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Punture di medusa: ecco tutti i rimedi naturali contro l’irritazione

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Punture di medusa: i rimedi naturali

Cosa fare in caso di punture di medusa?

Le punture di medusa: uno dei più grandi flagelli dell’estate! Almeno per tutti coloro che vorrebbero poter fare un bagno a mare, senza il pericolo di scottature, più o meno gravi, dovute al loro contatto.

Spesso, ci si chiede quali siano le soluzioni migliori contro le reazioni cutanee, particolarmente dolorose, causate dalle meduse. Prima di scoprire i rimedi naturali, facciamo alcune precisazioni. Ci sono infatti molte cose da chiarire e non pochi miti da sfatare.

Punture di medusa: occhio all’entità dell’irritazione

Innanzitutto partiamo facendo una piccola precisazione. Difficilmente le meduse sono pericolose o mortali. Sono infatti poche le specie letali per l’uomo.

Certo, ci sono soggetti che mostrano una sensibilità più accentuata alle sostanze urticanti rilasciate da questi organismi. In alcuni casi, addirittura, possono verificarsi delle vere e proprie reazioni allergiche. Non escludiamo inoltre, che alcune zone del corpo, più delicate, rispondano in maniera più accentuata alle punture di medusa.

Se vedete, dunque, che il bruciore inizia a intensificarsi e la parte interessata diventa particolarmente gonfia, lasciate stare i metodi naturali e recatevi subito al pronto soccorso. Mai sottovalutare una reazione allergica alle tossine.

Per le manifestazioni da contatto con medusa di lieve entità, invece, potete cercare di alleviare il dolore e diminuire in tempo gli effetti dei filamenti urticanti, seguendo queste semplici indicazioni.

Punture di medusa: rimedi naturali

Innanzitutto, il primo importante consiglio, quando ci si sente “pizzicati” da una medusa, è eliminare velocemente tutti i residui gelatinosi che rimangono sul corpo. Uscite dunque dal mare, per evitare altri contatti. Versate poi sulla parte colpita abbondante acqua marina, cercando di lavare via tutti i residui. Non utilizzate l’acqua dolce, perché potrebbe accelerare la diffusione delle neurotossine e aumentare l’infiammazione.

Un’altra cosa che invece tutti tendono a fare è utilizzare l’ammoniaca. La sua efficacia non è stata però confermata: evitate quindi di utilizzare sostanze che potrebbero traumatizzare ulteriormente i tessuti.

Un ottimo rimedio, invece, risulta creare una sorta di impasto fluido di bicarbonato di sodio e acqua di mare, da applicare sulla zona interessata per 30 secondi.

Le tossine sono termolabili, perciò in mancanza di altro può essere una buona idea applicare pietre molto calde, stando attenti a non scottarsi.

Un’altra soluzione, molto diffusa ed efficace, è sciacquare la parte colpita con aceto bianco per almeno 30 secondi. Questo rimedio consente di disattivare le nematocisti contenute nei filamenti di alcune specie. Non sfregate la parte con le mani o con tessuti: potreste aumentare l’irritazione e favorire la diffusione nella pelle delle sostanze tossiche. Cercate di rimuovere i residui gelatinosi delicatamente, evitando che le tossine si diffondano ulteriormente nei tessuti cutanei.

Infine, un altro mito da sfatare: l’uso dell’urina. Questo rimedio, così come altri che abbiamo già citato, non è raccomandato, anche perché sembra che il suo uso non sia efficace.

Queste sono alcune nozioni di primo intervento. Ricordate: se vedete che la pelle comincia a bruciare o a gonfiarsi in maniera smisurata, fatevi controllare immediatamente da un medico.

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