Monsanto lascia l’Europa. Per rientrarci dalla porta di servizio

La multinazionale americana Monsanto pare allentare la presa sull’Europa. Il presidente e direttore generale per l’Europa, José Manuel Madero ha annunciato infatti di ritirare tutte le domande pendenti di omologazione di nuove colture OGM nell’Unione Europea.

L’unica a non essere toccata sarà la richiesta di rinnovo di approvazione del mais Mon810 resistente agli insetti, la sola semente OGM coltivata in Europa, ma vietata come detto in un precedente articolo in Italia, oltre che in Francia e Germania. A primo impatto verrebbe da gioire e da pensare che il vecchio continente ha vinto la sua battaglia contro uno dei mali più persistenti degli ultimi 50 anni, la manipolazione genetica del cibo, ma guardando meglio la scelta nasconde un progetto più (diabolicamente?) lungimirante.

L’Europa, e in special modo alcuni Paesi dell’unione tra cui anche l’Italia, davvero non vuol sentir parlare di OGM; c’è chi ha un governo critico e chi un popolo critico (come il nostro, da sempre per fortuna attento a ciò che mangia) e c’è chi ha la fortuna di avere entrambi. Di fatto, dalla loro comparsa sui mercati, gli Organismi Geneticamente Modificati non hanno mai raccolto simpatia presso le nostre genti, orientate al progresso ma legate alle tradizioni e alla storia. Monsanto questo lo ha capito, dopo anni e anni spesi a trattare sotto banco e alla luce del sole permessi e cavilli opportuni a impiantare almeno una radice dell’azienda, che col tempo potesse invadere la nostra vita (oltre che le nostre terre) come accaduto altrove e in special modo in alcuni Paesi del Sud del Mondo. Così arriva la resa, o forse come detto il piano B.

Non siamo sciocchi, una multinazionale, specie se è una delle più potenti lobby del mondo, non rinuncia mai ad ampliare il proprio business e i propri profitti, ma sopratutto non rinuncia alla sua principale attività: colonizzare. Ed ecco che in seconda battuta, dopo l’annuncio di“ritiro”, arriva la dichiarazione d’intenti per il futuro europeo aziendale: dedicarsi al business delle sementi tradizionali. Una minaccia? In vero neanche nelle fiabe il diavolo cambia la sua essenza, anche e forse sopratutto quando veste i panni di un agnello al pascolo; ecco perché è opportuno esercitare sempre il nostro spirito critico e non abbassare mai la guardia. Monsanto non è solo un problema alimentare, è un problema di libertà.

Fonte e articolo originale http://www.attentialluomo.it/monsanto-lascia-europa-per-rientrarci-dalla-porta-di-servizio/

Alessandra De Sio

Dott. di ricerca in Marketing
Professionista del Marketing Etico e Ambientale

Monsanto, ogm


Gino Favola

Laureato in Scienze Politiche, da sempre sono stato appassionato dai temi della tutela dell'ambiente e della sostenibilità. Da sempre convinto che l'economia debba essere ricondotta sotto le leggi della società civile, mi sono interessato a letture come quelle di Tiziano Terzani, Simone Perotti, Michael Pollan. Mi occupo nello specifico della sezione " ecoreati" per dare uno strumento in più, una sentinella attiva nel territorio, che da voce a tutte le segnalazioni dei nostri lettori che condividono con noi la sensibilità per la difesa dell'ambiente e della natura.

Comment

  • Oreste Marini

    Diciamogli chiaro e una volta per tutte NO!!Alle sementi tradizionali ci pensiamo noi.Altrimenti se le piglia in mano la Monsanto nel giro di pochi anni spariscono e le voilà loro ti forniranno le OGM e il giochino sarà fatto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Ambiente Bio è una risorsa informativa che affronta le tematiche relative a uno stile di vita sano e virtuoso in ogni senso.

Contattaci: [email protected]

Iscrizione Newsletter

[newsletter_signup_form id=1]