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Khat e anfetamine naturali nei prodotti dimagranti: quali rischi per la salute

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khat

Molti prodotti dimagranti in commercio, anche in Italia, contengono sostanze stimolanti che dovrebbero aiutare ad accelerare il metabolismo.

Peccato che spesso abbiano degli effetti collaterali. Uno degli esempi più noti è l’efedrina. Negli ultimi termini si afferma però il Khat, a livello internazionale.

Conosciuto anche come la droga dei poveri, il Khat è uno stimolante naturale, legale in Yemen e adoperato per dimagrire. Nel nostro Paese è vietato, ciò non toglie che in alcuni prodotti dimagranti, attualmente commercializzati, siano presenti altre sostanze a estrazione naturale dai dubbi effetti sulla salute.

Khat: utilizzo ed effetti collaterali

Il Khat, nome scientifico CathaEdulis, è una pianta le cui foglie vengono masticate o fumate insieme a canapa o tabacco, per ottenere un effetto stimolante. I risultati sono simili a quelli dati dalle anfetamine, seppur a minor rischio dipendenza. Il consumo aiuta a combattere i morsi della fame e questo ha reso il Khat popolare nei Paesi poveri. Allo stesso tempo, alcuni Stati che prima ne tolleravano l’uso, come ad esempio la Gran Bretagna, hanno deciso di bandire la sostanza.

Malgrado ciò, il business sembra continuare a essere profittevole e i sequestri dovuti al contrabbando illegale avvengono in tutto il mondo. Anche in Italia. A novembre di quest’anno, infatti, a Malpensa sono state sequestrate ben 15 tonnellate di Khat.

L’azione dimagrante

Come accennato, il Khat è uno stimolante naturale ricavato dalla pianta CathaEdulis, coltivata nella Repubblica dello Yemen e in gran parte dell’Africa orientale. I giovani boccioli e le foglie tenere vengono masticate per raggiungere uno stato di euforia. Le fenilalchilamine e le cateduline sono i principali alcaloidi presenti nella pianta e sono strutturalmente correlati all’anfetamina. I principali effetti si hanno sul sistema gastrointestinale e sul sistema nervoso. La sostanza ha la proprietà di placare i morsi della fame ed è stata adoperata quindi anche come dimagrante. Anche se naturale, però, il Khat non è privo di effetti collaterali.

Gli effetti collaterali

Stitichezza, ritenzione urinaria e problemi cardiovascolari acuti possono essere considerati tra i principali effetti collaterali sul sistema nervoso periferico. Sintomi psichiatrici e dipendenza, invece, sono gli effetti collaterali sul sistema nervoso centrale. L’organismo, in generale, può subire un aumento della pressione sanguigna, effetti quali tachicardia, insonnia, anoressia, stitichezza, irritabilità, emicrania e impotenza.

Gli interventi in Yemen

Nell’ultimo periodo, le autorità del sud dello Yemen, dove la sostanza è ancora legale, hanno limitato la vendita, vietandola nei giorni lavorativi.

Il divieto si è reso necessario, secondo le ultime notizie che arrivano dal Paese martoriato da una sanguinosa guerra, a causa delle denunce dei cittadini e dei problemi di sicurezza e salute a cui può portare il consumo della sostanza.

Anfetamine naturali nei prodotti dimagranti: i rischi

Il caso del Khat, non è purtroppo isolato.Se questa sostanza è infatti vietata in Italia, non mancano anche da noi prodotti che impiegano le cosiddette ‘anfetamine naturali’ come base di preparati stimolanti e dimagranti. In commercio, soprattutto sul web, infatti, esistono diversi prodotti, ritenuti invece legali, realizzati con sostanze dalla dubbia sicurezza. E in Italia, il Ministero della Salute è intervenuto per regolamentarne la vendita.

Gli interventi in Italia

Come dicevamo, il Ministero della Salute è attivamente impegnato nel tentativo di regolamentare la vendita in farmacia di preparati antiobesità. Il 2 gennaio 2017, infatti, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale un decreto che mette al bando circa quaranta principi attivi di vario tipo, quando utilizzati nella formulazione di questo tipo di farmaci.

Da antiepilettici come la zonisamide, passando per gli antidepressivi come la fluvoxaminae ai decongestionanti come la fenilefrina. Un provvedimento drastico, che ha spinto medici e farmacisti a chiedere un confronto, anche perché sono state messe al bando sostanze molto diverse tra loro, tra cui tarassaco, caffeina e guaranà. Prima ancora, il 2 dicembre 2015, il ministro della Salute Beatrice Lorenzin aveva vietato con un decreto la prescrizione e la vendita di preparazioni galeniche per dimagrire a base di efedrina, una sorta di anfetamina naturale, con funzioni simili a quelle del Khat.

Il caso Efedrina

A proposito di Efedrina, sempre a gennaio di quest’anno, il Tribunale amministrativo del Lazio ha riaperto la partita, accogliendo il ricorso presentato dalla GalenicScientificAssociation e “annullando” il provvedimento del Ministero della Salute. Il ricorso è stato accolto per “difetto di istruttoria e di motivazione”.

Come accennato, l’efedrina è una sostanza utilizzata per stimolare il metabolismo a bruciare più calorie. Negli Stati Uniti, la Food and Drug Administration ha affermato che gli integratori contenenti efedrina comportano rischi per la salute a breve e lungo termine e ne ha proibito la vendita.

Secondo quanto riportato da Il Corriere della Sera, i più comuni effetti collaterali associati all’utilizzo di questa sostanza sono tremori, stati di ansia e confusione, irrequietezza, insonnia e stati psicotici. Può altresì causare ipertensione arteriosa, vasocostrizione, tachicardia, palpitazioni, ischemia del miocardio e arresto cardiaco.

 

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