Home Alimentazione Biologica I benefici per la salute dell’okra e alcuni consigli su come coltivarla

I benefici per la salute dell’okra e alcuni consigli su come coltivarla

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L’Okra, conosciuta anche con il nome di gombo, è una pianta che si sviluppa nei climi tropicali e produce dei baccelli verdi commestibili. I baccelli vengono raccolti quando sono ancora leggermente acerbi e possono essere preparati in diversi modi. Da tempo, si pensa che l’okra possieda vari benefici per la salute, tra cui quello di aiutare a gestire e prevenire il diabete.

Ecco, in sintesi, alcune delle sue caratteristiche:

  • ha poche calorie e, per questo, il gombo viene integrato all’interno di programmi di dimagrimento;
  • non contiene grassi saturi e colesterolo;
  • sembra aiuti a stabilizzare i livelli di zucchero nel sangue, rallentandone l’assorbimento nell’intestino;
  • contiene un buon quantitativo di fibre alimentari che la rendono un lassativo naturale;
  • è ricca di mucillaggini, per questo è usata come emolliente in sostituzione dell’altea e in cucina ed è utile per legare le salse. Non solo: questa sostanza aiuta a “lubrificare” l’intestino e ad aiutarlo nel processo di eliminazione delle sostanze di scarto;
  • è ricca di vitamina A, vitamina C e antiossidanti che aiutano a mantenere il corpo sano;
  • è una buona fonte di minerali;
  • possiede un buon quantitativo di folati, che la rendono un alimento utile nel periodo che precede il concepimento e durante la gestazione;
  • contiene vitamina K, utile per la salute delle ossa.

Come dicevamo all’inizio del nostro articolo, l’okra è un alimento utile nel trattamento del diabete, ma anche nella prevenzione delle malattie cardiovascolari collegate all’obesità.

Attraverso uno studio condotto su modello animale in laboratorio, e pubblicato sul Journal of Nutritional Biochemistry, gli scienziati hanno cercato di indagare i benefici di questa pianta nel regolare il glucosio nel sangue e il metabolismo dei grassi.

Per farlo, si è deciso di somministrare per due settimane a dei topi obesi dell’estratto di okra diluito in acqua. I risultati sono stati poi confrontati con quelli ottenuti da un gruppo di controllo di topi a cui era stata somministrata della semplice acqua.

Passate le due settimane, ci si è accorti che i livelli di glucosio e insulina negli animali trattati con l’okra erano significativamente più bassi rispetto a quelli del gruppo di controllo. Anche i livelli di trigliceridi risultavano più bassi.

Il merito sarebbe di due sostanze particolari presenti nella pianta, due flavonoidi, l’isoquercetina e la quercetina.

Le ricerche condotte sui benefici dell’okra non si fermano qui. Un altro studio, realizzato sempre su modello animale e condotto nel 2011, ha fornito risultati simili (che sono stati poi pubblicati sul Journal of Pharmacy e Bioallied Sc). Questa volta i ratti sono stati nutriti per 28 giorni con dei semi di okra in polvere ed estratti ricavati dalla buccia. Rispetto al gruppo di controllo, gli animali trattati hanno mostrato una significativa riduzione dei livelli di zucchero nel sangue.

Per quanto riguarda l’assunzione dell’okra su soggetti diabetici, è bene precisare che è necessario consultare sempre uno specialista. Sembra, infatti, che questo alimento non debba essere assunto (o comunque bisogna prestare molta attenzione) in combinazione con la metformina,un farmaco usato per il trattamento del diabete 2 e con cui potrebbe interferire.


Come abbiamo detto all’inizio, l’okra va consumata fresca e leggermente acerba. Se troppo maturi, infatti, i baccelli diventano “legnosi” e assumono un sapore poco piacevole. Possono essere abbinati ad altri alimenti per la preparazione di alcuni piatti. Al link trovate delle ricette: http://ambientebio.it/okra-un-alimento-ancora-poco-conosciuto/

L’okra è una pianta che è possibile coltivare anche nelle nostre zone. Si sviluppa molto in altezza, tuttavia, in genere, non ha bisogno di sostegni. Può anche essere coltivata in vaso e non necessita di grandi quantità di acqua.

Il gombo fiorisce circa due mesi dalla semina e i frutti compaiono 5-7 giorni dopo la fioritura.

Nell’orto, può essere associata alle insalate. Se la coltivate partendo dai semi, accertatevi che questi non abbiano più di un anno. Se partite dalle piantine, cercate di sceglierle piccole dotate di poche foglie verdi e sane.

Cresce in qualsiasi terreno, a patto che sia ben drenato, concimato ed esposto al sole.

(Foto in evidenza: Natalie Maynor; foto interna:  adhyatmablog)

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