Home Nuove Scoperte Pianta-lampione, l’incubo degli Ogm

Pianta-lampione, l’incubo degli Ogm

422
1
CONDIVIDI

Vegetali diventati luminosi grazie all’ingegneria genetica fai-da-te da usare al posto del lampione, liberamente seminabili in giardino ed offerti in regaloa chi, via internet, garantisce un modesto finanziamento all’impresa. Perfino il New York Times, che abitualmente guarda con simpatia agliOgm, è inorridito presentando “Glowing plants” (“Piante luminose”), un progetto americano portato avanti grazie al denaro raccolto sulweb che offre due significative (e preoccupanti) novità rispetto a quanto finora si è detto e fatto in materia di organismi geneticamente modificati.

La prima è che viene condotto da ricercatori hobbysti: non da un blasonato laboratorio scientifico o da una multinazionale dell’agrochimica. La seconda novità è che per la pianta luminosa si prevede l’uso di Dna di sintesi. Materiale genetico creato in laboratorio anzichè prelevato da un altro essere vivente.

“Glowing plants” per ora sta applicando i suoi sforzi all’Arabidopsis thaliana, una piccola pianta erbacea chiamata in Italia “arabetta” e nota per essere utilizzata come organismo modello per le scienze vegetali. Il passo successivo sarà produrre una pianta di rose luminosa; infine si vuole arrivare ad un albero che, una volta cresciuto fino all’altezza di 10 metri, sarà luminoso come una lampadina.

Il New York Times ha sottolineato che “Glowing plants” possiede una sorta di liberatoriagovernativa: ha infatti ottenuto una lettera in cui il Dipartimento per l’agricoltura degli Usa afferma che non è necessaria alcuna autorizzazione per seminare all’aperto le piante luminose.

Donde l’ovvia preoccupazione espresse alle autorità dalle associazioni ambientaliste: la possibilità che l’inquinamento genetico si diffonda attraverso l’impollinazione è concreta quanto i quasi 270.000 dollari raccolti in 10 giorni via internet da “Glowing plants”. Per far decollare il progetto ne bastavano 65.000 e c’è ancora un mese di tempo per contribuire.

A chi ha offerto più di 40 dollari viene promesso in dono un sacchettino di semi di piante luminose. “Glowing plants” si rammarica di non poterli spedire in Europa per via delle norme Ue, più rigide rispetto a quelle statunitensi.

L’ingegneria genetica (non però quella portata avanti da hobbysti!) ha già sfornato animali da laboratorio luminescenti, tipo i maiali verdi ottenuti inserendo nel loro Dna del materiale genetico proveniente da meduse. Però quel tipo di luminescenza era visibile solo sotto una luce ultravioletta.

Qui si va ancora un passo oltre. Per ottenere piante luminose – piante che brillino nel buio e non sotto la luce ultravioletta – viene usata la biologia sintetica, ossia la creazione in laboratorio di materiale genetico che semplicemente non esiste in alcun essere vivente.

Leggendo la notizia ho pensato alla ricerca secondo la quale la più seria minaccia di estinzione per l’intero genere umano è rappresentata da quelle tecnologie – Dna artificiale compreso – che vengono usate anche se non si conoscono (e tanto meno si dominano) gli effetti collaterali.

E voi cosa dite, lettori? Sentitevi liberi di commentare anche con espressioni colorite, se proprio vi zampillano. Ricordate solo che non sono tollerati insulti, bestemmie e volgarità gratuite.

 

Articolo originale e fonte “http://www.informarexresistere.fr/2013/05/09/un-ogm-fai-da-te-finanziato-via-internet-si-materializza-lincubo-della-pianta-lampione/”

Maria Ferdinanda Piva

1 COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here