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La polenta può essere cancerogena

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Un regime alimentare a tutto polenta, come in uso – almeno un tempo – nel Nord-Est, può nascondere dei rischi legati alla presenza di fumonisine, delle tossine che, in forti concentrazioni, possono indurre tumori all’esofago oltre a rallentare l’assunzione di acido folico, e ciò nelle gestanti diventa un grave fattore di rischio. 

Almeno dieci anni fa si cominciò a parlare di micotossine in molti cibi, soprattutto nel latte e nella farina di mais. Ne parlò l’oncologo Umberto Veronesi che ci consigliava di stare molto attenti, perché pur essendo le micotossine sostanze naturali, possono essere però altamente tossiche. Anzi, alcune di esse, se ne contano circa 300, raggiungono negli alimenti livelli tali da diventare molto pericolose per la salute umana.

Poiché nessuno ne aveva mai sentito parlare di questa specie di tossina nel cibo, ci spiegarono che le micotossine sono dei “funghi microscopici e filamentosi, noti come muffe, che si sviluppano principalmente su prodotti alimentari di origine vegetale”. Queste muffe che noi possiamo vedere a occhio nudo sui nostri cibi, si possono formare in qualsiasi momento della catena alimentare e raggiungere tranquillamente le nostre tavole.

E della polenta cancerogena?

Lo ha detto, in occasione del convegno organizzato dalla Fondazione per lo Sviluppo sostenibile e dal Pontificio Consiglio Giustizia e Pace, Roberto Defez, primo ricercatore Consiglio Nazionale Ricerche, Istituto di Genetica e Biofisica del Cnr Napoli. Nel suo intervento dedicato allo “sviluppo sost-edibile”, Defez ha ricordato che nel 2007 il Regolamento 1126 ha introdotto un tetto delle fumonisine nei prodotti alimentari, differenziando il valore nell’alimentazione destinata agli adulti da quella dei bambini. Secondo una analisi effettuata dal ricercatore Cnr “su 77 polente in commercio, la composizione di quelle da agricoltura biologica avrebbe un valore di fumonisine due volte superiore alla media. Chiedo un’etichetta trasparente – ha detto Defez – con indicazioni delle fumonisine di quello specifico campione in commercio”. Defez ha poi ricordato studi pubblicati che indicano Pordenone, dove la polenta rientra nelle abitudini alimentari locali, come la terza città in Europa per alta correlazione di tumori all’esofago, ma gli autori degli studi indicano anche come fattori di rischio le grappe, il caffe’, e la polenta quando è bollente.

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1 COMMENTO

  1. È notizia di questivi giorni:
    700 agricoltori lombardi si consorziano per sostenere gli ogm.
    Una buona polenta con mais ogm ?
    Perché no, al peggio non c’è fine.

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