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Lilypad: i dischi galleggianti per pulire i laghi

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LilyPad è il dispositivo tecnologico, progettato da Puralytics, capace di ripulire acque piovane e stagni con l’aiuto di un dischetto artificiale.

La Puralytics è un’azienda che si occupa della purificazione delle acque. Il suo ultimo prodotto è un dispositivo molto particolare, in grado di eliminare da laghi e fiumi contaminanti microbiologici, come i batteri dell’Escherichia Coli, sostanze nocive come pesticidi ed erbicidi e metalli pesanti, tutti in una volta.

Il dispositivo in questione si chiama LilyPad ed ha la forma di dischetti struccanti giganti o di ninfee acquatiche galleggianti. La tecnologia che lo compone si attiva con i raggi solari ed è basata sul Solarbag, un sistema portatile di purificazione dell’acqua potabile.

I dischetti sono costituiti da una serie di maglie, rivestite da una nanotecnologia capace di scindere i legami chimici delle particelle tossiche che si trovano in acqua.

Quando la luce solare colpisce la superficie del dispositivo, genera una reazione fotochimica che scinde i legami delle sostanze contaminanti che circondano LilyPad. La reazione porta alla distruzione di microbi, batteri e virus che inquinano l’acqua.

Una rivoluzione nel campo della purificazione di laghi e fiumi, se si considera che i sistemi comunemente utilizzati sono costituiti da filtri o prodotti chimici che possono eliminare solo una sostanza nociva alla volta. LilyPad è invece in grado di eliminarle tutte insieme.

I dischetti speciali possono essere riutilizzati per diversi mesi. Questo li rende molto pratici.

Il loro campo di applicazione è vario: possono essere usati dagli agricoltori per purificare l’acqua di irrigazione, perfezionando le tecniche di agricoltura biologica e possono essere utilizzati per il trattamento e il drenaggio delle acque piovane, nelle città interessate da importanti eventi meteorologici.

Sembra che Mark Owen, l’ideatore di LilyPad, abbia lavorato al progetto per sette anni. L’ispirazione gli è venuta in Giappone, quando ha scoperto l’esistenza di un edificio costruito in biossido di titanio e capace di “mangiare lo smog”. Da quel momento si è messo in testa di fare la stessa cosa anche con le acque dei laghi e dei fiumi e sembra proprio che ci sia riuscito!

Il collaudo del dispositivo è previsto per i prossimi mesi. Per realizzarlo, si cercherà di testare il funzionamento del dispositivo su una vasta gamma di contaminanti comuni e in una serie di condizioni ambientali.

Ancora non si conosce la data di rilascio sul mercato di LilyPad, né il suo prezzo. Secondo Owen, i dischetti galleggianti potrebbero costare tra i 100 e i 500 dollari per metro quadrato, anche se molto dipenderà dall’esito dei progetti pilota in  Oregon e Messico.

LilyPad è anche tra i finalisti del Securing Water for Food, il concorso che mette in palio fondi da  100.000 a 3 milioni di dollari per i progetti orientati sul miglioramento dell’efficienza idrica e riutilizzo delle acque reflue che vengono giudicati più innovativi.

(Foto: static.squarespace)

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