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Allarme batteri resistenti agli antibiotici a causa dell’allevamento intensivo

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Ogni anno negli Stati Uniti due milioni di persone si ammalano a causa di batteri resistenti agli antibiotici e almeno 23.000 persone muoiono per infezioni correlate.

A riferirlo è il Centers for Disease Control and Prevention (Cdc), l’autorità federale che si occupa di salute. E’ la prima volta che gli effetti degli organismi immuni ai farmaci vengono quantificati. E questi dati, come sottolinea il direttore del Cdc Steven Solomon, potrebbero essere una sottostima.

I geni che danno ai batteri la resistenza agli antibiotici, un problema sempre piu’ grave per l’uomo, hanno la loro perfetta incubatrice negli allevamenti intensivi, dove si fa un uso eccessivo di questi farmaci. Lo afferma uno studio fatto in Cina dalla Michigan State university e pubblicato dalla rivista Pnas.
La resistenza agli antibiotici potrebbe derivare da ciò che gli americani mangiano. Il governo statunitense ha stimato infatti che oltre il 70% degli antibiotici sono assunti dagli animali. Le aziende li usano in maniera preventiva poiché negli allevamenti intensivi vi sono moltissimi animali e il rischio di epidemia è molto alto. Numerosi allevatori usano anche farmaci che permettono una crescita degli animali più rapida.
Il rapporto del Cdc afferma che “gran parte dell’uso di antibiotici negli animali è inutile e inappropriato e rende tutti meno sicuri”. Il New York Times ha evidenziato come gli allevatori siano riluttanti a consentire la raccolta di dati nelle loro strutture.

Tuttavia molte ricerche, come quella del Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health, affermano che coloro che vivono vicino agli allevamenti hanno maggiori probabilità di sviluppare infezioni.

La Norvegia, la Danimarca e la Svezia stanno introducendo normative severe sull’uso di antibiotici negli animali da allevamento, che richiederanno una diagnosi specifica da effettuare con prove di laboratorio per dimostrare quale tipo di antibiotico sia necessario.

Ma in Gran Bretagna questi farmaci sono comunemente usati per evitare la mastite ai bovini, un’infezione della mammella che si verifica più frequentemente negli animali munti in modo eccessivo.
Gli scienziati hanno allertato sulla resistenza agli antibiotici da decenni, ma il problema si è acutizzato proprio quando il rilascio di nuovi farmaci è diminuito in modo sostanziale.

In occasione di un incontro tenuto il mese scorso, l’OMS ha avvertito che l’uso sconsiderato degli antibiotici potrebbe far ritornare il pianeta alla condizione esistente prima della loro scoperta.
Un progetto di legge è stato presentato giovedì nel Senato USA per incoraggiare lo sviluppo di nuovi antibiotici contro le infezioni che resistono ai farmaci esistenti. Ma cambiare invece e dire basta agli allevamenti intensivi???

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