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Il potere dei pomodori per prevenire il cancro al seno

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Una dieta ricca di pomodori per aiutare a prevenire l’insorgenza del cancro al seno e migliorare il metabolismo. È questo quanto evidenziato da uno studio pubblicato sul Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism da Adana Llanos della Rutgers University.

Il periodo dopo la menopausa è un periodo molto delicato per le donne che vedono drasticamente aumentata la percentuale di rischio di cancro al seno. Abbiamo più volte visto come la natura, con i suoi preziosi doni, ci fornisca aiuti importanti per rafforzare e tutelare il nostro corpo. I broccoli, ad esempio, i cavoli, ma anche alcuni tipi di funghi, rafforzano il nostro organismo e gli forniscono armi in più per proteggersi da questo tipo di malattie.

Secondo uno studio della studio della Rutgers University, però, c’è anche un altro alimento che potrebbe venire in nostro aiuto. I ricercatori hanno infatti verificato che seguire una dieta ricca di pomodori può proteggere le donne dal rischio di cancro al seno, grazie soprattutto all’effetto positivo che i principi attivi di questo alimento hanno sui livelli di ormoni, decisivi nel regolare il metabolismo dei grassi e degli zuccheri.

In un nostro precedente articolo, abbiamo già parlato dei benefici del pomodoro e, in particolare, di come il licopene possieda una spiccata azione antiossidante, rallentando la proliferazione delle cellule tumorali e portando a una sensibile diminuzione della mortalità per tumori alla prostata.

Ora, invece, sembra che i ricercatori abbiano scoperto che il licopene contenuto nel pomodoro favorirebbe anche la crescita, nel nostro organismo, dei livelli di un ormone molto importante per il controllo del peso e del metabolismo che ridurrebbe il rischio di tumore. Ricordiamo, infatti, che il rischio di cancro al seno è associato anche a condizioni di sovrappeso ed obesità. Il controllo di questi ultimi, uniti a un miglioramento del metabolismo di grassi e zuccheri può, quindi, fornire un importante aiuto per la salute delle donne.

Per il loro studio, gli esperti hanno deciso di coinvolgere un campione di donne in menopausa, facendo loro seguire un’alimentazione ricca di pomodori per un periodo di 10 settimane. In pratica, i soggetti dello studio assumevano un contenuto di licopene pari ad almeno 25 milligrammi al giorno.


Per altre 10 settimane, invece, le donne coinvolte nello studio dovevano consumare 40 grammi al giorno di proteina della soia.

Prima di sottoporsi all’esperimento, naturalmente, le partecipanti sono state invitate a non mangiare per due settimane piatti che contenessero pomodori e soia, in modo da isolare e rendere più attendibili i risultati della ricerca.

Alla fine dello studio, si è notato come, nel periodo di assunzione di pomodoro, i livelli di adiponectina – l’ormone coinvolto nella regolazione dei grassi e dello zucchero nel sangue – si sono alzati del 9%.

Un risultato molto importante che dimostra un forte impatto dell’alimentazione proprio su quegli ormoni che possono aiutare a proteggere le donne dal cancro alla mammella. Le analisi hanno rivelato, inoltre, che questo effetto era leggermente più forte nelle donne con un basso Indice di Massa Corporea (BMI).

E cosa dire delle proteine della soia?

I risultati ottenuti dopo il periodo di assunzione di soia hanno invece dimostrato una diminuzione dei livelli sierici di adiponectina.

La dott.ssa Adana Llanos, principale autrice dello studio, ha affermato: “I vantaggi del mangiare un sacco di pomodori e prodotti a base di pomodoro, anche per un breve periodo, erano chiaramente evidenti nei nostri risultati. Mangiare frutta e verdura, che sono ricche di nutrienti essenziali, vitamine, minerali e sostanze fitochimiche come il licopene, trasmette significativi benefici. Sulla base di questi dati, riteniamo che il consumo regolare delle porzioni quotidiane raccomandate di frutta e verdura potrebbe favorire la prevenzione del cancro al seno in una popolazione a rischio”.

Lo studio pubblicato sulla rivista Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism è disponibile a questo link: http://press.endocrine.org/doi/abs/10.1210/jc.2013-3222

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(Foto: Liz West)