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Natale sicuro: come difendersi dalle frodi alimentari

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Il Natale è il periodo più propizio per le frodi alimentari. Secondo alcuni dati della Coldiretti, per imbandire la tavola delle feste, gli italiani spenderanno ben 197 euro a famiglia. Maggiori probabilità quindi di trovare il pangasio del Mekong venduto come cernia, il polpo del Vietnam spacciato come italiano e tanti altri prodotti alimentati che del Made in Italy e della chiarezza di provenienza hanno veramente ben poco.

Secondo la Coldiretti, il giro di affari derivante dalla contraffazione alimentare è stimato intorno a 1,1 miliardi di euro solo in Italia.

La contraffazione può distinguersi in:

  • falsificazione, adulterazione e sofisticazione: nel qual caso vengono creati degli alimenti con sostanze qualitativamente diverse da quelle normalmente presenti o vengono inseriti additivi per correggere e coprire i difetti, diminuendo il costo della material prima (come avviene per l’olio);
  • falsificazione del marchio o della provenienza: vengono apposte informazioni false sull’alimento.

Come difenderci allora dalle possibili frodi che minacciano non solo il periodo di Natale, ma anche il resto dell’anno?

Come affermato da Nunzia De Girolamo, il ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali: “Dare ai consumatori informazioni chiare e immediate per orientarsi negli acquisti è fondamentale, soprattutto nel periodo delle feste natalizie. Una corretta comunicazione contribuisce in modo determinante a fare una spesa consapevole e intelligente”.

Così, è nato un decalogo dal nome “Natale sicuro di qualità e senza spreco”, redatto dai Nac, in collaborazione con il Movimento Difesa del Cittadino. L’obiettivo di questo decalogo è quello di offrire ai cittadini indicazioni utili per fare acquisti sicuri e limitare gli sprechi alimentari in vista delle festività.

I primi 5 punti riguardano la sicurezza degli alimenti, gli altri sono dei semplici promemoria per evitare gli sprechi a tavola, soprattutto durante il periodo natalizio. Un buon punto di partenza per avere un occhio più attento quando andiamo a fare la spesa.

Ecco allora il decalogo da seguire, redatto dai Nac.

Sulla sicurezza alimentare

Come detto in precedenza, i primi 5 punti sono dei consigli per difendersi dalle frodi.

  1. L’etichetta è la carta d’identità degli alimenti: è necessario fare attenzione in maniera particolare a quelle odiose scritte minuscole, soprattutto se riportano l’origine dei prodotti. Le etichette più corrette sono quelle che ci forniscono le più chiare indicazioni sulla provenienza degli alimenti che stiamo per acquistare e che ci dicono tutto: sul marchio, sul processo produttivo e sull’origine delle materie prime.
  2. La stessa cosa vale anche per i prodotti alimentari di origine estera. Per i prodotti senza etichetta, il rivenditore è comunque obbligato a esporre e a fornire le indicazioni sull’origine degli alimenti.
  3. Confezioni e imballaggi devono essere integri. In particolare, i prodotti in scatola non devono avere parti gonfie o schiacciate e, al momento dell’apertura, non devono emettere bollicine o odori particolari.
  4. Un aiuto può venire dai marchi di qualità previsti dall’Unione Europea. In questo caso è importante sapere che DOP indica il nome di una regione, di un luogo determinato o, in casi eccezionali, di un paese e serve a specificare se un prodotto agricolo o alimentare è originario di tale posto e se le sue qualità o caratteristiche sono dovute essenzialmente all’ambiente geografico da cui proviene. Fondamentale è che sia la produzione, che la trasformazione ed elaborazione avvengano nell’area stessa. Ecco perché “Denominazione di Origine Protetta”. Per IGP si intende un marchio di origine che viene attribuito dall’Unione europea a quei prodotti agricoli e alimentari per i quali la reputazione o un’altra caratteristica dipende dall’origine geografica. Per ottenere la IGP quindi, almeno una fase del processo produttivo deve avvenire in una particolare area. Per STG (Specialità Tradizionali Garantite), si identificano invece quei prodotti agroalimentari, non legati nello specifico ad un territorio, ma tali che si caratterizzano per il metodo di produzione tipico tradizionale. E così via con le altre indicazioni di qualità.
  5. Diffidare da luoghi di vendita che non rispettano le norme igieniche previste per legge.



Sullo spreco alimentare

Ecco adesso riportate in sintesi le altre 5 regole per evitare gli sprechi alimentari:

  1. Attenzione alle quantità in eccesso, valutando esattamente ciò che serve per le feste.
  2. Predisporre una lista della spesa che tenga in considerazione gli alimenti presenti in casa e le scadenze, soprattutto dei prodotti più freschi e deperibili.
  3. Verificate periodicamente le scadenze, tenendo in considerazione che esistono alcuni alimenti che possono essere consumati anche dopo la data indicata.
  4. Rispettare la “catena del freddo” comprando sempre per ultimi i surgelati e conservandoli nei modi previsti.
  5. Tre verbi da ricordare se ci si trova dinanzi a un eccesso di alimenti: congela, riutilizza, dona.

In linea generale, comunque, la cosa importantissima da ricordare quando acquistiamo degli alimenti è prestare attenzione a qualsiasi anomalia presente negli involucri, nelle indicazioni e nella consistenza dei cibi e comunicarlo agli organi preposti in maniera tempestiva, collaborando con le autorità.

È importante dare valore alla qualità del cibo e non solo al costo. Ricordiamoci anche che, spesso, un basso costo può voler dire una scarsa qualità.

Il documento completo “Natale sicuro di qualità e senza spreco” è scaricabile a questo link: http://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/6999

(Foto: utente flickr dave.dave.dave)