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Dicamba: l’erbicida più potente del glifosato e gli ultimi studi sulla sua cancerogenicità

La guerra ai pesticidi non si ferma ma ora, a far più paura del glifosato, sembra essere il Dicamba.

Parliamo di un potente erbicida derivato dall’acido benzoico che è stato utilizzato in contesti agricoli, industriali e residenziali negli anni 60′ per tenere sotto controllo le erbe infestanti a foglia larga e le piante legnose.

Ampiamente impiegato, storicamente, nell’agricoltura statunitense di mais, soia, cotone e grano, nonostante il suo uso sia diminuito negli ultimi decenni, già dal 2012 è stato classificato tra i primi 20 pesticidi agricoli più comunemente impiegati, anche nelle zone residenziali.

Lo studio sulla salute agricola

Un’aggiornato studio sulla salute agricola (AHS) ha messo in luce come la recente approvazione di colture resistenti al dicamba, geneticamente modificate, possa portare ad un reincremento del suo utilizzo ed è cresciuto l’interesse sui potenziali effetti di tale erbicida sulla salute umana.

Lo studio condotto dall’AHS ha preso in rassegna utilizzatori di pesticidi nello Iowa e nella Carolina del Nord.

All’arruolamento (dal 93′ sino al 97′) e al follow-up (dal 99′ al 2005), su 49.922 utilizzatori di pesticidi, il 52,9%, ossia 26412 soggetti, hanno riportato di aver usato il dicamba.

Rispetto ai non utilizzatori, quelli nel quartile più alto di esposizione presentano un rischio di:

  • cancro al fegato
  • al dotto biliare intraepatico
  • leucemia mieloide (i cui effetti si presentano dopo anche 20 anni)
  • cancro al colon
  • cancro al polmone

Una recente analisi congiunta di AGRICOH, ha scoperto che l’uso del dicamba è associato ad un elevato rischio di mieloma multiplo, mentre uno studio caso-controllo canadese ha osservato l’associazione di tale erbicida con il linfoma di Hodgking.

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DICAMBA
Erbicida: il dicamba si volatilizza, diffondendosi rapidamente, con ingenti danni su colture e habitat naturali.

La pericolosità del Dicamba

A rendere ancora più pericoloso il dicamba è la sua volatilità, trattandosi di una sostanza che si diffonde rapidamente, colpendo anche coltivazioni non in grado di resistere.

Ovviamente a ciò si aggiunge il rischio che possa distruggere specie ornamentali, ortaggi, piante selvatiche che fungono da habitat per gli animali e persino la riproduzione delle farfalle monarca.

Le paure non sono di certo infondate, soprattutto alla luce degli ultimi aggiornamenti riguardanti l’impatto che il suo impiego possa avere sulla salute umana e sull’ambiente, tanto da essere stato definito più pericoloso del glifosato.

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Commenti (2)

  • per parecchi anni ho vissuto in un luogo in Canada dove l’agricoltura di massa di mais, soia e grano erano coltivati in rotazioni con semi OGM, diserbanti di RoundUp e prodotti della Monsanto per favorire la crescita e garantire la raccolta. Ho lavorato per Parrish & Heimbecker, Limited (P&H) è un’azienda agroalimentare canadese di proprietà familiare che distribuiva il grano attraverso il mondo. In 12 anni di vita ho visto le api morire, i pipistrelli diminuire a quasi l’estinzione, la salute dei miei animali peggiorarsi e mi sono beccata dei polpoli al colon per aver vissuto in un luogo concentrato con l’aria inquinata e contaminato dalla agricoltura di massa. Ne avrei da raccontare un libro. Ho mollato tutto per guadagnarmi un po di vita e mi sono trasferita in Italia, dove ora vedo che ci stanno ingannando come lo hanno fatto al Canada da anni. Se la mia storia vi interessa, mi trovate sul social facebook, terra tashi academy.

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