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Anoressia: studioso italiano scopre la molecola che la lega alla depressione

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anoressia

Intuitivamente, è facile comprendere come l’eccesso o la carenza di peso non siano un problema solo per il corpo. Condizioni come l’ anoressia o l’obesità possono infatti portare a gravi conseguenze anche sulla psicologia delle persone affette.

Uno studioso italiano – un cervello ‘in fuga’, come ormai è diventato triste consuetudine chiamarli – ha scoperto qual è il meccanismo fisico che c’è alla base di questo collegamento tra disturbi dell’umore e disturbi dell’alimentazione. Il ‘segreto’ risiederebbe nella cosiddetta molecola del benessere, l’ allopregnanolone. La cui carenza può portare a depressione e ansia.

L’ ormone del benessere collegato ad anoressia e obesità

Lo studioso italiano che ha firmato un’interessante ricerca, pubblicata su Neuropsychopharmacologhy, si chiama Graziano Pinna e lavora all’Università dell’Illinois negli Stati Uniti. La tesi di fondo è che disturbi dell’alimentazione come anoressia e obesità possano portare a un deficit nell’organismo della cosiddetta molecola del benessere. Il nome scientifico di tale molecola è allopregnanolone. Tecnicamente si tratta di un metabolita del progesterone, ormone sessuale steroideo. Quando ‘funziona’ correttamente questa molecola, chiamata anche ‘allo’, è correlata con umore positivo e sensazioni di benessere.

Al contrario, precedenti ricerche hanno dimostrato come un basso livello della sostanza possa predisporre a depressione e ansia. Allo stesso tempo, tali disturbi dell’umore sono frequenti nelle persone affette da anoressia e obesità: più della metà delle donne anoressiche soffre anche di un disturbo dell’umore; il 43% degli obesi soffre di depressione.

Per dimostrare il collegamento tra allopregnanolone e disturbi dell’alimentazione, Pinna ha realizzato uno studio su 36 donne: 12 erano affette da anoressia nervosa, 12 erano in peso-forma, altre 12 obese. A tutte è stato prelevato un campione di sangue. Sono state inoltre sottoposte ad alcuni questionari per la valutazione di eventuali disturbi d’ansia e depressivi. I risultati sono stati incontrovertibili.

Nelle donne anoressiche, i livelli di allo nel sangue erano inferiori del 50% rispetto alle normopeso. Nelle donne obese i livelli erano ancora più bassi: – 60% rispetto alle partecipanti con peso normale. Valutata la concentrazione di allo, i ricercatori hanno quindi valutato lo stato psicologico delle partecipanti: come ipotizzato, le donne anoressiche o obese avevano maggiore probabilità di soffrire di depressione e ansia.

Anoressia e obesità collegati all’umore: come intervenire con il cibo

Secondo Pinna, gli antidepressivi in uso non funzionano efficacemente per circa metà dei pazienti. La scoperta della funzione dell’allopregnanolone, potrebbe quindi portare allo sviluppo di cure più efficaci, in futuro.

Disturbi d’ansia e depressione, così come l’anoressia e l’obesità non vanno sottovalutati. Si tratta di condizioni che vanno seguite con l’aiuto di specialisti e che spesso prendiamo sottogamba.

Fatta salva questa premessa: possiamo in qualche modo aiutare il nostro umore con le nostre abitudini quotidiane? Sì, attraverso l’alimentazione. Vediamo come.

  1. Carboidrati complessi

Alcune ricerche hanno correlato una dieta con pochi carboidrati a disturbi come eccesso d’ansia, nervosismo, scarsa concentrazione e insonnia. Possiamo quindi provare ad aggiungerne attraverso l’alimentazione. Scegliamo sempre carboidrati complessi: via libera quindi a pasta, riso e pane integrali, così come a frutta, verdura e legumi.

  1. Vitamina D

La vitamina D aiuta a ridurre il rischio di depressione e altri disturbi dell’umore. La prima fonte, lo sappiamo bene, è il sole! Ma possiamo integrarlo anche con un’adeguata alimentazione. Sono principalmente i latticini a contenerla, ma per chi sceglie un regime alimentare vegano, l’alternativa principale sono i funghi.

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  1. Assumere più liquidi

I fluidi hanno un effetto rilassante sul cervello, aiutando quindi a contrastare i disturbi d’ansia. È bene quindi fare scorta di liquidi, soprattutto attraverso alimenti che ne sono ricchi. Possono aiutarci anche acqua, tè verde e limonata.

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  1. Vitamina B

Gli alimenti ricchi di vitamina B ci aiutano a trasformare il cibo in ‘carburante’ per il corpo e per la mente, aiutando a mantenere alti i livelli di energia durante il giorno. Per integrarla, ricorriamo a fagioli, noci e avena.

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