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Marijuana per sconfiggere uno dei più aggressivi tumori al cervello. Lo studio

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Marijuana e tumori al cervello: lo studio

Nel corso degli ultimi anni, la ricerca si è molto concentrata sugli effetti terapeutici della Marijuana, soprattutto per ciò che riguarda la lotta ai tumori. Abbiamo visto e commentato un video redatto dalla dottoressa Christina Sanchez, biologo molecolare presso l’Università Complutense di Madrid, che spiega come il THC uccida del tutto le cellule tumorali o anche di come, secondo una ricerca, la cannabis possa essere utilizzata anche nella cura della sclerosi multipla.

Ora, un nuovo studio ha evidenziato che, quando combinata con radioterapia, la Marijuana può efficacemente ridurre uno dei tipi più aggressivi di tumori cerebrali.

La ricerca

In un articolo pubblicato sulla rivista Molecular Cancer Therapies, un team di ricercatori dell’Università di St. George di Londra ha osservato i risultati ottenuti dall’applicazione di una particolare terapia sul glioma, una forma mortale e particolarmente aggressiva di cancro al cervello. La terapia prevedeva l’affiancamento della radioterapia a due diversi composti di marijuana. In molti casi, sembra che tali tumori fossero ridotti anche di un decimo delle dimensioni, rispetto a quelli del gruppo di controllo.

In un suo editoriale, il dr. Wai Liu, uno degli autori principali dello studio, ha scritto: “Abbiamo dimostrato che i cannabinoidi potrebbero svolgere un ruolo nel trattamento di uno dei tumori più aggressivi negli adulti […]I risultati sono promettenti … potrebbero fornire un modo per distruggere il glioma e salvare più vite”.

Liu e i suoi colleghi hanno esaminato un gruppo di topi affetti da glioma e successivamente trattati con la radioterapia, da sola o in combinazione con diversi livelli di due composti di cannabis: THC, il composto psicoattivo e il CBD, che non produce effetti collaterali psicoattivi.

La scoperta è che i tumori trattati con basse dosi di THC e CBD sono più ricettivi al trattamento radiante. I ricercatori hanno anche scoperto che, insieme, le basse dosi di THC e CBD producono un effetto simile a quello ottenuto da una grande dose di composto, una cosa importante perché indica che i pazienti, soggetti a terapie più leggere, possono sperimentare anche un minor numero di effetti collaterali.

Marijuana: i principi attivi

THC e CBD sono solo due delle decine di composti chimici presenti nella cannabis.

Se usato da solo come trattamento antitumorale, il THC ha dimostrato di ridurre le dimensioni di altri tumori cancerosi e fermare la diffusione del virus HIV.

Nonostante questi risultati, ancora oggi, la marijuana è demonizzata e in molti Stati classificata come una droga.

In Italia sono sempre più le regioni che hanno dato il consenso di utilizzare la cannabis terapeutica come cura a patologie gravi come la Sla, per alleviare il dolore. Non ultima, l’Umbria qualche mese fa.

La strada per riabilitare l’utilizzo di questa pianta come alternativa o coadiuvante al trattamento dei tumori è comunque ancora lunga. In Italia, la produzione sarà esclusivamente affidata all’Istituto farmaceutico militare che ha sede a Firenze.

(Foto: medicaljane)

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