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Il nuovo pomodoro (quasi) nero

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Il pomodoro ( quasi ) nero sta per arrivare sulle nostre tavole! Per i tradizionalisti può sembrare assurdo, per i salutisti un esperimento OGM, ma in realtà è solo il frutto di anni di studi internazionali e di incroci di specie. Il SUN BLACK è  un pomodoro ma con l’esposizione al sole la sua buccia assume una colorazione viola tendente al nero, grazie alla presenza degli antociani, pigmenti che si trovano in alcuni vegetali, come l’uva nera e i mirtilli. Gli antociani sono potenti antiossidanti, utili a contrastare la formazione dei radicali liberi e, quindi, a rallentare il processo di invecchiamento cellulare. Sostanze di cui il pomodoro tradizionale è sprovvisto. “Sun black“, come è stato ribattezzato questo “pomodoro nero”, conserva una polpa di colore rosso e mantiene inalterato il sapore, è ogm-free ed è quindi giustamente considerato un super-nutriente. E in Italia? Pare che l’aspetto ancora non convinca i consumatori, mentre in punti vendita particolarmente forniti è possibile trovare le piante!

Il progetto interuniversitario è stato completato all’Università di Pisa e coordinato professor Pierdomenico Perata, attraverso un gruppo di lavoro formato da studenti nepalesi, argentini, colombiani, pakistani, giordani, olandesi, cingalesi e, naturalmente, italiani.

Ci spiega l’obiettivo di tale creazione nel combinare in un unico alimento le componenti nutritive di più cibi: “Abbiamo due obiettivi – commenta però il professor Perata – Il primo è commerciale, nel senso che il progetto è propedeutico alla ricerca agroalimentare. Il secondo sta nello studio delle modifiche naturali alla genetica per migliorare la componente nutrizionale degli alimenti. Abbiamo escluso qualunque ricorso a organismi geneticamente modificati e siamo stati mossi da una constatazione: l’aspettativa di vita è aumentata anche grazie all’aggiunta, in alimentazione, di molecole capaci di prevenire le malattie e di migliorare la qualità del metabolismo, rallentando l’accumulo dei radicali liberi. Da qui è nata l’idea di combinare in un unico alimento le componenti nutritive di più cibi, appunto realizzando un pomodoro contenente antociani “.Per eguagliare l’apporto nutritivo di “Sun black”, ad esempio, oltre al pomodoro tradizionale dovremmo mangiare i mirtilli, oppure l’uva rossa, aggiungendo appunto gli antociani ai carotenoidi, quest’ultimi precursori della vitamina A.
Il pomodoro scuro come una melanzana è al secondo anno di “raccolta”. Cresce nelle serre dell’Università, vicine al viale delle Piagge, e ogni sua fase evolutiva è seguita con scrupolo e  attenzione dal gruppo. Ma ancor prima di entrare nel circuito commerciale, è già emblema di come la ricerca, in Italia, possa funzionare benché bistrattata: è bastato un finanziamento di 140mila euro per approdare a un risultato che potrebbe arricchire la storia dell’alimentazione umana.

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