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Pancia gonfia e problemi intestinali: cosa mangiare?

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Il benessere parte dalla tavola. Frutta e verdure fresche, cereali integrali, proteine vegetali possono essere la chiave del nostro benessere. Purtroppo, però, questa stessa alimentazione che fa bene a molti, ad alcuni potrebbe causare qualche piccolo problema.

Chi soffre, ad esempio, di “pancia gonfia” potrebbe trovare controproducente il consumo di alcuni alimenti estremamente benefici per la nostra salute. I sintomi sono molto chiari e comuni: disturbi a livello intestinale e addominale, dolori che si irradiano dallo sterno fino al pube.

Si tratta di un disturbo a carico dell’apparato digerente, che si manifesta con una maggiore sensibilità dell’intestino nei confronti di alcuni alimenti.

Come spiega Enrico Stefano Corazziari, ordinario di Gastroenterologia all’Università Sapienza di Roma a La Stampa: “Normalmente le sostanze che non vengono assorbite a livello intestinale sono digerite dalla flora batterica intestinale. In alcuni soggetti predisposti questo naturale processo di fermentazione comporta la liberazione di eccessive quantità di gas e il conseguente richiamo di acqua nell’intestino, che possono creare tensioni addominali e disturbi nella regolarità intestinale”.

Ma di chi sarebbe la colpa?

Come continua a spiegare Corazziari, in genere, i principali responsabili di questi fastidi sono i FODMAP (fermentabili, oligosaccaridi, disaccaridi, monosaccaridi e polioli) a cui appartiene un’ampia gamma di alimenti in grado di accentuare la fermentazione intestinale e presenti in diversi componenti della dieta mediterranea. Si tratta di vari derivati del grano, del latte e alcuni tipi di frutta e verdura.

L’Università Sapienza, coordinata proprio da Corazziari, ha effettuato uno studio controllato, in doppio cieco, che ha dimostrato che una dieta a ridotta presenza di FODMAP è in grado di abbattere rispettivamente del 40% e del 50% il dolore addominale e la pancia gonfia nei soggetti con intestino irritabile.




Come spiega il professore: “La nostra dieta non prevedeva alcuna abolizione assoluta degli alimenti ma interveniva soltanto sulla quantità dei FODMAP, modificando il meno possibile le normali abitudini alimentari dei soggetti”.

Gli alimenti a più alto contenuto di FODMAP sono: il grano, l’orzo e la segale, i formaggi freschi, il latte di capra e di pecora, nonché molti tipi di frutta, verdura e legumi, tra cui mele, pesche, kaki, ciliegie, carciofi, cavoli, broccoli, aglio, cipolla, lenticchie, ceci e fagioli.

Quelli invece a ridotto contenuto di FODMAP sono: il riso e la pasta senza glutine, i formaggi stagionati, poi agrumi, banane, kiwi, pomodori, patate, spinaci, peperoni, sedano e lattuga.

Non si tratta, come tiene a precisare il professore, di cibi dannosi da evitare (soprattutto se pensiamo ad esempio ai nutrienti dei legumi, della frutta e della verdura), ma alimenti che, in una ridotta percentuale di soggetti più sensibili possono indurre disturbi a livello addominale o intestinale. Alimenti che possono essere ridotti in quantità e non completamente eliminati.

Naturalmente, è sempre necessario confrontarsi con uno specialista, per comprendere soprattutto le cause che portano al disturbo e che potrebbero essere dovute anche a particolari intolleranze alimentari.

Esiste comunque tutta una serie di rimedi naturali e abitudini corrette che possono aiutarci a rimediare a questo fastidioso problema. Se volete, potete approfondire l’argomento leggendo il nostro articolo su come combattere la pancia gonfia con i rimedi naturali.

(Foto)

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