Home Cosmesi Bio Quanto possono essere pericolose le unghie artificiali?

Quanto possono essere pericolose le unghie artificiali?

1804
0
CONDIVIDI

L’applicazione delle unghie finte, con resina e altri materiali presentano dei pericoli, a prescindere che sia faccia da soli o dall’estetista è importante importante conoscere i prodotti che vengono utilizzati.

Molti pericoli si insidiano in prodotti anche di marche note: quindi, come sempre ribadiamo in questo sito, dobbiamo essere bene informati e sapere cosa cercare nelle etichette.

Facciamo un rassegna precisa degli ingredienti potenzialmente nocivi:

  • Di-Butil-Ftalato (DBP)

Alcuni kit per fare le unghie artificiali contengono una colla in un tubetto che contiene di-Butil-Ftalato (DBP), sostanza vietata nei prodotti cosmetici dalla Direttiva sui Cosmetici 76/768/CEE, citata in questo sito tante volte.

Il di-Butil-Ftalato è un liquido incolore, filmante, poco volatile, impiegato come mezzo solvente in profumeria e come plastificante per materie plastiche

Viene comunemente usato negli smalti per farli durare più a lungo.

Alcuni studi hanno dimostrato che si tratta di un distruttore endocrino.

L’apparato endocrino è anche formato dalle ghiandole, le quali svolgono fondamentali processi di produzione ormonale, ed una giusta regolazione produttiva di questi ormonimantiene in salute il nostro organismo.

A conferma della pericolosità di questa sostanza vi è uno studio del Dipartimento per le Sostanze Tossiche della California, riportato dalsito The Daily Green’ (leggi l’articolo originale), nel quale si afferma che gli smalti e le coll usati per la decorazione e fissaggio delle unghie conterrebbero un trio tossico di sostanze chimiche: il dibutilftalato, il toluene e la formaldeide.

Secondo lo studio riportato dal giornale, nonostante sulle etichette degli smalti sia riportata la dicitura ”non contiene sostanze pericolose”, in realtà questi tre elementi ci sarebbero in moltissimi prodotti commerciali, anche di note marche,  e costituirebbero un fattore di rischio non solo per le donne che ‘indossano’ lo smalto ma anche, e soprattutto, per i lavoranti del prodotto.

  • Formaldeide e suoi precursori chimici

E’ il prodotto probabilmente più pericoloso in ambito cosmetico. Starne alla larga se ne rileviamo la presenza leggendo l’etichetta. C’è un’ampissima letteratura scientifica che ne dimostra la cancerogenicità, ad anche lo IARC lo ha messo nella lista nera (causa tumori naso-faringei). In ambito cosmetico viene generalmente usata come conservante/sanitizzante.

La Formaldeide è spesso presente in particolare negli smalti indurenti: quindi fate molta attenzione a questo tipologia di prodotto.

Sappiate che esistono molte ricette per fare in casa, con prodotti naturali, dei rinforzanti per unghie, usando oli vegetali (oliva o mandorla) e pochi altri ingredienti (es. limoni). Qui un esempio.

Anche se l’uso nei prodotti finiti, come dicevamo poc’anzi, è da tempo caduto in disuso in Europa, è opportuno osservare come invece siano tollerati dei precursori della formaldeide: due molecole infatti, e precisamente la imidazolidinil-urea e la diazolidinil-urea, sono permesse come conservanti antimicrobici nei cosmetici ma fungono da “cessori di formaldeide”.
Ciò significa che, durante la vita del prodotto, esse cedono formaldeide inibendo la crescita batterica all’interno del prodotto.
Il loro uso, sebbene spesso oggetto di critiche e di valutazioni di esperti, è per ora ancora considerato sicuro.
Sebbene le concentrazioni in gioco di formaldeide siano sensibilmente più basse di quelle usate anni fa, secondo alcuni autori un rischio per la salute umana potrebbe teoricamente esistere ancora, soprattutto nell’uso prolungato (si pensi ai prodotti di uso quotidiano) e/o se i prodotti vengono in parte inalati.

Secondo la nomenclatura INCI, le denominazioni delle due molecole che cedono formaldeide sono  “Imidazolidinyl Urea” e  “Diazolidinyl Urea”.
Se si vuole assolutamente evitare anche il temporaneo e potenziale contatto con la formaldeide, basterà accertarsi che non siano presenti sulla lista ingredienti della confezione e potremo usare il prodotto che stiamo acquistando con maggiore tranquillità.

Per chi frequenta poco questo sito, ricordiamo cosa è l’INCI: un sistema di classificazione e nomenclatura internazionale degli ingredienti dei cosmetici stabilito dalla  Direttiva Europea sui prodotti cosmetici che tra l’atro, dal 1993, impone che siano chiaramente riportati in etichetta tutti gli ingredienti del prodotto (alla stessa stregua degli alimentari).

 

  • Toluene

Il toluene è un solvente, molto usato negli smalti cosmetici (il suo uso è autorizzato in EU): e nel caso delle nostre unghie serve a far si che lo smalto si stenda più facilmente.
l toluene è classificato come sostanza nociva e facilmente infiammabile: è tuttavia meno tossico del benzene e non ha effetti mutageni.
Fa comunque molto male alla salute:  danneggia i nervi, i reni ed il fegato. L’inalazione dei suoi vapori produce sintomi di stanchezza, nausea, confusione, disturbi alla coordinazione dei movimenti e può portare alla perdita di coscienza.

Tante aziende cosmetiche dichiarano di averlo bandito dalle loro formulazioni, ma non c’è troppo da fidarsi, come sopra riportato.

 

  • Acrilati

Alla luce di quanto riportato in letteratura, il più importante rischio associato all’uso delle unghie artificiali sembra essere l’allergia da contatto agli acrilati.

Tuttavia anche se i rischi associati all’utilizzo delle unghie artificiali non sembrano essere imponenti, è bene tuttavia ricordare che in generale, se è presente un’infiammazione o una lesione, non è consigliabile adoperare le unghie artificiali.

In ogni caso qualunque tecnica e tipo di unghia venga adoperata, i materiali e le colle adoperate sono a base di acrilati, pertanto anche le reazioni di sensibilizzazione sono relative a questo tipo di sostanze.
Recentemente sono stati riportati, su Contact Dermatitis (2005 Vol. 52 pag. 73) i risultati di uno studio relativo ad uno screening effettuato su 27 pazienti (26 femmine ed 1 maschio) tutti venuti a contatto con le unghie artificiali. Di essi 16 erano estetiste professioniste, e quindi a contatto con unghie acriliche, gel, colla e smalti, mentre 11 erano clienti che utilizzavano diverse tipologie di unghie (a gel o acriliche, o entrambi), solo uno dei 27 pazienti aveva usato le unghia in seta.
La maggior parte dei pazienti presentava una dermatite a volte accompagnata da una seria distruzioni dell’unghia. Dei 27 pazienti, 4 hanno mostrato onicolisi, 6 onicodistrofia, 3 infezioni da Pseudomonas aeruginosa, 8 eczema periungueale ed 8 eczema alla punta del dito.
Alcuni di loro hanno anche avuto lesioni in altra sede: 7 presentavano eczemi alle dita, 6 alle mani (5 erano professioniste), 2 agli avambracci. Tra i 9 soggetti che hanno presentato dermatiti facciali, soprattutto alle palpebre, 8 erano professionisti del settore.
Tra le clienti, le dermatiti potevano essere avvenute a causa del contatto con l’allergene (dermatite ectopica) o, come accade per i professionisti, per il contatto per via aerea con la polvere liberata dalla pulizia delle unghie. Questo era certamente il caso dei 5 pazienti, di cui 4 professioniste, che avevano presentato lesioni alle guance, alla punta del naso ed al mento e dei 4 professionisti che avevano avuto lesioni al collo. Due pazienti, di cui 1 professionista e l’altro cliente, avevano accusato una forma di parestesia.
I risultati dei patch test a cui sono stati sottoposti i pazienti hanno dimostrato che il 2-idrossietil metacrilato (2-HEMA) e l’etilcianoacrilato (ECA) sono i due allergeni (4,5) che permettono più frequentemente, e con sicurezza, una diagnosi diallergia da contatto agli acrilati contenuti nelle unghie cosmetiche.

Solo 1 paziente, che ha reagito soltanto alla preparazione usata per la sua unghia, e per la quale non è stato possibile identificare l’allergene, non ha reagito ad alcuno degli acrilati saggiati.  Il 2-HEMA è, tuttavia, un ingrediente costantemente presente nei prodotti a gel per cui è necessario includerlo nei test., mentre non è presente in alcune unghie acriliche.

Per i pazienti allergici al 2- HEMA l’uso di gel per le unghie è da evitare, a meno che non si usino preparati che ne sono privi.  La migliore alternativa sembrano essere comunque le unghie in seta sempre se il paziente non è sensibile all’ ECA presente in tutte le colle per unghie.

 

Ma quali sono più genericamente i rischi provenienti dalle unghie finte?

L’applicazione delle unghie artificiali è una tecnica estetica, mirata alla ricostruzione e all’abbellimento delle unghia naturali, che per motivi fisiologici, professionali, o altro, possono essere rovinate o sfaldate. Esiste una vasta scelta per quanto riguarda forma, lunghezza e larghezza cosicché si può scegliere il tipo adatto ad ogni unghia.

Le punte delle unghie artificiali vengono chiamate “tips“. La tecnica del ”tip” serve ad allungare e rafforzare unghie corte, spezzate, morsicate o deformate. A tale scopo si usano sagome di materiale simile alla carta, con un lato adesivo, che devono adattarsi alla dimensione dell’unghia e del dito. Su queste sagome si applicano, successivamente, vari materiali a seconda della metodologia utilizzata. Varie, infatti sono le metodiche utilizzate e tra queste:

  • il metodo a due componenti, in cui una polvere modellante o un gel sintetico viene miscelato con un liquido speciale.
  • il metodo di indurimento alla luce, in cui un gel, che si indurisce ai raggi UVA, viene applicato in due o tre strati.
  • la tecnica del “tip” in seta, in cui l’intera superficie dell’unghia viene ricoperta di seta autoincollante.

Vediamo ora più in dettaglio le tipologie disponibili sul mercato:

 

  • Unghie preformate: tipologia in plastica

Le punte (”tip”) sono pezzi di plastica preformati che si incollano su un unghia artificiale rotta, svolgendo in tal modo una funzione riparatrice. L’operazione viene completata con l’aggiunta di smalti o colla a base di seta o di cianoacrilati, allo scopo di conferire all’unghia un aspetto estetico gradevole.
Esistono anche tipi di punte più alla moda e più apprezzate da un pubblico giovane, questi sono venduti come “kit fai da te” che contengono 10 punte, colla e solvente per la loro rimozione. Il cliente può così applicare le unghie a casa in maniera molto semplice e comoda. L’inconveniente è la breve durata e non sono quindi utili se il cliente vuole portare unghie artificiali permanenti. Inoltre la ripetuta applicazione di colla e solvente ogni 2-3 giorni è dannosa sia alle unghia che alla pelle.
Le complicazioni dermatologiche di queste applicazioni sono rare. L’allergia da contatto al tricresil-etil- ftalato, presente in questi prodotti, rappresenta un evento eccezionale (1).

 

  • Unghie in seta

Sono costituite da un pezzo di seta (meno spesso di cotone o fibra) incollato sull’unghia naturale, il cui scopo principale è di rafforzare l’unghia naturale, ma che può anche, opportunamente congeniato, allungarla. Questo metodo richiede una rifinitura con smalto.
Le unghia di seta non causano allergia da contatto e sono un’alternativa eccellente per i pazienti con
allergie ai composti acrilici. L’unica condizione è che il paziente non sia sensibile al cianoacrilato o alla tosilamide/formaldeide.
L’applicazione delle unghie di seta non è facile ed è necessaria una buona esperienza nei casi in cui vengano applicate da un’estetista. Questo è il motivo per il quale non sono così popolari come le unghie acriliche.

 

  • Colla per le unghie

La colla per le unghie, come già detto, è un importante accessorio da applicare sulle unghie artificiali. In passato le resine a base di fenolo-formaldeide hanno causato allergia da contatto, oggi, tuttavia, il principale componente è l’etil cianoacrilato (più del 90%). Altri componenti sono l’idrochinone e gli acidi solforici organici. E’possibile una contaminazione con monomeri di altri composti acrilici (1,2).
L’allergia da contatto al cianoacrilato è più comune di quanto finora creduto, poiché questo composto era raramente considerato nei patch test e così non incluso nelle serie standard. I sintomi clinici includono una onicodistrofia periungueale (grave) come pure un eczema ectopico da contatto. Onicolisi e parestesia sono rare. L’etil-cianoacrilato non mostra reattività crociata con il metilacrilato (3).

 

  • Unghie scolpite

Ne troviamo in commercio di tue tipologie:

Unghie acriliche (polvere e liquido)
Un monomero liquido ed un polimero in polvere sono mescolati sulla superficie dell’unghia, sulla quale inizia la polimerizzazione in presenza di idrochinone e della normale luce del giorno.
Le unghie acriliche sono attualmente di moda poiché hanno un odore meno sgradevole e sono più brillanti delle unghie a gel. Sono tuttavia meno flessibili e non possono esser adoperate se si compiono lavori manuali o si lavora avendo le mani bagnate.

Unghie a gel
Le unghie a base di gel acrilico sono i più nuovi tipi di unghie artificiali e sono applicati come uno smalto ordinario.
La polimerizzazione comincia adoperando la tecnica del fotolegame in presenza di una debole fonte di luce ultravioletta con 3-benzofenone e 4-benzofenone come deboli attivatori dell’assorbimento. Sono necessari vari strati di gel per ricostruire l’unghia, che viene poi colorata con un gel o con smalto. Si completa l’operazione con uno strato di gel lucido.
I composti acrilici presenti in questo tipo di unghia sono simili a quelli usati nelle unghie acriliche, eccetto che per il 2-idrossietil- metacrilato (HEMA) che non è presente in tutte le unghie acriliche.

Ai professionisti della bellezza, che sono allergici, ma che vogliono continuare il loro lavoro, è consigliato l’utilizzo di guanti di nitrile che devono essere cambiati per lo meno ogni mezz’ora.

In conclusione quindi sia il cliente che il professionista devono essere al corrente della capacità sensibilizzante dei composti acrilici presenti nelle unghie artificiali e devono altresì sapere che la sensibilizzazione crociata varia molto a seconda delle persone.
Altri effetti collaterali come la distrofia dell’unghia, l’onicolisi, la perdita permanente dell’unghia, la parestesia, la trasmissione di infezioni ed infine il fenomeno di Raynud sono fenomeni meno frequenti (6).

Articolo originale “http://www.rischiochimico.it/drupal/unghie-artificiali-pericoli-che-bisogna-conoscere”

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here