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Tocilizumab: continua la sperimentazione del farmaco anti-artrite che sembra dare risultati promettenti

L’emergenza Coronavirus continua, aumentano vertiginosamente i casi di contagio ed è necessario trovare strumenti salva vita, anche per ridurre il peso che grava sui reparti di terapia intensiva, già allo stremo, specie al Nord.

Risultati promettenti sembrano arrivare dall’utilizzo del Tocilizumab, un farmaco anti-artrite, già disponibile.

Come riportato da Adnkronos, da sabato 14 marzo i il farmaco è stato impiegato su 16 pazienti a Latina e, secondo quanto riferito dall’Asl della città laziale, nel giro di sole 48 ore, ben il 70% dei casi ha registrato un netto miglioramento.

Lo stesso farmaco è già stato utilizzato presso due ospedali partenopei: il Cotugno e il Pascale.

Dati incoraggianti ma occorre proseguire la sperimentazione

Il dottor Paolo Ascierto, presidente della Fondazione Melanoma e direttore dell’Unità di Oncologia, Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative dell’Istituto Tumori Pascale di Napoli ha dichiarato: “I dati che provengono finora dai pazienti trattati sono incoraggianti ma è anche vero che non tutti i pazienti rispondono. La sperimentazione chiarirà quali sono i pazienti che non rispondono e su chi, dunque, bisogna puntare” .

Il medico spiega che in tutta Italia sono centinaia le persone trattate con questo farmaco.

Al Cotugno di Napoli, da lunedì sono stati trattati 11 pazienti, di età compresa tra i 50 e i 60 anni, di cui 7 in rianimazione e 4 in reparto.

Dei 7 in rianimazione, 5 hanno mostrato un miglioramento importante, uno è stazionario e uno, con importanti patologie già a carico è, purtroppo, deceduto.

I 4 trattati in reparto con una grave insufficienza respiratoria, a distanza di 48 ore dall’infusione del farmaco, hanno dato tutti segni visibili di miglioramento.

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Sperimentazione: è utile per valutare l’efficacia del Tocilizumab, fornito gratuitamente dalla ditta produttrice Roche.

Al via oggi la sperimentazione del Tocilizumab su 330 pazienti

Oggi, 19 marzo, parte la sperimentazione del Tocilizumab su 330 pazienti affetti da Covid-19.

L’annuncio è stato dato da Nicola Magrini, direttore generale dell’Aifa, nel corso del consueto bollettino della Protezione Civile con tutti gli aggiornamenti, due giorni fa.

Magrini ha detto che i dati preliminari sono promettenti e che lo studio che partirà oggi servirà a valutare l’impatto del farmaco.

Come funziona la sperimentazione? Il farmaco inibisce il fattore di infiammazione, dice Magrini e in alcuni casi si vede un miglioramento nelle condizioni dei pazienti ma altre volte no. Per ora, dice, stiamo studiando il recupero clinico e come sia aumentato dopo la somministrazione.

Come puntualizzato, lo sforzo è dimostrare quante vite salviamo e qual è l’effetto complessivo del farmaco usato da centinaia di pazienti, concesso con disponibilità ampia dalla ditta produttrice (Roche), in maniera gratuita.

La speranza viene da un farmaco già disponibile, utilizzato dagli anni 90

Mentre l’epidemia da Coronavirus incalza, la speranza viene da questo farmaco già disponibile, sviluppato negli anni 90 per la terapia dell’artrite, quando si scoprì che l’interleuchina-6, una proteina rilasciata da alcune cellule del sistema immunitario, era coinvolta nello sviluppo della malattia.

Questa scoperta portò allo sviluppo del Tocilizumab, anticorpo monoclonale che blocca proprio l’attività dell’interleuchina-6, impedendole di legarsi al suo recettore.

Più recentemente il Tocilizumab ha guadagnato alta fama quando si è scoperto che è capace di controllare la “tempesta da citochine”, una potente reazione infiammatoria del nostro sistema immunitario che si scatena come conseguenza delle immunoterapie antitumorali innovative con le famose CAR T.

La complicanza più frequente della terapia con le CAR T è la tempesta da citochine, legata alla sovrapproduzione di interleuchina-6, che viene bloccata, in questi casi, proprio con il Tocilizumab.

L’utilizzo del Tocilizumab in Cina

Pochi giorni fa è arrivata dalla Cina la notizia che alcuni ricercatori cinesi hanno ipotizzato che la polmonite interstiziale che si sviluppa nei casi più gravi di infezioni da Coronavirus, è la conseguenza della sovrapproduzione di interleuchina-6 e della tempesta di citochine.

Su questa base, i ricercatori cinesi hanno trattato inizialmente 21 pazienti affetti da Coronavirus, con risultati molto incoraggianti, che hanno aperto la strada a una sperimentazione clinica più grande (181 pazienti).

Questa notizia ha acceso anche in Italia la speranza che il Tocilizumab, pur non essendo un vaccino, possa salvare molte vite.

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