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L’Oms vuole abbassare la percentuale giornaliera di zucchero. L’Italia dice NO

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L’Italia si oppone alle nuove raccomandazioni dell’Oms, l’Organizzazione mondiale della sanità, inerenti alla diminuzione della percentuale di zuccheri semplici nel fabbisogno giornaliero.

Al Con­si­glio ese­cu­tivo dell’Oms, appena con­cluso a Gine­vra, il nostro paese avrebbe chiesto la revi­sione delle pro­ce­dure in mate­ria di linee guida, con un particolare interesse diretto alle nuove rac­co­man­da­zioni sulla assun­zione di zuc­chero per adulti e bam­bini, con­te­nute in un docu­mento licen­ziato dall’Oms ma non ancora pub­bli­cato («Gui­de­line: Sugars intake for Adults and Chil­dren»). Nel documento, l’Oms propone una limitazione all’assunzione di zuc­cheri sem­plici dal 10% a meno del 5% del fab­bi­so­gno calo­rico gior­na­liero.

zucchero fa male

Come riportato da Il Manifesto, il dipartimento nutrizione dell’Oms avrebbe risposto a tutte le critiche addotte dall’Italia sulla solidità degli studi su cui si basano le nuove proposte. In primo luogo, si legge, gli studi rimandano ad altre ricerche effettuate in Giappone sulle carie dentali negli anni ’60, in una fase di forte transizione nella dieta dopo la guerra; ad esse vanno ad aggiungersi una nuova ana­lisi del 2014 di Shei­ham e James e uno stu­dio siste­matico della let­te­ra­tura scien­ti­fica del 2014 di Moy­nian e Kelly. La trasparenza del processo, fanno sapere dall’Oms, sta­bi­li­sce un’attenzione spe­ciale alla gestione del con­flitto d’interesse nella sele­zione degli esperti, un’attenzione che dovrebbe andare appunto al di là degli interessi “economici” dei singoli Stati Membri.

Secondo il Manifesto, proprio in Italia sarebbe ormai chiara l’influenza delle grandi aziende alimentari. Si legge sul giornale: “Delle due figure apparse per la prima volta sotto la gene­rica deno­mi­na­zione di «esperti della salute del mini­stero Affari esteri», Luca del Balzo risulta in effetti «senior advi­sor della Fer­rero» in diversi link rin­trac­cia­bili fino a qual­che giorno fa sul web. Con que­sta fun­zione Del Balzo com­pare in un con­ve­gno dell’Istituto Luigi Sturzo del 16 luglio 2014 su «Il vou­cher uni­ver­sale per i ser­vizi alla per­sona e alla fami­glia», e in un incon­tro con le aziende ita­liane orga­niz­zate in Por­to­gallo, dove è stato amba­scia­tore dell’Italia, a otto­bre 2014. Un clas­sico esem­pio di revol­ving doors, o meglio di paso doble fra pub­blico e pri­vato, nella pro­gres­siva ibri­da­zione della gover­nance nazio­nale e mon­diale”.


Federalimentare, invece, ha appoggiato a tutto spiano l’azione della delegazione italiana, affermando attraverso le parole del presidente Luigi Scordamaglia: “L’industria alimentare italiana plaude al comportamento responsabile e propositivo assunto dai rappresentanti dei ministeri della Salute e degli Esteri a Ginevra affinché il delicato legame tra salute e alimentazione venga affrontato in modo non ideologico, ma attraverso criteri trasparenti e oggettivi”. La federazione rincara la dose, affermando che troppo spesso, l’Oms avrebbe emanato raccomandazioni “basate su evidenza scientifica di basso livello, che oltre ad avere potenziali effetti negativi per la salute, rischiano di nuocere al settore alimentare italiano e mediterraneo. Un’operazione analoga a quella sugli zuccheri semplici, per esempio, è stata fatta in passato nei confronti delle proteine animali o di altri componenti nutrizionali presenti in molte eccellenze del food and beverage italiano. Ora sempre più in fase di riabilitazione in una dieta equilibrata e con un corretto stile di vita”.

Ma siamo proprio sicuri che la dieta mediterranea preveda merendine o bibite ricche di zuccheri e che questi zuccheri facciano così bene alla salute dei bambini? L’obesità infantile non è un problema che riguarda anche noi in Italia?

(Foto in evidenza: oasisdiscussions; foto interna: appforhealth)

2 COMMENTI

  1. Ho appena partecipato al convegno “Stili di vita, alimentazione e salute orale” tenutosi il 3 luglio 2015 a Milano, promosso e organizzato da ANDI (Associazione Nazionale Dentisti Italiani) e da Fondazione ANDI.
    In questa sede sono state citate dagli oratori le Linee Guida della Organizzazione Mondiale della Sanità sul consumo raccomandato e quello suggerito di zuccheri liberi nell’alimentazione. E queste indicazioni compaiono anche nel libretto distribuito ai partecipanti.
    Nessuno ha detto – forse non era la sede? – che queste linee guida ancor prima della loro uscita erano state contestate dal Ministro della Salute italiano a difesa della nostra industria dolciaria.
    La trasmissione di Report del 25/5/2015 nella sua seconda parte era dedicata proprio a questo problema.
    Come medico dentista sono rimasto molto impressionato dalla trasmissione di Report.
    Se il Ministro della Salute difende la nostra industria dolciaria, la salute dei cittadini chi la difende?
    Mi auguro che le associazioni dei medici e dei dentisti, da sempre sostenitori della Prevenzione, intervengano per sostenere le Linee Guida.
    Dottor Giulio Calderoli

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