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Canna da zucchero OGM: autorizzata la coltivazione in Brasile

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canna da zucchero

Dal Brasile la prima canna da zucchero OGM. La produzione è stata autorizzata pochi giorni fa ed entro tre anni il prodotto finito verrà distribuito in tutto il mondo. Arriverà anche in Italia?

Tra pochi anni, anche lo zucchero sarà OGM. La notizia arriva dal Brasile, uno dei maggiori produttori di canna da zucchero al mondo. Una versione geneticamente modificata della pianta è stata autorizzata per la produzione. È la prima volta che succede.

Il Paese latinoamericano esporta zucchero in 150 Paesi. Il che significa che il prodotto potrebbe arrivare presto anche in Europa. E in Italia? Per ora la possibilità sembra scongiurata.

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Canna da zucchero OGM: l’autorizzazione

La CTC, Centro de Tecnologia Canavieira SA, ha richiesto nel dicembre del 2015 l’autorizzazione alla coltivazione di una varietà OGM di canna da zucchero. L’autorizzazione è stata concessa pochi giorni fa dalla CTNBio, Commissione Tecnica Nazionale sulla Biosicurezza, organo del Ministero della Scienza e Tecnologia brasiliano.

La modifica genetica riguarda la resistenza a un insetto, nome scientifico: Diatraea saccharalis. Si tratta del principale parassita della pianta. Conosciuto in Brasile come ‘broca-de-cana” (che possiamo tradurre approssimativamente come: trapanatore della canna) è uno dei principali problemi che affrontano gli agricoltori brasiliani del settore. Si stima che, ogni anno, a causa dell’insetto vengano persi circa 1,5 miliardi di dollari.

La varietà creata in laboratorio da CTC contiene il gene Bt (Bacillus thuringiensis), già utilizzato in altri tipi di raccolti. Un gene che conferirebbe alla pianta la resistenza alla Diatraea saccharalis. CTC ha inoltre messo in campo ulteriori progetti di modificazione genetica della canna da zucchero, per renderla maggiormente tollerante ad altri insetti e agli erbicidi.

Canna da zucchero OGM: presto diffusa in tutto il mondo?

Quella dello zucchero OGM può sembrare una questione a noi lontana. Ma dobbiamo chiederci: è possibile che il prodotto dell’ingegneria genetica arrivi anche da noi? Nei nostri caffè, nei nostri dolci e biscotti? Ad oggi, CTC ha richiesto l’autorizzazione alla vendita del suo prodotto solo negli Stati Uniti e in Canada. E ha annunciato che richiederà approvazione anche in Cina, India, Giappone, Russia, Corea del Sud e Indonesia. Secondo l’azienda, al momento occorrono 3 anni prima che il prodotto finito arrivi effettivamente ai consumatori.

Ma il Brasile è uno dei principali esportatori di zucchero al mondo. I suoi prodotti arrivano infatti in 150 Paesi, ad oggi. E il 60% di essi non prevede un’autorizzazione esplicita per l’importazione di organismi geneticamente modificati. Cosa accadrà quando nel Paese latinoamericano – sono previsioni CTC – il 15% delle coltivazioni di canna da zucchero (10 milioni di ettari) saranno interessate da piante geneticamente modificate? Un obiettivo che potrebbe essere raggiunto da qui a 10 anni.

Per fortuna, alle aziende agricole è ancora data la possibilità di scegliere se utilizzare questo tipo di prodotti o meno. Non ci resta che sperare nel buon senso degli agricoltori…

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