Home Alimentazione Biologica Trovati ftalati nei vini francesi destinati al mercato europeo

Trovati ftalati nei vini francesi destinati al mercato europeo

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Ricordate gli ftalati, i perturbatori endocrini presenti nelle materie plastiche e pericolosi soprattutto per i bambini? Bene, sembra che queste sostanze, derivate dal petrolio, siano presenti anche in diversi vini e liquori francesi.

Gli ftalati, come abbiamo avuto già modo di spiegare, sono dei perturbatori ormonali, delle sostanze utilizzate soprattutto per migliorare la flessibilità e la modellabilità dei prodotti plastici. Sono sostanze che possono facilmente entrare a contatto con cibi e bevande, a causa della migrazione da polimeri che li contengono, avvenuta durante il confezionamento dei prodotti.

Il loro utilizzo è regolamentato a livello internazionale.

Ora, uno studio pubblicato dal Taylor & Francis Group ha evidenziato la presenza di queste sostanze in una varietà di vini e liquori francesi.

Lo studio ha testato la concentrazione di ftalati in alcuni prodotti commercializzati in Europa o destinati all’esportazione. Secondo i dati ottenuti dalle diverse analisi effettuate sui campioni, il 59% dei vini analizzati conteneva quantità significative di una particolare forma di ftalato, dibutilftalato, e solo il 17% non conteneva alcuna quantità rilevabile di almeno uno dei ftalati reprotossici. Inoltre, l’11% dei vini analizzati non ha rispettato i limiti comunitari specifici di migrazione (SML) per i materiali a contatto con gli alimenti.

Lo studio ha anche analizzato una varietà di materiali presenti in genere nelle cantine e ha evidenziato che un gran numero di polimeri conteneva spesso elevate quantità di ftalati. Infatti, alcuni contenitori rivestiti in resina epossidica dimostrato di essere una delle principali fonti di contaminazione.

Come abbiamo avuto modo di dire, gli ftalati sono considerati dei potenziali interferenti endocrini. La loro struttura somiglia a quella di alcuni ormoni naturali. I recettori ormonali presenti nelle persone e negli animali vengono così ingannati dalla struttura di queste sostanze, nei confronti delle quali reagiscono come se si trovassero davanti a ormoni reali.

L’Unione Europea ha regolamentato l’uso di queste sostanze, soprattutto di quelle che possono essere contenute in biberon e in prodotti che entrano a contatto con i bambini.

Lo studio ha evidenziato la presenza di quattro tipologie di queste sostanze. Alcune giudicate tossiche altre ancora non vietate.

Il DBP (ftalato di dibutile) è stato classificato come sostanza nociva per la riproduzione e lo sviluppo in California. È una delle sostanze che è stata maggiormente riscontrata nei vini analizzati dai ricercatori.

La quantità di DBP trovato nell’11% dei vini superava i livelli consentiti dalla normativa europea.

Il DEHP (ftalato diethylhexl) è un additivo chimico abbastanza comune, usato per rendere la plastica più morbida. Significative quantità di questa sostanza sono state ritrovate nel 15% dei vini testati.

L’esposizione a DEHP provoca cambiamenti nel sistema riproduttivo maschile e nella normale produzione di spermatozoi negli animali giovani.

Bere troppo vino fa male, se poi contiene anche perturbatori endocrini, sicuramente lo fa ancora di più.

(Foto: Dave Dugdale)