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“Brega Massone non è un omicida”: Cassazione annulla l’ergastolo

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Brega Massone: annullato l'ergastolo

Per la Cassazione non c’era volontarietà o dolo nelle azioni di Pier Paolo Brega Massone. Ecco perché i giudici hanno annullato la condanna all’ergastolo. Ora il giudizio torna alla Corte d’Assise d’Appello di Milano.

Giuseppina Vailati, 82 anni. Maria Luisa Scocchetti, 65 anni. Gustavo Dalto, 89 anni. Antonio Schiavo, 85 anni. Sono i nomi delle 4 persone morte durante le operazioni chirurgiche approvate da Pier Paolo Brega Massone, ex primario di chirurgia toracica della clinica Santa Rita di Milano. Operazioni che si sono rivelate poi inutili, non necessarie. Secondo l’accusa, sarebbero servite semplicemente per “monetizzare” i rimborsi del sistema sanitario nazionale per la clinica convenzionata.

Dopo la condanna all’ergastolo, arrivata con il secondo grado di giudizio, la Suprema Corte di Cassazione ha annullato la sentenza. Secondo i giudici non ci sarebbe stata volontarietà o dolo negli atti che hanno portato alla morte dei pazienti.

Brega Massone: sentenza annullata

Sono due i filoni dell’inchiesta che riguardano il ruolo di Brega Massone nella clinica Santa Rita, oggi denominata “clinica degli orrori”. Il chirurgo è stato già nel 2015 condannato in via definitiva a 15 anni e 6 mesi. L’accusa: lesioni nei confronti di circa 80 pazienti e di truffa al servizio sanitario nazionale.

I giudici avevano quindi accertato che l’ex primario effettuava interventi chirurgici inutili e, anzi, gravemente dannosi per i pazienti. L’intento era quello di ottenere compensi e rimborsi dal sistema sanitario della Regione Lombardia. In un sistema che ‘mercifica’ il numero di operazioni svolte – a prescindere dall’effettiva efficacia e utilità – era prevedibile che qualcuno ne approfittasse.

C’è poi un secondo filone d’inchiesta, che ancora non si è concluso. E riguarda le accuse, che hanno colpito anche in questo caso Brega Massone, di omicidio doloso. Dopo essere stato condannato in appello all’ergastolo per la morte di 4 pazienti, la Cassazione ha ieri annullato la sentenza. Manca il dolo. Manca la volontarietà. Almeno questo è quanto hanno deciso i giudici supremi.

Ora tocca alla Corte d’Appello d’Assise di Milano ‘riqualificare’ l’accusa di omicidio e rimodulare la condanna. Poi il verdetto definito passerà ancora una volta per la Cassazione.

Brega Massone: l’appello

Prima della sentenza di secondo grado, che lo condannava all’ergastolo il 21 dicembre 2015, Brega Massone lanciava un appello, difendendo la sua posizione.




Non ero un serial killer: la mia priorità è sempre stata quella di dare ai pazienti la sicurezza. Vi chiedo accoratamente di valutare la mia persona per quello che è sulla base degli atti del processo non per come è stata descritta. Da quando sono in carcere ho avuto come unica preoccupazione la mia famiglia quello che a me interessa è la salute di mia figlia e di mia moglie. In carcere ho perso 16 chili, a causa anche della situazione carceraria che mi ha minato”.

E concludeva le sue dichiarazioni spontanee, affermando di aver “sempre agito in scienza e coscienza“.

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1 COMMENTO

  1. Dovrebbe marcire in galera e vivere del pane guadagnato coi lavori forzati! Si difende bene eh… Coi soldi facili che ha fatto sulla sofferenza delle persone!

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