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Trappola per zanzare con copertoni usati. La soluzione per fermare Zika

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Un professore di chimica ha inventato una trappola per zanzare con copertoni usati, per limitare la diffusione del virus Zika. Ecco come funziona.

Una trappola per zanzare costruita con un copertone per fermare la diffusione del virus Zika. L’invenzione è di un professore di chimica della Laurentian University di Sudbury in Canada, Gerardo Ulibarri.

Mentre nei giorni scorsi i Centers for disease control and prevention di Atlanta (Cdc) hanno accertato la presenza di un nesso di causalità tra il virus Zika e i casi di microcefalia nelle zone colpite, c’è chi prova di tutto per arginare la diffusione della malattia. Anche realizzare una trappola per zanzare low cost con dei copertoni per auto.

La trappola, ideata da Gerardo Ulibarri è stata testata con successo nella cittadina di Sayaxche in Guatemala. Realizzata con un copertone usato e un liquido non tossico ha permesso di ridurre drasticamente in Guatemala il numero degli insetti delle specie Aedes, che trasmettono Zika, dengue, chikungunya e febbre gialla.

La trappola per zanzare, ribattezzata “ovillanta“, è formata da due quarti di copertone, posti uno sopra l’altro, in modo da formare una specie di bocca.

La struttura viene fissata a un muro esterno e poi riempita sul fondo di una soluzione formata da latte e acqua che ha il compito di attrarre le zanzare.




Sulla superficie del liquido sono riposti dei fogli di carta. Le femmine dell’insetto, attratte dalla soluzione, entrano nella trappola per zanzare per deporre le uova, che finiscono sulla carta galleggiante. Due volte alla settimana la carta viene raccolta e le uova distrutte.

Secondo il professore di chimica, quando le zanzare depongono le uova, rilasciano nell’acqua dei ferormoni che servono da segnale alle altre femmine per indicare che il posto è adatto ad accogliere i loro “piccoli”. Un meccanismo che non fa altro che aumentare l’efficacia della trappola.

Il dispositivo costa solo 3,5 dollari e raccoglie 7 volte le uova raccolte dalle trappole tradizionali.

Sembra che nei dieci mesi durante i quali la trappola per zanzare è stata testata a Sayaxche, nella città non siano stati casi di dengue, mentre di solito nello stesso periodo se ne registrano oltre una trentina.

La ovillanta inoltre permette di evitare gli insetticidi, che avvelenano anche i predatori naturali delle zanzare, pipistrelli e libellule. Un’ottima idea, oltre che per tenere a bada l’epidemia, per pensare di applicare lo stesso principio e realizzare una trappola fai da te per le proprie case.

(Foto)

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