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Menopausa precoce: pronta una nuova terapia con le cellule staminali

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menopausa precoce

Menopausa precoce: arriva un nuovo barlume di speranza dalla ricerca. Gli studiosi sperimentano una nuova terapia con le cellule staminali, capace di ripristinare la fertilità

La terapia con cellule staminali può aiutare a invertire gli effetti della menopausa precoce. Ne sono convinti i ricercatori dell’università di Chicago, in Illinois, che hanno presentato i risultati del loro studio sul tema, durante il congresso della Società di endocrinologia degli Stati Uniti.

Ecco di che cosa si tratta.

Cellule staminali per combattere la menopausa precoce e ripristinare la fertilità

Le giovani donne con insufficienza ovarica precoce (POI) potrebbero essere in grado di veder “ringiovanire” le proprie ovaie ed evitare gli effetti della menopausa precoce. Non è fantascienza, ma il barlume di speranza dato dall’ultima ricerca condotta sulle cellule staminali.

Per il momento si tratta di un piccolo risultato, ottenuto su un campione ridotto di volontari, ma è comunque una speranza in più per una società che ha ormai spostato la propria genitorialità vicino alla soglia degli ‘anta’.

La ricerca

I risultati della sperimentazione sono incoraggianti. «Nelle due partecipanti che hanno completato il trattamento fino ad oggi, i livelli sierici di estrogeni sono aumentati appena 3 mesi dopo l’iniezione di cellule staminali, e l’effetto è durato per almeno un anno», afferma Ayman Al-Hendy, principale autore della ricerca.

I ricercatori hanno quindi registrato una diminuzione dei sintomi di menopausa precoce. Non solo: sei mesi dopo l’inizio del trattamento con le cellule staminali, le partecipanti allo studio hanno visto la ricomparsa del ciclo mestruale.

«Nei casi completati finora, i pazienti hanno tollerato il trattamento molto bene senza complicazioni o effetti collaterali», ha affermato Al-Hendy. Lo studioso ha inoltre spiegato come le ecografie delle ovaie trattate abbiano mostrato un aumento significativo nelle dimensioni, rispetto a quelle non trattate. I livelli di estrogeni, inoltre, in entrambe le volontarie sono aumentati in modo significativo.

Le cellule staminali mesenchimali impiegate per lo studio sono state ricavate dal midollo osseo delle stesse pazienti e iniettate direttamente dentro solo una delle sue ovaie. L’altra è stata usata come parametro di paragone. È «la prima volta che le staminali vengono iniettate direttamente nelle ovaie. Anche se si tratta di dati preliminari, che riguardano solo due pazienti, sono molto interessanti», afferma Pasquale Patrizio, direttore del centro di Fertilità dell’Università di Yale.

Per il futuro, i ricercatori hanno in programma di arruolare altre 33 volontarie per una nuova sperimentazione clinica.

Menopausa precoce: se anche i cosmetici contribuiscono alla sua comparsa

Le ovaie producono ormoni e ovuli fino alla menopausa, quando smettono di funzionare, in genere intorno ai 50 anni. Nell’1% delle donne, tuttavia secondo i ricercatori, può presentarsi una condizione chiamata insufficienza ovarica precoce. Le ovaie smettono di funzionare e le donne entrano nella menopausa precoce.




Qualche anno fa, in uno studio condotto dalla Washington University di St. Louis e pubblicato sulla rivista Plos One, i ricercatori hanno indagato le possibili cause di menopausa precoce nelle donne. I risultati sono stati sorprendenti, evidenziando come alcuni cosmetici, come rossetti, creme per il viso, smalti, prodotti da bagno potrebbero contenere tra i loro ingredienti sostanze chimiche che anticipano la menopausa di ben 4 anni. Potete approfondire l’argomento leggendo il nostro articolo in merito: https://www.ambientebio.it/salute/rischi-salute/sostanze-chimiche-presenti-nei-cosmetici-come-cause-di-menopausa-precoce/

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