Home Alimentazione e Salute Germogli di broccoli per combattere l’autismo. La ricerca

Germogli di broccoli per combattere l’autismo. La ricerca

719
0
CONDIVIDI

Il Disturbo dello spettro autistico (ASD), è un disturbo che colpisce circa l’1-2% della popolazione mondiale, prevalentemente di sesso maschile. È caratterizzato da un’alterazione della comunicazione e dei livelli di interazione sociale alterata, oltre che da comportamenti stereotipati.

Le cause dell’autismo rimangono ancora un mistero, anche se le ricerche mediche si stanno lentamente focalizzando sui cambiamenti genetici e cellulari che si verificano nelle persone che ne sono affette.

Secondo studi precedenti, le cellule delle persone autistiche presenterebbero spesso alti livelli di stress ossidativo, che può essere anche causa di infiammazioni e di danni al DNA, oltre naturalmente a causare cancro e a altri tipi di malattie croniche.

Per questo, alcuni ricercatori del MassGeneral Hospital for Children (MGHfC) e della Johns Hopkins University School of Medicine hanno deciso di esaminare gli effetti del sulforafano nella cura del Disturbo dello spettro autistico.

Il sulforafano è una sostanza chimica vegetale, ottenuta da germogli di broccoli ma presente in quantità variabile anche in molte altre crucifere, che si è dimostrata utile nel ridurre lo stress ossidativo. Questa sostanza si è dimostrata efficace nel trattamento dell’infiammazione, nel potenziare le difese immunitarie contro gli effetti dello stress ossidativo e come potenziale trattamento in alcuni tipi di cancro.

Lo studio ha coinvolto 44 ragazzi e giovani adulti maschi di età compresa tra i 13 e i 27 anni, affetti da forme di autismo che andavano dal moderato al severo.

Ad alcuni di loro, scelti in maniera casuale, è stata somministrata per settimane una dose giornaliera di sulforafano, estratta dai germogli di broccoli e calibrata in base al peso corporeo. A tutti gli altri, invece, è stato somministrato un placebo.

I ragazzi coinvolti nello studio hanno ricevuto la loro dose giornaliera di sulforafano o placebo per 18 settimane. Durante questo periodo di tempo, i ricercatori hanno valutato la progressione delle loro interazioni sociali e dei loro comportamenti, secondo degli step fissati a quattro, dieci e 18 settimane dall’inizio dell’esperimento.

Coloro che avevano ricevuto il sulforafano avevano dimostrati visibili miglioramenti nella loro capacità di rapportasi agli altri, nella comunicazione verbale e in tutte quelle problematiche sociali che riguardano chi è affetto da autismo.

La maggior parte di coloro che hanno reagito alla somministrazione di sulforafano, mostravano miglioramenti significativi già alla prima misurazione, continuando a progredire durante tutto il resto del trattamento.

Dopo 18 settimane, interazione sociale, comportamenti aberranti e comunicazione verbale erano migliorati rispettivamente del 46, 54 e 42%. I punteggi, però, tendevano a tornare ai valori originari, dopo la sospensione della somministrazione.

Andrew Zimmerman, coautore dello studio ha però spiegato che “i miglioramenti non hanno interessato tutti (circa un terzo non ha avuto alcun miglioramento) e lo studio deve essere ripetuto in un gruppo più ampio di adulti e bambini, qualcosa che speriamo di organizzare presto. In definitiva, abbiamo bisogno di ottenere dalla biologia di base gli effetti che abbiamo osservato e studiarli a livello cellulare”.

Sia la soggettività della risposta, che la variabilità dei livelli di sulfarano presenti nei diversi tipi di broccoli rendono difficile raggiungere i livelli della sostanza impiegati nello studio e ottenere risultati precisi. Però, è importante notare come la ricerca sia un grosso passo in avanti che fornisce ottimi indizi su cosa può aiutare nella battaglia contro l’autismo.

(Foto: Darwin Bell)

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here