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Cannabidiolo: cos’è e quali sono i suoi benefici

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Alla scoperta del cannabidiolo e dei suoi benefici

Cannabidiolo, scopriamo quali sono i suoi benefici per la mente e il corpo

Il cannabidiolo (detto anche CBD) è un cannabinoide che può aiutare a mitigare i sintomi di una serie infinita di malattie: diabete, insonnia, ansia, depressione, emicrania, epilessia, fino ai tumori, secondo alcuni studi americani.  

Sono impressionanti i benefici medici del cannabidiolo (CBD). Si tratta del principale cannabinoide (sostanze chimiche di origine naturale) della cannabis.

Secondo diversi studi medici è un vero toccasana per un numero vasto di malattie, aiutando le persone affette nella gestione dei sintomi. Tra le altre, ricordiamo il diabete, l’insonnia, l’ansia, la depressione, l’emicrania e l’epilessia. Mentre ci sono altre ricerche che legano la sostanza alla lotta contro il tumore. Secondo questi studi il cannabidiolo sarebbe in grado di agire sulle cellule aggredite dal cancro.

Cannabidiolo: cos’è

Insieme al THC, il cannabidiolo (abbreviato in CBD),  è il cannabinoide maggiormente diffuso in natura. Mentre il THC è presente in  una concentrazione del 12-25% sul totale dei cannabinoidi, il CBD copre una percentuale che va dall’1 al 4%. La differenza più evidente tra le due sostanza è che il CBD non è un composto psicoattivo. In altre parole non influisce sulla funzionalità cerebrale, e non altera il sistema nervoso centrale.

Il CBD appartiene quindi alla famiglia dei cannabinoidi non psicoattivi. La sostanza ha infatti un effetto sedativo e riesce ad alleviare vari dolori e sintomi. Non è un caso se i suoi usi officinali superino quelli di qualsiasi altro cannabinoide conosciuto.

Cannabidiolo: i benefici per l’organismo

Sono tanti i benefici che il cannabidiolo apporta al nostro corpo. È innanzitutto, un anti-psicotico, il che significa che potrebbe aiutare a curare tutta una serie di malattie mentali, come la schizofrenia. Ha un’azione di neuro-protezione che potrebbe essere sfruttata per curare alcune malattie neurodegenerative, come l’Alzheimer e il Parkinson. Inoltre, è un analgesico, indicato per chi soffre di malattie infiammatorie o dolori cronici, anti-convulsivante: è famoso per fermare le convulsioni in malattie come l’epilessia. E ancora è un pro-ansiolitico, che calma i nervi ed elimina l’ansia.

Ma l’uso più sorprendente, anche se ancora da investigare, è quello che lo lega alla cura dei tumori.

Cannabidiolo: due studi lo legano alla cura del cancro

Sono due gli studi principali che legano il cannabidiolo alla cura di malattie come il cancro. Il primo risale al 2007 ed è stato realizzato da un equipe del California Pacific Medical Center Research Insitute. Secondo le ricerche il CBD è in grado di bloccare il gene Id-1, lo stesso che provoca la diffusione delle metastasi al seno. Altro studio più recente dell’Università di Rostock in Germania lega il CBD al THC. Insieme portrebbero alla distruzione di cellule tumorali, stimolando la formazione di una proteina, ICAM-1, che agisce sulle cellule aggredite dal tumore.


In entrambi i casi, però, è necessario effettuare ulteriori test e si è ancora lontani dall’utilizzare le scoperte in un’effettiva terapia clinica.

Puoi leggere anche: Contro l’ansia, nella cannabis una possibile terapia, con le dovute precauzioni

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