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Legame fra autismo e inquinamento del traffico

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Ogni anno l’Agenzia europea dell’ambiente valuta l’impatto ambientale dei trasporti in Europa, sembrerebbe che quest’anno ci sia stato qualche piccolo miglioramenti, ma dovuto soprattutto  alla crisi economica e al rallentamento dell’economia.

L’inquinamento atmosferico è diminuito negli ultimi due decenni, non è comunque scomparso e rappresenta un problema decisamente serio. Un recente studio pubblicato nel Archives of General Psychiatry, dimostra come le donne, esposte durante la gravidanza, a zone altamente trafficate e quindi inquinate, siano più soggette alla probabilità di avere bambini autistici.

L’autismo è un handicap grave che coinvolge diverse funzioni cerebrali, e si manifesta entro il 3°anno di età con deficit della comunicazione, interazione sociale e comportamentali. Spesso può essere legato a epilessia, sclerosi tuberosa e sindrome Down. E’ una patologia che si manifesta a causa di fattori ambientali, sostanze chimiche, geni, virus e deriva da una interruzione nello sviluppo cerebrale in una fase precoce della vita intrauterina.

In effetti era già noto che la comparsa del disturbo era anche legata a fattori ambientali, ma non si erano ancora studiato quale poteva influire in modo più invasivo.

Lo studio condotto dalla University of Southern California analizza il rapporto tra l’inquinamento atmosferico causato dal traffico con lo sviluppo di autismo in un campione di 279 bambini con ADHD e un gruppo di controllo di 245 bambini con sviluppo tipico.

I risultati mostrano che i bambini che vivono in case con i più alti livelli di questo inquinamento erano tre volte più probabilità di avere l’autismo rispetto ai bambini che vivono in famiglie con una minore esposizione. L’autismo è un disturbo dello sviluppo caratterizzato da difficoltà specifiche in ambito sociale, cognitivo e comunicativo.

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