Brahmi: l’erba speciale contro l’Alzheimer, la conferma scientifica.

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Il Brahmi è un’erba molto utilizzata nella tradizione ayurvedica. Studi medici dimostrano che aiuta l’intelletto, rafforza la memoria e rallenta l’Alzhiemer.

L’erba Brahmi, conosciuta in botanica come Bacopa monnieri, è utilizzata fin dall’antichità come tonico per la cura del cervello. Di uso comune nella medicina ayurvedica, negli ultimi anni l’interesse verso questa pianta sta crescendo anche in Occidente.

Recenti studi medici hanno infatti confermato la sua azione benefica sulla memoria e la cognizione, tanto da poter essere utilizzata per trattare la demenza e l’Alzheimer.

La ricerca medica sul Brahmi

A dirlo sono i ricercatori del Medical College of Khon della Thailandia Kaen University. Hanno realizzato in uno studio di ricerca durato tre mesi in cui hanno coinvolto 60 anziani volontari di un’età media di 63 anni. I volontari sono stati divisi in due gruppi. Ad un gruppo è stato somministrato un placebo, all’altro una medicina ayurvedica a base di 300-500 mg di Brahmi.

I ricercatori hanno monitorato la capacità di attenzione, la velocità di rielaborazione cognitiva e la reattività dei soggetti coinvolti, prima, durante e dopo la somministrazione del farmaco naturale.

I risultati dello studio sul Brahmi e Alzheimer

I risultati messi in evidenza dallo studio sono significativi. Sul gruppo a cui è stato somministrato il Brahmi è stato notato un miglioramento importante delle funzioni cognitive, della memoria e dei tempi di attenzione e reazione.

Ma non solo. Un recente rapporto clinico dell’India Mahatma Gandhi Medical College and Research Institute evidenzia anche che un trattamento a base di 500 milligrammi di Brahmi al giorno può ridurre significativamente i sintomi della schizofrenia.

Come usare il Brahmi nella medicina naturale

Secondo questi studi, dunque, il Brahmi riduce l’ansia, previene la demensa, migliora le funzionalità cognitive e diventa uno dei trattamenti potenzialmente più validi in caso di Alzheimer. Questa ricerca dunque costituisce una svolta per le patologie degenerative neurologiche. Soprattutto perché il trattamento a base dell’erba ayurvedica non porta effetti colaterali, ad eccezione di un leggero.

Ovviamente dopo queste eccezionali scoperte, o conferme, le industri e farmaceutiche stanno sperimentando l’impossibile legato a questa pianta, ma ci chiediamo l’industria farmaceutica possa migliorare questa incredibile combinazione di sostanze biochimiche prodotte dalla natura?

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Gino Favola

Laureato in Scienze Politiche, da sempre sono stato appassionato dai temi della tutela dell'ambiente e della sostenibilità. Da sempre convinto che l'economia debba essere ricondotta sotto le leggi della società civile, mi sono interessato a letture come quelle di Tiziano Terzani, Simone Perotti, Michael Pollan. Mi occupo nello specifico della sezione " ecoreati" per dare uno strumento in più, una sentinella attiva nel territorio, che da voce a tutte le segnalazioni dei nostri lettori che condividono con noi la sensibilità per la difesa dell'ambiente e della natura.

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