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Se la stanchezza primaverile dipende dai reni

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La stanchezza primaverile può essere il sintomo di diverse problematiche. Secondo la medicina tradizionale cinese può anche essere il segno della presenza di un problema ai reni.

I reni, infatti, sono considerati il centro di raccolta dell’energia vitale, da cui dipendono tutti gli altri organi. In generale, se i reni sono in buona salute, non solo filtrano bene le sostanze di scarto del nostro organismo e le tossine, la cui presenza può “affaticare” il corpo, ma producono anche un ormone chiamato eritropoietina. Quest’ormone è responsabile della creazione di globuli rossi che hanno il compito di trasportare l’ossigeno. Un problema a livello di reni comporta quindi una diminuzione della produzione di questo ormone, con una conseguente debolezza generalizzata.

Così, può capitare che la stanchezza cronica di cui soffriamo spesso in primavera possa dipendere anche dal funzionamento renale.

salute reni

Se i reni sono affaticati possono causare una serie di disturbi, anche importanti. Eccone alcuni:

  • calcolosi renale;
  • nefrite e glomerulonefrite;
  • Idronefrosi;
  • sindrome nefrosica.

Per aiutare i reni a funzionare meglio, esistono diverse soluzioni naturali, tra cui alcuni estratti che favoriscono l’eliminazione delle tossine e il ricambio cellulare.

Estratto di betulla. La Betula verrucosa è una pianta che può avere notevoli effetti benefici sulla salute dei reni. La sua proprietà più importante in questo senso è l’azione diuretica che previene la formazione di renella. Questa pianta favorisce inoltre il ricambio cellulare di sodio e potassio. È assunta in genere per combattere i reumatismi, la gotta, la litiasi renale, calcolosi e nefrite. Sembra, inoltre, che l’estratto secco delle foglie possieda proprietà antibiotiche e favorisca l’eliminazione dell’acido urico e del colesterolo. Si può assumere sotto forma di sciroppo di foglie essiccate o come macerato glicerico.

Estratto di faggio. L’estratto di  Fagus sylvatica  è un altro rimedio molto utilizzato per il trattamento e la rigenerazione dei reni. È un importante drenante che aiuta a eliminare l’affaticamento di quest’organo, la ritenzione idrica, i calcoli e i casi di nefrite. In genere, si somministra il macerato glicerico ottenuto dalle gemme e diluito in acqua.


Fillanto. Il Phyllantus niruri è una pianta che può aiutare a eliminare i calcoli renali, le infiammazioni croniche del tratto urinario e a mantenere basso il tasso batterico del tratto genito/urinario. Si usa nel trattamento delle coliche renali, anche grazie alla sua attività rilassante della muscolatura liscia e del tratto urino-genitale che determina una riduzione del dolore perineale. Sembra che freni e prevenga l’aggregazione dei calcoli. È quindi molto indicata nei casi di affaticamento renale.

Oltre a ricorrere ad alcune piante utili a trattare i disturbi dei reni, è importante evitare alcuni errori molto comuni che possono portare a un affaticamento di questi organi. Tra quelli più diffusi ci sono:

  • bere poco;
  • usare troppo sale;
  • mangiare troppe proteine animali;
  • seguire una dieta ricca di alimenti confezionati, conservanti, coloranti.

Secondo uno studio dell’Università di Harvard, inoltre, anche il consumo di bevande gassate può influire sulla funzionalità dei reni, aumentando il rischio di calcoli.

Al link trovate la ricetta di tre bevande disintossicanti utili per aiutare i reni e combattere la stanchezza: http://ambientebio.it/3-bevande-per-disintossicare-i-reni-e-combattere-la-stanchezza/

(Foto in evidenza: d20umr41za4hgv.cloudfront.net; foto interna: extremeupdate)

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