Home Alimentazione Biologica Gli incredibili usi dell’amaranto: come adoperarlo e coltivarlo in casa

Gli incredibili usi dell’amaranto: come adoperarlo e coltivarlo in casa

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L’ Amaranto, la pianta originaria del Centro America, alimento base per popolazioni come gli Aztechi e gli Incas, è un cibo ricco di proteine e di altri nutrienti essenziali all’organismo. I suoi chicchi hanno un sapore delicato, leggermente dolciastro e sono ricchi di lisina, un amminoacido essenziale.

Questo alimento possiede un elevato contenuto di minerali e di fibre ed è privo di glutine, una caratteristica che lo rende adatto all’alimentazione dei celiaci o di chi soffre di problemi intestinali.

Noi di Ambientebio abbiamo già parlato delle sue proprietà, elencando una serie di gustose ricette e consigli su come adoperarlo in cucina.

Ma l’Amaranto è un alimento ricco di sorprese. Vediamone alcune.

“Muscolo di carne”

Come abbiamo visto, i semi di amaranto sono un alimento nutriente e versatile. Il tipo di proteina contenuta nell’amaranto è considerata una proteina completa. Questo rende l’alimento un valido sostituto della carne. Non sottovalutiamo, però, anche il potere dell’olio dei suoi semi che ha dimostrato essere un valido alleato nel ridurre i livelli di colesterolo cattivo negli esseri umani, guadagnando un posto di rilievo per la salute del cuore.

Utile al biorisanamento

L’ Amaranto può essere una pianta utilizzata per uso alimentare, ma anche ornamentale. Decine di varietà, infatti, possono andare a impreziosire i nostri giardini. Eppure, nell’amaranto c’è qualcosa in più: la capacità di rimuovere il piombo dal suolo. Un gruppo di scienziati appartenenti alla University of Southern Maine hanno affermato, infatti, che dopo aver piantato alcune varietà nel terreno, il livello di piombo è incredibilmente diminuito. Una cosa che potrebbe rendere questa pianta un ottimo strumento per ripulire i suoli contaminati. Un po’ come avviene per la canapa in Puglia (potete approfondire l’argomento a questo link).

Per produrre birra

Sembra che l’amaranto possa essere adoperato anche per realizzare della birra. RyanBrews, ha lavorato a questo tentativo, che sembra sia riuscito! Il sapore, afferma l’uomo, migliora dopo alcune settimane dall’imbottigliamento. Un’esperienza da provare, se siete appassionati di autoproduzione di birra.




Per rendere omaggio a Telespalla Bob

Probabilmente è un particolare che è sfuggito alla vostra attenzione, ma il fiore dell’amaranto ha una somiglianza incredibile con un personaggio dei Simpson: Telespalla Bob. Potete piantarlo e rendere omaggio a un acerrimo nemico di Bart Simpson!!

 

Tra le specie di amaranto commestibili e maggiormente produttive ci sono: l’Amaranthus caudatus, l’Amaranthus cruentus e Amaranthus hypochondriacus.

L’ amaranto, soprattutto l’Amaranthus hypochondriacus, è una pianta che può essere coltivata anche da noi, a partire dai suoi semi.

I chicchi di questa pianta possono essere seminati direttamente all’aperto, nell’orto, oppure in un semenzaio. Ricordate che preferisce temperatura da tiepide a calde per la propria germinazione e per il proprio sviluppo. Meglio quindi iniziare la coltivazione in primavera, circa 6 settimane dopo l’ultima gelata.

I semi vanno ricoperti con un leggero strato di terriccio, meglio se ricco in azoto e fosforo, e innaffiati subito dopo la semina. Per la concimazione, potete adoperare del compost casalingo.

Posizionateli in un luogo ben soleggiato e in un terreno ben drenato e, quando fa molto caldo, innaffiateli con una frequenza di circa 1-2 volte la settimana.

I chicchi giungeranno a maturazione prima del sopraggiungere della stagione fredda. Scuotete i fiori e quando i semi inizieranno a cadere da soli, saranno pronti per la raccolta. Una volta raccolti, lasciateli essiccare all’ombra, in sacchi di tela o carta. Puliteli bene con l’ausilio di un setaccio e conservateli in un contenitore di vetro.

(Foto: deedavee easyflow)

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