Home Salute Il colesterolo buono non è sempre buono: attenzione ai valori troppo alti

Il colesterolo buono non è sempre buono: attenzione ai valori troppo alti

828
0
CONDIVIDI
colesterolo buono

Una ricerca americana ci dice che il colesterolo buono non è sempre così utile per la salute: concentrazioni troppo alte possono portare a infarto e morte

Il colesterolo buono non è così salutare come sembra? A dirlo è un gruppo di scienziati americani che con uno studio avrebbero smontato il mito delle Hdl (“High-Density Lipoprotein”, tradotto: “lipoproteine ad alta densità”) come amiche del cuore e delle arterie.

Scopriamo insieme i risultati della loro analisi.

Colesterolo buono: il troppo stroppia

Lo studio è stato presentato nei giorni scorsi al Congresso della Società europea di cardiologia Esc, che si tiene a Monaco di Baviera, in Germania.

Marc Allard-Ratick, autore dello studio e professore della Emory University School of Medicine di Atlanta, spiega:

«Tradizionalmente, i medici hanno detto ai loro pazienti che più colesterolo buono c’è, meglio è. Ma i dati della nostra ricerca e di altre simili, dicono che non è così».

Nella ricerca, Allard-Ratick e il suo team hanno dimostrato infatti che livelli troppo alti di Hdl nel sangue sono in realtà dannosi.

Entro quali livelli il colesterolo Hdl può essere considerato buono?

Nel dettaglio, la ricerca ha analizzato la correlazione tra i livelli di colesterolo buono e incidenza di infarto e morte. 5.965 persone sono state studiate, con un età media di 63 anni. Il 35% erano donne e la maggioranza presentava già malattie cardiovascolari.

Le circa 6mila persone sono state divise in cinque gruppi diversi, a seconda delle concentrazioni di Hdl nel sangue:

  • Meno di 30 mg/dL (milligrammi per decilitro)
  • 31-40 mg/dL
  • 41-50 mg/dL
  • 51-60 mg/dL
  • Più di 60 mg/dL

A quattro anni di distanza da queste prime analisi, i ricercatori hanno studiato lo stato di salute dei partecipanti. Il 13% delle persone coinvolte ha avuto un attacco cardiaco o è morto per complicazioni di natura cardiovascolare. La correlazione tra colesterolo buono e malattie cardiovascolari è stata esaminata escludendo altri possibili fattori di rischio: diabete, fumo, livelli di Ldl (il colesterolo “cattivo”), consumo di alcol e così via.

Allard-Ratick e soci hanno inoltre scoperto che livelli troppo bassi o troppo alti di Hdl portano a un rischio cardiovascolare maggiore. Infarti e decessi si presenterebbero cioè nei due gruppi estremi con maggiore probabilità: sotto i 41 mg/dL e sopra i 60 mg/dL. In quest’ultimo caso, con concentrazioni cioè troppo elevate, il rischio di attacco di cuore e morte cresce addirittura del 50%.

I ricercatori ipotizzano dunque che il livello medio di colesterolo buono (tra i 41 e i 60 mg/dL) sia ottimale per garantire una protezione cardiovascolare. Le Hdl sarebbero quindi buone, ma non per tutti e non a tutte le concentrazioni.

La funzione del colesterolo buono

Da cosa derivano queste lipoproteine la loro fama di essere “buone”? Le Hdl hanno, nell’organismo, la funzione di ripulire le arterie. Trasportano cioè il colesterolo cosiddetto cattivo (le Ldl, lipoproteine a bassa densità) dalle arterie agli organi. Questi ultimi, poi, lo utilizzano, eliminandolo.

Le Hdl, inoltre, riducono l’accumulo di microfagi e aiutano a prevenire e a far regredire l’aterosclerosi, quando è già in atto.

Finora quindi abbiamo considerato bassi livelli di Hdl come un rischio maggiore per aterosclerosi (e quindi di infarto e ictus) e diverse patologie cardiovascolari. Oggi gli scienziati confermano questo assunto, ma aggiungono che anche livelli troppo alti di colesterolo buono possono risultare dannosi.

Leggi anche: Colesterolo cattivo: dall’estratto di aglio al bergamotto, ecco i migliori rimedi naturali

Ulteriori analisi

Commentando la ricerca, Allard-Ratick, ha dichiarato:

«Per noi cardiologi, potrebbe essere arrivato il momento di rivedere la nostra visione del colesterolo buono. I nostri risultati sono importanti perché contribuiscono a un numero sempre crescente di prove sul fatto che concentrazioni di colesterolo Hdl molto alte nel sangue potrebbero non essere protettive. Inoltre, a differenza di molti altri dati attualmente disponibili, questo studio è stato condotto principalmente su persone con cardiopatia».

Come accade spesso, quando viene pubblicata una ricerca con nuovi e sorprendenti risultati, è utile attendere ulteriori approfondimenti. In particolare, gli studiosi vogliono ora capire perché il colesterolo buono può “trasformarsi” in cattivo:

«Sebbene al momento la risposta sia sconosciuta, una possibile spiegazione è che il colesterolo Hdl a elevate concentrazioni possa diventare ‘disfunzionale’: invece di proteggere dalle patologie cardiovascolari, le può favorire».

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.