, per un totale di 1,9 miliardi di adulti sovrappeso. Il 39% dei maggiorenni era sovrappeso due anni fa e il 13% era obeso. Non si tratta di un problema dei soli adulti: esistono 41 milioni di bambini sovrappeso o obesi, sotto i 5 anni, in tutto il mondo.

Le cause principali sono, come è facile immaginare, due:

  • Alimenti con troppe calorie e troppi grassi
  • Aumento dell’inattività

Proprio su quest’ultimo punto, il lavoro ha buona parte di responsabilità. Molti lavori contemporanei hanno una natura sedentaria. E il sistema di trasporti urbano non aiuta.

La situazione non è destinata a migliorare nel breve periodo.
Secondo l’OMS, nel 2030 più della metà della popolazione adulta supererà il limite di peso ritenuto sano.

Produttività: come l’obesità influenza lavoro e salario

Numerosi studi, ormai hanno correlato la perdita di produttività con i chili di troppo. Nel 2010, Eric Finkelstein, insieme ai suoi colleghi della Duke University, hanno provato a calcolarne l’impatto.

Hanno quindi misurato la perdita di produttività causata dalla scarsa salute fisica, aggiungendo fattori quali l’assenteismo a causa di problemi di salute e i costi medici diretti, arrivando alla conclusione che per un dipendente obeso questo valore arriva a circa 16mila dollari l’anno. Nel caso dei dipendenti in peso forma, la cifra si ferma a 10mila dollari.

Stime più recenti (novembre 2014), hanno calcolato che l’impatto sulla produttività tra i lavoratori americani è di più di 8 miliardi di dollari, ogni anno.

La Virginia Tech e la University of Buffalo hanno invece cercato di capire il livello di resistenza sul lavoro. Secondo i ricercatori, le persone obese hanno una resistenza del 40% in meno rispetto ai colleghi.

E il danno non è tanto per le aziende o per l’economia in generale. C’è un costo nascosto per i lavoratori obesi e in sovrappeso: la perdita di salario. Una discriminazione di cui spesso non siamo a conoscenza. Eppure ci sono studi scientifici a dimostrarlo.

Il peso del pregiudizio sulla condizione socio-economica delle persone è molto grave. Secondo alcuni ricercatori che hanno studiato lavoratori simili per età, esperienze e studi, chi è in sovrappeso o obeso percepisce salari inferiori rispetto a chi è normopeso.

Quando il lavoro è la causa

Ovviamente, non bisogna puntare il dito contro le persone in sovrappeso. Spesso, dietro i chili di troppo si nascondono problemi di salute anche molto gravi, sia di natura fisica che psicologica.

Anche perché, come abbiamo detto, tra le cause dell’obesità c’è spesso la natura stessa del lavoro svolto. Una ricerca di due anni fa, ha dimostrato come i lavoratori americani siano più esposti al rischio obesità, in alcuni casi specifici: ne sono colpiti ad esempio coloro che lavorano più di 40 ore alla settimana e sono esposti a un ambiente lavorativo ostile. Chi lavora in determinati settori, poi, è particolarmente sensibile al problema: assistenti sociali e lavoratori della pubblica amministrazione; architetti e ingegneri, lavoro d’ufficio. Guarda caso, tutti lavori a forte rischio sedentarietà.

Come affrontare il problema?

Innanzitutto, dovrebbero essere le aziende e il sistema economico e statale a interessarsi del problema.

La precondizione di ogni occupazione dovrebbe essere che si lavora per vivere e non si vive per lavorare. Lo stress eccessivo, dimostrano alcuni studi sull’argomento, vanifica tutti gli sforzi di chi assume un’alimentazione sana. La dieta quindi non basta: occorrono serenità e sicurezza, sociale ed economica. Monete molto care in questo periodo, un po’ in tutto il mondo.

Ci sono poi delle sane abitudini che possiamo adottare. Vediamone alcune.

Ogni 3 minuti

La sedentarietà è un grave rischio per la salute dell’uomo. È stato dimostrato che ogni anno l’inattività provoca 676mila decessi. Oltre all’evidente concatenazione con i chili di troppo. Alcuni ricercatori australiani hanno dimostrato che alzarsi dalla sedia, mentre si lavora, e fare dei piccoli esercizi o pochi passi sia un toccasana. Basta farlo per 3 minuti ogni mezz’ora. Ecco come: https://goo.gl/vq4Ouh

Spuntini sani

Lo stress e l’ansia ci portano spesso a trangugiare tutto quello che capita, soprattutto al lavoro. Patatine, alimenti confezionati, prodotti eccessivamente zuccherati: è ciò che spesso troviamo al bar o ai distributori automatici.

Per contrastare il problema, prepariamo da casa alcuni snack veloci e leggeri, da consumare durante la giornata:

  • Verdure fresche
  • Torte di riso
  • Insalate
  • Mix di frutta, fresca e secca
  • Hummus
  • Guacamole e sedano
Consigli per chi si sposta

Chi fa il pendolare e si sposta ogni giorno da un posto a un altro per andare al lavoro può beneficiare di alcuni piccoli trucchi, che lo aiuteranno a muoversi di più.

La cosa migliore sarebbe andare in ufficio in bicicletta, almeno un paio di volte alla settimana. Questo non sempre è possibile: a volte le condizioni stradali non lo consentono, ma anche il tipo di abbigliamento richiesto dalla propria posizione lavorativa. Per fortuna possiamo adottare altre strategie:

  • Parcheggiare il più lontano possibile dalla sede, per chi viaggia in auto
  • Scendere dal bus o dalla metropolitana 1/2 fermate prima del solito e fare il resto del tratto a piedi
  • Usare le scale piuttosto che l’ascensore
  • Usare le pause per uscire fuori e fare una piccola passeggiata
Come combattere lo stress

Come abbiamo detto, i benefici dell’alimentazione sana vengono vanificati dallo stress. Ecco 5 modi per combatterlo:

  • La sera prima di andare al lavoro, fate tutto quello che potete per ridurre l’ansia del mattino dopo: scegliete cosa mettere, preparate la macchinetta del caffè, fate una lista delle cose da fare.
  • Occhio alla sveglia: sceglietene una tranquillizzante, che abbia un suono armonioso.
  • Fate un po’ di stretching prima di fare la doccia.
  • Cercate di svuotare la mente quando vi preparate e non pensate a cosa vi aspetta: la giornata sarà già abbastanza difficile di suo, non aggiungete un carico d’ansia inutile.
  • Dedicate il giusto tempo alla colazione: spegnete lo smartphone e la tv, sedetevi e rilassatevi, anche solo per 5 minuti.

Potete anche provare questo esercizio di respirazione.




Yoga da scrivania

Lo yoga rilassa la mente, ma anche un effetto positivo sul corpo. Riattiva la circolazione, distende i muscoli e tonifica i tessuti. Ed è un’attività a basso impatto che si può fare praticamente ovunque. Al link trovate 5 facili esercizi che potete fare anche dalla scrivania in ufficio: https://goo.gl/xp0vfg

Gli studi citati:

http://www.who.int/mediacentre/factsheets/fs311/en/

http://moodle.adaptland.it/pluginfile.php/22373/mod_resource/content/29/wp_2015_177.pdf

http://www.webmd.com/news/20101008/obesity-hidden-cost-lost-productivity-at-work

http://news.yale.edu/2014/11/14/obesity-among-american-workers-costs-nations-billions-lost-productivity

http://www.medicaldaily.com/obesity-workplace-overweight-employees-are-less-productive-need-longer-breaks-rest-295160

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24512862

Foto: Tony Alter on Flickr

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