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La Russia trascina McDonald’s in tribunale

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La Russia dichiara guerra ai fast food e porta in tribunale la nota catena americana McDonald’s. Nei giorni scorsi, si apprende dalle agenzie stampa, Mosca ha avviato un’azione legale contro la McDonald’s. L’obiettivo: bloccare la vendita dei prodotti all’interno del Paese.

Che i cibi provenienti dalle catene di fast food facciano male, ormai è una cosa risaputa. Meno comune è che un Paese prenda provvedimenti contro una delle più grandi catene di negozi presenti sul mercato mondiale.

È già successo in Bolivia e ora la cosa rischia di ripetersi anche in Russia. Le cause sono diverse: in Bolivia, la catena di fast food ha chiuso a causa della scarsa affluenza, mentre in Russia rischia di essere tagliata fuori dal mercato nazionale a causa della nocività dei prodotti venduti.

L’agenzia federale russa per la protezione dei consumatori Rospotrebnazdor, infatti, ha avviato un’azione legale contro McDonald’s per vietare una serie di cibi, presenti nel menu, giudicati non salutari.

"McDonalds in St Petersburg 2004". Licensed under Creative Commons Attribution-Share Alike 1.0 via Wikimedia Commons - http://commons.wikimedia.org/wiki/File:McDonalds_in_St_Petersburg_2004.JPG#mediaviewer/File:McDonalds_in_St_Petersburg_2004.JPG
“McDonalds in St Petersburg 2004”. Licensed under Creative Commons Attribution-Share Alike 1.0 via Wikimedia Commons 

Anna Popova, il capo dell’Agenzia, avrebbe affermato: “Abbiamo identificato violazioni che pongono l’intera catena di McDonald’s in dubbio”. La dichiarazione, ripresa dall’agenzia stampa Interfax, sembra sia riferita a un’inchiesta condotta a giugno.

Sotto accusa in particolare sarebbero i panini Filet-o-Fish, Royale burger, Chicken burger e cheeseburger, le cui calorie sarebbero risultate “due o tre volte più” di quanto dichiarato.

Non solo. Sembra che siano stati trovati ceppi di batteri, come ad esempio l’escherichia-coli, nei Caeser Roll e nelle insalate. Sotto la lente di ingrandimento anche i milkshake i cui contenuti di proteine, grassi e carboidrati sarebbero anche in questo caso il doppio di quanto dichiarato.

L’obiettivo del ricorso legale è quello di bloccare la vendita dei prodotti. Il caso sarà discusso in tribunale il prossimo 13 agosto.

Dal canto suo, la McDonald’s, attraverso un comunicato diffuso sul suo sito web, ha tenuto a precisare di non aver avuto alcun contatto con Rospotrebnazdor e di non aver ricevuto alcuna notifica di un procedimento legale. Inoltre, ha ribadito “la qualità e sicurezza” dei propri prodotti.

Secondo molti, la decisione della Russia di bloccare la vendita dei prodotti del McDonald’s non è altro che una risposta alle tensioni di questi ultimi giorni tra Usa e Russia e all’inasprimento delle sanzioni, per i recenti eventi accaduti in Ucraina.

Lo evidenzia il Sole 24 Ore che afferma come Mosca si sia “vendicata”, mirando agli interessi di un vero e proprio portabandiera degli Stati Uniti.

Nel frattempo, afferma il quotidiano, una catena di fast food russa, Rusburger, si è fatta avanti proponendosi come rimpiazzo per l’eventuale estromissione del gigante americano.

Tralasciando le ragioni più strettamente politiche che possono aver portato a intentare un’azione legale contro l’azienda americana, e al di là delle calorie dichiarate o non dichiarate degli alimenti serviti da McDonald’s, ciò che dovrebbe preoccupare i consumatori sono le materie prime utilizzate per la creazione  di carne e pane. Lo ha dimostrato lo chef inglese Jamie Oliver, che ha duramente attaccato la scarsa qualità delle carni presenti negli hamburger serviti dai fast food; lo ha anche affermato la stessa azienda, mettendo in guardia i propri dipendenti con un comunicato poi velocemente rimosso dal proprio sito ufficiale.

(Foto in evidenza JKCarl)