Home Alimentazione Biologica Falso biologico: il servizio delle Iene e una contraffazione che fa tendenza

Falso biologico: il servizio delle Iene e una contraffazione che fa tendenza

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Abbiamo evidenziato più volte come il biologico sia un settore in crescita. Una cosa positiva, da un lato, perché dimostra una maggiore attenzione della popolazione nei confronti della propria salute e della propria dieta. Dall’altro lato, però, questo forte sviluppo ha portato anche a un aumento delle frodi ai danni dei consumatori.

Si stima che solo nel 2013 il Nucleo Antifrode dei Carabinieri abbia sequestrato in tutta Italia due milioni di finte etichette biologiche, confezioni “ingannevoli” e più di 77 mila prodotti agroalimentari. La Guardia di Finanza, invece, ha ritirato dal mercato quasi un milione di alimenti in un anno.

Quintali di prodotti vengono fatti passare per cibi biologici, quando invece spesso contengono pesticidi, liquidi non commestibili o ingredienti di bassa qualità.

A tal proposito, lo scorso 26 novembre Le Iene hanno mandato in onda un servizio sulle truffe nel bio, in cui è stato mostrato come alcuni agricoltori vendono cibo acquistato al mercato, facendolo passare come biologico.

Nel video si vede un agricoltore mentre si reca all’ortomercato la mattina presto per acquistare i prodotti di cui ha bisogno, rivendendoli come se si trattasse di frutta e verdura bio coltivata in modo naturale. Una volta acquistati, quei prodotti sono stati fatti analizzare. I risultati hanno fatto rilevare tracce di pesticidi. Esattamente le sostanze che spingono i consumatori a preferire prodotti biologici, invece che quelli provenienti dalle coltivazioni tradizionali.

A prescindere dal rischio o meno a cui si va incontro consumando cibi trattati con pesticidi, è inaccettabile che i consumatori vengano ingannati in questo modo. Comprare cibo bio è una scelta personale: si decide di spendere di più per evitare l’accumulo nel proprio organismo di metalli pesanti, pesticidi e altre sostanze nocive.

Il fenomeno purtroppo è più esteso di quanto si pensi. All’inizio del nostro articolo, ad esempio, abbiamo snocciolato alcuni numeri riferiti a ritiri e sequestri del 2013. E molti altri interventi sono stati messi in campo dalle forze dell’ordine nel 2014. Non ultimo quello che ha portato all’arresto di sedici persone e al sequestro di quindici aziende per una frode di falso olio d’oliva biologico, in cui l’olio d’oliva comunitario, con la complicità di altri indagati (confezionatori e commercianti all’ingrosso), veniva messo sul mercato come olio biologico 100% italiano, sfruttando il valore aggiunto delle menzioni riservate ai prodotti Made in Italy e biologico.

Ma come difendersi allora?

La cosa essenziale da fare è utilizzare il buon senso e alcuni strumenti che ci sono stati messi a disposizione. Ad esempio, se i prodotti non sono confezionati il consumatore ha il diritto di chiedere all’azienda produttrice la documentazione che attesti che si tratti di un prodotto biologico certificato.

Imparare a leggere le etichette, poi è il primo grande passo. Al link trovate una serie di suggerimenti che possono aiutarvi a orientarvi nella vostra scelta: http://ambientebio.it/leggere-le-etichette-come-riconoscere-i-veri-prodotti-biologici/

Qui invece trovate il servizio di Le Iene sui prodotti bio.

(Foto: cdn.sheknows)