Home Alimentazione Biologica Soia sequestrata destinata al mercato biologico

Soia sequestrata destinata al mercato biologico

209
0
CONDIVIDI

Rimaniamo sempre molto disgustati quando ci pervengono notizie di questo tipo, cibi che dovrebbero essere sani, presenti nelle nostre diete vengono contaminati da individui privi di morale.

La Finanza di Ravenna ha sequestrato oltre 1.700 tonnellate di falsa soia biologica proveniente dall’Est Europa. La soia era destinata al mercato italiano, nel settore del biologico. La soia è risultata avere il doppio degli organismi geneticamente modificati rispetto al consentito. Cinquecento tonnellate sono state bloccate al porto di Ravenna, altre 1.200 presso grossisti di diverse città italiane. Al vaglio della magistratura la posizione di diverse persone coinvolte nella vicenda.

L’operazione della Finanza di Ravenna è partita da una analoga compiuta a dicembre dalle Fiamme gialle di Verona. Lo scambio di informazioni tra i due comandi, informa una nota della Guardia di finanza, ha consentito specifici controlli nel settore del biologico, sul quale da qualche anno si concentrano ingenti capitali.

La soia contaminata, una volta arrivata al porto di Ravenna dall’Est Europa, era accompagnata da false certificazioni che ne attestavano la purezza e la qualità, traendo così in inganno i consumatori circa le caratteristiche del prodotto. Le analisi di controllo sono state fatte in collaborazione con l’Azienda sanitaria locale ravennate ed hanno rivelato una presenza di organismi geneticamente modificati superiore di quasi due volte ai limiti consentiti posti dalle norme europee. Il sequestro della partita ha evitato che finisse sul mercato italiano dell’alimentare biologico.

Sono una dozzina le persone indagate dalla Procura di Ravenna nell’ambito dell’inchiesta della guardia di finanza. L’accusa nei loro confronti, secondo quanto si apprende in ambienti giudiziari, è di frode in commercio e truffa.

I sequestri, compiuti in tutta Italia, si sono concentrati in particolare presso grossisti di Veneto e Lombardia. L’inchiesta è ancora in corso e il numero degli indagati per il traffico dall’Est Europa, e in particolare dalla Romania, di soia contaminata potrebbe aumentare ancora.

 

Agnese Tondelli

Fonte “larepubblica”