Home Rimedi Naturali Refugee scART, quando il riciclo si fa arte

Refugee scART, quando il riciclo si fa arte

281
0
CONDIVIDI

Refugee scART” è un progetto della ONLUS “Spiral Foundation”, nato nel 2011, che punta a creare oggetti di artigianato a partire da materiali di scarto, dalla spazzatura: plastica, carta, gomma. I protagonisti di questa impresa sono i migranti, i rifugiati in cerca di protezione, proprio coloro che spesso appaiono come i “rifiuti” della società occidentale.

Chi vuole, può ammirare i lavori di questo laboratorio, sociale oltre che artigianale, presso il Museo Carlo Bilotti, a Roma: la mostra, iniziata il 17 dicembre scorso, sarà ancora aperta fino al prossimo primo febbraio, nelle sale del museo dell’Aranciera di Villa Borghese. Si intitola “L’arte dei rifugiati: un contributo di Refugee scART alla città eterna” e mette in mostra “oggetti e grandi teli opera di un gruppo di rifugiati politici, di area sub-sahariana, arrivati a Roma in cerca di protezione”, come leggiamo nella presentazione dell’evento.

A essere ritratte da questi artisti del riciclo sono alcune delle principali attrazioni turistiche di Roma: a partire dal Colosseo, per finire ad alcuni dei più belli palazzi storici, passando per la chiesa di Trinità dei Monti.

Refugee scART

Le opere esposte sono state create “con rifiuti raccolti nelle vie e nelle piazze su cui si affacciano i monumenti da loro ritratti”, leggiamo nella presentazione della mostra. In questo modo, artigiani e artisti “hanno trasformato la dannosissima plastica, non scalfibile nel tempo, in materia culturale apprezzabile e usufruibile nel tempo”.

Refugee scART nasce nel 2011, quando la volontaria Marichia Arese decide di dare una chance ai rifugiati politici presenti a Roma e, nella stazione Termini, avvia un primo laboratorio di artigianato da materiali riciclati: “Questo progetto”, ha spiegato la volontaria in un’intervista al Corriere della Sera, “cerca di mettere i rifugiati nella condizione di essere una risorsa positiva nel contribuire alla tutela dell’ambiente attraverso il riciclo dei materiali di scarto. In questo modo i rifugiati escono da una condizione di isolamento e di anonimato, acquisendo un senso di gruppo e di appartenenza che incoraggiano il percorso di integrazione”.

Un progetto che, nel corso di questi anni è cresciuto fino a diventare una realtà internazionale: come ricorda “La Repubblica”, gli oggetti realizzati nell’ambito di questa iniziativa sono passati nelle mani di star del calibro di Angelina Jolie, Meryl Streep, Woody Allen e Leonardo di Caprio.

La mostra romana è solo l’ultimo dei riconoscimenti al lavoro dei volontari di “Spiral Foundation”. L’evento ha l’obiettivo di dimostrare che “nuovi abitanti” e “antichi residenti” della città eterna possono lavorare insieme per renderla più accogliente e più pulita. Sono già dieci le tonnellate di spazzatura che grazie a Refugee scART sono state rimosse dalle strade e riutilizzate.

Insomma, un progetto unico nel suo genere e di ampio respiro che raccoglie alcune delle sfide più importanti del nostro tempo: l’emigrazione, l’integrazione e la tutela dell’ambiente.

Lo scrittore Erri De Luca, ispiratore e “fiancheggiatore” di Refugee scART, ha definito il progetto come sovversivo: “Sovversivo nel senso moderno del termine, nel senso che sovverte l’ordine di questo scarto peggiore dei nostri che è la plastica, il peggiore degli scarti che produciamo, il più difficile da smaltire; sovverte il destino di questo scarto, lo rovescia in oggetto utile di artigianato, di arte. È un atto che cambia il mondo, lo rovescia, gli fa vedere il sottosopra e si vede che sta messo bene il mondo, sottosopra”.

(Foto: Refugee scART)

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here