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Sicilia prima in agricoltura biologica: +24,9% di operatori di settore in un anno

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Sicilia prima in agricoltura biologica. Nel 2013, infatti, il numero degli operatori è aumentato  del 24,9% dai 7.918 del 2012 ai 9.888 nel 2013.

Con questi numeri, l’isola italiana stacca tutte le altre regioni. Il più elevato incremento dopo quello siciliano è stato quello delle Marche, con il 7,7%.

Questi i risultati derivanti dall’analisi dei dati forniti al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali dagli Organismi di Controllo (OdC) operanti in Italia al 31 dicembre 2013. L’elaborazione è stata effettuata dal SINAB, il Sistema d’Informazione Nazionale sull’Agricoltura Biologica.

A renderlo noto, Coldiretti che nei giorni scorsi ha commentato positivamente i risultati ottenuti dalla Sicilia.

agricoltura biologica

In generale, il biologico, come abbiamo visto in altre occasioni, ha registrato un incremento che nessun altro settore è riuscito a ottenere, con un aumento del 5,4% degli operatori rispetto all’anno precedente (parliamo di dati riferiti al 2013) e un 12,8% in più di terreno adibito a coltivazioni bio, per un totale di 1.317.177 ettari di territorio italiano. A primeggiare in questa crescita generale sono i siciliani.

Dai dati risulta che i produttori esclusivi siciliani sono 8.954. Il comparto produttivo in cui  si concentra la maggiore produzione (41.793 ettari) è quello cerealicolo, ma anche agrumi, vite e olivo sono coltivati su estensioni significative: rispettivamente 15.824, 25.153 e 24.470 ettari.

Complessivamente la superficie dell’Isola adibita al biologico nel 2013 era di 280.448 ettari.

La Sicilia primeggia anche nella zootecnia biologica. Il settore registra infatti un incremento del 38,7% delle aziende, cresciute dalle 1.735 nel 2012 alle 2.407 nel 2013.

Il presidente della Coldiretti siciliana, Alessandro Chiarelli, ha commentato con queste parole i dati: “È un quadro positivo che dimostra la scelta compiuta dai produttori siciliani che guardano al mercato per rispondere ad una richiesta pressante. Ma anche nel biologico la nostra Regione conferma il modus operandi: produciamo, inviamo per la trasformazione e tutto torna nei nostri confini a prezzi doppi. I nostri prodotti bio, certificati, naturali, sono all’avanguardia anche per le scelte compiute dagli agricoltori al di là dell’aiuto comunitario, indispensabile negli anni di conversione”.

A Chiarelli ha fatto eco anche Giuseppe Campione, direttore della Federazione regionale Coldiretti, che ha spiegato come l’agricoltura biologica siciliana abbia ampi margini di sviluppo grazie all’attenzione sempre crescente dei giovani agricoltori. Ma anche questo comparto non è immune dalla contraffazione e per quindi occorre denunciare con forza chi spaccia per biologiche produzioni convenzionali.

(Foto in evidenza: ota.com; foto interna: overgrowthesystem)

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