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Pindasweda: come fare un rilassante massaggio ayurvedico in casa

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pindasweda

Il Pindasweda è un trattamento della tradizione ayurvedica che utilizza dei sacchetti di cotone caldi pieni di erbe mediche. Serve a guarire il corpo da una serie di disturbi, articolari e muscolari. Vediamo come farlo in casa.

Aiutare il nostro organismo a star bene, attraverso la sudorazione. Quello che viene chiamato come “Pindasweda” è un trattamento ayurvedico che fa parte della grande famiglia dei trattamenti Karma Swedana. Si tratta di pratiche e preparazioni che inducono il corpo a purificarsi dalle tossine, attraverso la questo processo naturale.

Pinda infatti significa bolo o tampone. Sweda significa invece fomentazione o sudorazione. Il termine Pindasweda, quindi, significa letteralmente “aiutare il corpo a sudare e traspirare”.

In cosa consiste il Pindasweda

L’intero trattamento del Pindasweda è composto da diverse fasi. Inizia con un massaggio di circa 20 minuti fatto con olio medicale per preparare il corpo al trattamento, rilassare i fasci muscolari e aprire i pori della pelle. Questo passaggio serve per consentire alla pelle di assorbire le sostanze nutritive delle erbe dei boli.

Dopo il massaggio iniziale infatti si passa ai tamponi, che consistono appunto in sacchettini di cotone riempiti di erbe mediche imbevute in oli caldi. I boli vengono utilizzati per tamponare le zone doloranti e diffondere gli effetti benefici del calore nell’organismo.

È un massaggio molto facile da effettuare su se stessi e sulle persone a noi care, per dare sollievo a una schiena affaticata, grazie alle proprietà lenitive e anti-infiammatorie delle erbe utilizzate.

Benefici del Pindasweda

Il trattamento del Pindasweda risulta così efficace perché i suoi principi sono gli stessi alla base della tradizione ayurvedica. Il calore dell’olio caldo infatti aiuta i muscoli contratti a distendersi e, allo stesso tempo, fa si che le erbe contenute nei boli rilascino i principi attivi che contengono (distensivi e anti infiammatori). La circolazione sanguigna si incrementa e il corpo è pervaso da una profonda sensazione di rilassamento e leggerezza.

Spesso questo massaggio viene eseguito in caso di contratture più gravi, come preparazione a trattamenti più invasivi e mirati, per la sua azione rilassante e analgesica.

È consigliato in caso di distorsioni, dolori, rigidità articolare, e tensione muscolare. Migliora la mobilità e la flessibilità e aiuta il corpo a ripristinare alti livelli di energia. Inoltre, poiché favorisce l’eliminazione delle tossine, purifica la pelle, la tonifica e le ridona luminosità.

Invece, il Pindasweda è sconsigliato in caso di gravidanza, ulcere, diarrea, traumi al torace, malattie agli occhi, asma.

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Come preparare i boli

È facile preparare i boli. Attenzione però a scegliere per il rivestimento una stoffa in fibra naturale (meglio se seta o cotone). Deve inoltre essere il più morbido possibile per evitare uno sfregamento eccessivo sulla pelle.

Le erbe che vanno inserite all’interno reperiscono facilmente e, molte tra queste, crescono spontaneamente nei prati e negli orti. Parliamo di malva, camomilla, calendula, rosmarino, tiglio, lavanda, fiori di arancio e biancospino, accomunate da proprietà antinfiammatorie, lenitive e sedative.

Il procedimento per chiudere il bolo è molto semplice:

  • Sminuzzate finemente le erbe mediche, possibilmente essiccate così da evitare che facciano muffa. Poi riscaldatele a vapore o immergetele nell’olio caldo.
  • Realizzate quindi un quadrato con la stoffa scelta e mettete al centro le erbe calde e imbevute nell’olio. Prendiamo i due angoli opposti tra loro del quadrato di stoffa. Uniteli e portateli in alto. Facciamo lo stesso con gli altri due quadrati angoli. In questo modo vi ritroverete tutti e quattro gli angoli tra le dita.
  • Legate tutto insieme con dello spago e ripieghiate i lembi per dare al bolo un aspetto gradevole.

Come si effettua il massaggio Pindasweda

Il massaggio con tamponi caldi, proprio in virtù del calore, permette a ciascuna pianta di liberare le sostanze nutritive e agire sul corpo della persona, rafforzate dall’azione aromatica.  Il trattamento dura una quarantina di minuti. Per ottenere il massimo beneficio, sarebbe utile prolungarlo con una fase di reazione di almeno mezzora, in cui la persona dovrà restare in rilassamento totale per permettere al corpo di elaborare quanto ricevuto durante il trattamento. Ideale, poi, concludere il tutto con un bel bagno caldo e disintossicante.



Il Pindasweda si realizza utilizzando sia manovre di massaggio, che di picchettamento e di semplice posizionamento in punti specifici del corpo (per esempio in corrispondenza dei Chakra). Vengono effettuati diversi passaggi, e ad ogni passaggio il calore dei fagottini viene incrementato. La tecnica si avvale di movimenti rotatori, leggeri e delicati, lungo tutto il corpo, con particolare attenzione alla schiena, il collo, le spalle e ai punti più doloranti.

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