Home Nuove Scoperte Ipertrofia prostatica, la malattia del futuro? Ecco come riconoscerla e curarla

Ipertrofia prostatica, la malattia del futuro? Ecco come riconoscerla e curarla

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Nei prossimi 10 anni l’ ipertrofia prostatica aumenterà di circa il 55%. Sono questi i dati emersi durante il 90esimo Congresso nazionale della Società italiana di urologia (Siu), tenutosi a Napoli nei giorni scorsi.

Una patologia che, oggi, su 25 milioni di uomini, colpisce il 20-30% delle persone e che nei prossimi anni potrebbe alterare la qualità della vita nell’uomo.

Ma quali sono i sintomi dell’ipertrofia prostatica? È possibile una prevenzione? Cerchiamo di dare qualche risposta a queste domande.

Ipertrofia prostatica: di cosa si tratta

L’ipertrofia prostatica è una patologia molto comune tra la popolazione maschile. È definita in genere come la crescita del tessuto prostatico nella zona periuretrale. Una crescita che, nel tempo, genera problemi durante la minzione.

Con il passare degli anni, infatti, il volume della prostata cresce naturalmente. I due fattori collegati generano quindi alterazioni della funzione vescicale. Si stima che l’ipertrofia prostatica interessi circa il 30% degli uomini al di sopra dei 65 anni. Provocando quindi sintomi urinari severi.

Stando a quanto affermato da Vincenzo Mirone, segretario generale della Siu, durante il Congresso, l’Italia guadagna la maglia nera in tema di Iperplasia prostatica benigna. Il nostro Paese, infatti, è il peggiore in Europa in merito ad aderenza alle terapie contro la patologia. Secondo l’esperto, i motivi di questo primato negativo «derivano in primis dagli effetti collaterali legati alla sfera sessuale, perché potrebbero portare a una riduzione dell’eiaculazione e della libido. Un’altra ragione è legata a questioni economiche per l’acquisto delle molecole richieste per il trattamento. Inoltre, ai primi riscontri positivi della terapia si tende spesso a interromperla per la convinzione di stare meglio».

Ipertrofia prostatica: i sintomi

I sintomi tipici dell’ipertrofia prostatica sono naturalmente i disturbi urinari. Stimolo continuo ad andare in bagno, flusso urinario ridotto e la sensazione di non essersi ‘liberati’ completamente sono i segnali più diffusi. La sintomatologia può essere così intensa da generare un peggioramento della qualità di vita dell’uomo che ne è affetto. Se non trattata, l’ipertrofia prostatica può portare a episodi di ritenzione urinaria acuta, dovuta a una completa ostruzione dell’uretra. In questo caso, è necessario l’ausilio di un catetere per consentire lo svuotamento della vescica. Dopo i 50 anni, si consiglia una visita ogni 6 mesi, con ecografia e dosaggio del Psa (antigene prostatico specifico).

Come prevenirla e come curarla in maniera naturale secondo gli esperti

Ma è possibile prevenire l’ipertrofia prostatica? Secondo gli esperti, sì.

«Già dai 35-40 anni bisogna iniziare a vivere in maniera ordinata. È necessaria una corretta alimentazione che preveda licopene, presente nel pomodoro rigorosamente cotto. Novità importanti possono arrivare anche dallo zinco, contenuto in alimenti come asparagi, frutta secca e verdure crude a foglie verde intenso come gli spinaci», afferma ancora Mirone.

Per quanto riguarda l’attività sessuale, deve essere moderata, senza picchi di astinenza, né di eccessiva attività.

Leggi anche: Rimedi naturali per la prostata, e alcuni sintomi da non sottovalutare

Ma non è tutto. All’origine dell’ingrossamento della prostata c’è spesso un’infiammazione cronica che scatena i sintomi e favorisce il progredire della patologia. Proprio per questo, la Siu ha promosso il riconoscimento dell’infiammazione cronica come target terapeutico da trattare. L’estratto esanico di Serenoa repens, un tipo di palma, è una di queste soluzioni.

Si tratta di una terapia alternativa, che va sempre prescritta dal medico, e che potrebbe avere minori effetti collaterali rispetto ad altri farmaci.

La Serenoa repens è una palma originaria dell’America sud-orientale. Si tratta di un farmaco vero e proprio, anche se il principio attivo è estratto dalla pianta. Ad oggi, comunque, non ha mostrato effetti collaterali e ha un elevato profilo di sicurezza.

FOTO: Depurarsi.com

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