Home Alimentazione Biologica Crudo e fermentato, le chiavi della salute?

Crudo e fermentato, le chiavi della salute?

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La polemica fra “crudo e cotto” fa parte della storia dell’alimentazione coinvolgendo i “carnivori”, i macrobiotici, che propugnano “molto cotto” ed i vegetariani fino ai crudisti. Senza voler prendere posizione, è comunque interessante una riflessione siigli l’enzimi da crudo”, che si accompagna con la questione delle vitamine “da crudo”, sostanze in ogni caso importanti. 
La definizione di enzima è: molecola proteica che provoca con la sua infinitesimale presenza, delle reazioni chimiche tra altre sostanze senza subire distruzione o alterazione al termine della reazione stessa. In pratica riesce a dividere le grandi molecole, ad esempio di amidi e proteine, in “parli” più piccole, per poter essere assimilate. Pur essendo gli enzimi presenti in quantità esigue, sembrano essere una delle principali chiavi della salute, tanto che studiosi attuali e di un secolo fa ne sostengono l’indispensabilità sia per la quotidiana digestione dei cibi, che per prevenire e curare anche le peggiori malattie. Infine va detto che questa spiegazione potrebbe 
giustificare l’uso di iniziare il pasto con la verdura, soprattutto cruda, cosa che effettivamente migliora la digestione. Inoltre questi enzimi vengono “riusati” molte volte arricchendo così il patrimonio enzimatico del corpo, cosa particolarmente importante nell’infanzia, quando la crescita ed assimilazione sono più intense.

Secondo alcuni autori gli alimenti ricchi di enzimi sono tutti quelli crudi, compresa la carne, che in sé ne hanno ha sufficienza per facilitare la loro digestione da parte di uomini, animali e microrganismi. Ma la presenza maggiore è nei kefir e yogurt non pastorizzati, nei vegetali fermentati sotto sale, nel miso e nel tempeh (particolari fermentati di soia), nei frutti della papaia e mango, ma probabilmente anche nel “fungo” kombucha, come in tutti gli alimenti sottoposti a fermentazione, pratica che tra l’altro è lei millenni alla base della alchimia vegetale, si attribuisce la capacità di energizzare le sostanze. Lo stesso termine “fermentare” deriva dal “fervere”, latino, che significa bollire, ad opera per lo più di batteri, ed a volte di lieviti e funghi. I primi due sono mono cellulari di circa un millesimo di millimetro, mentre gli ultimi formano i filamenti delle muffe. Con l’occasione precisiamo che il termine “fermento lattico” non indica alcun legame coli il latte ma con l’acido lattico che viene da alcuni di questi.
L’argomento e la ricerca storica sono stati ben sviluppati da Mark Rojek di cui il bimensile Nexus dell’agosto 2004 ha presentato un lungo articolo che in parte riprendiamo. Il primo medico a rendersi conto dell’importanza degli enzimi è all’inizio del ‘900 un embriologo scozzese, John Beard che ha curato il cancro di 170 malati iniettando loro “una spremuta ” di pancreas di giovani animali appena macellati, quindi ricchissima dei loro enzimi, dimostrando in un libro i suoi risultati e le tecniche. Nel 1930 il medico svizzero Kautchkoff presenta al Primo convegno mondiale di microbiologia di Parigi, l’influenza della cottura degli alimenti sulla composizione del sangue umano, che consiste in un forte aumento di globuli bianchi nel caso di cibi cotti in modo elaborato; un aumento modesto se cotti ed immediatamente inscatolati e nullo se crudi. In pratica gli alimenti cotti fanno reagire il corpo esattamente come ad un’intossicazione alimentare, anche se non ci sono batteri.

Dal 1932 al ’42 il medico David Pottenger di Monrovia, in California, tiene sotto osservazione diverse generazioni di gatti per un totale di 900 individui, confrontando tra loro tre gruppi, ai quali viene fornita un’alimentazione cruda, parzialmente cotta o pastorizzata e totalmente cotta o pastorizzata, allo scopo di verificarne l’andamento della salute. Si evidenzia che il primo gruppo gode di ottima salute mentre gli altri due presentano frequentissimamente e gravi malattie proporzionatamente “alla cottura”, malattie consistenti in asma, allergie, artriti, cancro, affezioni cardiache, malattie renali, epatiche, alla tiroide, osteoporosi e problemi coi denti fino a difficoltà di fertilità e concepimento.
Secondo il medico contemporaneo Henry Howell, cuocere a 47,7°C i cibi per 15 minuti, distrugge tutti gli enzimi presenti. Lo stesso accade per temperature più alte anche se per periodi più brevi, come per la pastorizzazione. L’autore afferma che tutti i mammiferi dispongono di uno stomaco pre-digestivo per il lavoro degli enzimi, situato nella sua prima parte, oltre al contributo dato già nella bocca da quelli salivari. Mangiare alimenti cotti significa privarli di queste strutture proteiche e richiamarle da altri sistemi od organi, ad esempio quello immunitario impoverendolo, oppure mettendolo sotto stress per iper produzione quelli naturalmente deputati, ad esempio il pancreas, il ché produce malattie ed ingrossamento di questi oltre che, nel tempo un insufficiente produzione di enzimi per esaurimento delle capacità.
E’importante sapere che i globuli bianchi utilizzano gli enzimi per “digerire gli intrusi “, come i microbi o presenze comunque “inopportune ” , ma se gli enzimi ci sono! E se non ce ne sono a sufficienza, si produce una reazione violenta, per accumulo di sangue, anche nel tentativo di fornire anticorpi alla “battaglia”, cosa che si definisce come reazione istaminica. Infatti questa avviene spesso su persone che in passato hanno depauperato le loro riserve di enzimi, ad esempio mangiando troppo cotto o troppo zucchero, e che hanno così impoverito le riserve degli enzimi che digeriscono zuccheri e carboidrati.

In definitiva secondo Howell la lunghezza della vita è inversamente proporzionale alla quantità di enzimi “propri” consumati. Nel sangue ne abbiamo 64 tipi divisibili in tre gruppi: digestivi, poi quelli provenienti dagli alimenti ed infine i metabolici, cioè prodotti dalle cellule per funzioni a loro interne. Dei digestivi i più importanti sono quattro, deputati alla scomposizione o digestione degli amidi, delle fibre vegetali, dei grassi e delle proteine.
Spesso il cibo che ci piace è quello che non digeriamo e quindi ci mancano alcune sue componenti, oppure abbiamo la necessità degli enzimi lì presenti. Inoltre questi enzimi sono costituiti da grandi molecole proteiche che agiscono solo se disposte nello spazio nel loro modo particolare, per questo non è possibile produrli artificialmente “copiando” la formula della natura. Quindi bisogna mangiarseli! Un buon manuale è ‘La fermentazione tradizionale” di Cloude Aubert MEB Edizioni

La lattuga disinfetta lo stomaco e protegge dal tumore
Secondo una ricerca, svolta dal prof. Nigel Benjamin e dal dott. Roelf Dykhuisen, del S. Bartholomew’s britannica Hospital di Londra e dell’Università di Aberdeen, la lattuga è ricca di nitrati che vengono trasformati in ossido di azoto già nella masticazione. Questo è un potente disinfettante in grado di uccidere tutti i batteri presenti nello stomaco compreso l’elicobacter pilori quindi di proteggerlo anche dal cancro. L’ossido d’azoto (NO) è presente in genere in tutte le verdure che crescono in poca luce. Ai dubbi da sempre avuti sulla tossicità dei nitrati in agricoltura, i ricercatori rispondono che questi derivano solo da prove in laboratorio e non da verifiche statistiche, infatti nelle zone agricole come l’East Anglia non ci sono particolari livelli di cancro, ben più presente nel Galles del nord, dove non c’è agricoltura. (da La Stampa 1/12/1997)



Guai ai microonde
Secondo il team spagnolo dì Cristina Garcia del CEBAS di Murcia (un centro comunale di ricerca scientifica), questo sistema di cottura priva gli alimenti di antiossidanti. Lo studio è stato pubblicato su Journal of Science of Food and Agricolture vol 83, pag 1511. Un altro studio di Riitta Puupponen del VTT della Finlandia ha verificato che anche l’imbianchimento dei vegetali precedente al congelamento, produce questo effetto, e benché minore, anche con il congelamento stesso (da Nexus, dicembre 2003).

Gli alimenti irradiati con raggi X e gamma fanno male?
Lo fanno per non far germogliare le patate, cipolle eccetera ma anche per uccidere muffe e batteri prima che “attacchino” carne, frutta, uova. Ciclobutanoni è il nome delle sostanze che appaiono in seguito alla irradiazione, di cui si ha conoscenza dal ’71 ma è dall’88 che uno studio governativo tedesco stabiliva come alcuni di questi provocavano danni genetici in cellule animali ed umane (da Nexus febbr. 2002). Ci sono informazioni al proposito nel sito www.mercola.com. Comunque, quando le patate non germogliano neanche in primavera/estate, sono evidentemente irradiate.

I pesci allevati fanno male?
In varie parti del mondo si è accertato che gli allevamenti di pesci e frutti di mare sono trattati con ormoni ed antibiotici, cosa che porta, oltre ad una intossicazione, anche ad una resistenza agli stessi, e alla loro inefficacia, oltre a provocare alterazioni ormonali e malattie tipiche quali le allergie. Questi antibiotici sarebbero così tossici, da essere addirittura vietati in USA ed Europa (furazolidon e chloramphenicol) ed invece “rientrano” così. Meglio il pesce di mare aperto! Tra l’altro le cozze lo sono normalmente mentre le capesante sono di allevamento (tratto da Greenpeace tedesco).

Merendine “avvelenate”
L’allarme è stato lanciato dal prof. Luigi Castagnetta dell’Ist. Oncologico Ascoli di Palermo ad un convegno a Roma. Le merendine sono piene di antibiotici che, impoveriscono la flora intestinale, interferiscono sulla assimilazione delle vitamine, predispongono ai tumori intestinali oltre che produrre germi resistenti. Il professore si mostra preoccupato anche per l’eccesso di estrogeni presenti nei cibi (e farmaci) che alimentano ulteriormente l’incidenza di certi tumori (da Il Messaggero veneto 13/5/2001).

Bollicine e caffeina fanno male alle ossa
Lo afferma uno studio pubblicato su American Journal of Clinical Nutrition che ha verificato la perdita di Sali di calcio con le urine di vari gruppi di persone che ne assumevano da due a sette bicchieri al giorno di tali bibite, da 340 grammi, sia acidificate con acido citrico che acido fosforico sia con caffeina che senza. Il risultato indica che la combinazione caffeina-gas è decalcificante, per le piccole ma significative secrezioni di calcio dalle urine, benché fosse già noto che anche la caffeina da sola agisce nello stesso modo. (da Erborista 10/2001)

Tratto dal “Restare sani: manuale di sopravvivenza ad una strana sanità”

Fonte “disinformazione.it”

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    • Grazie Mille Michele e Simone! l’impegno noi ce lo mettiamo tutto!..continuate a seguirci anche su Facebook e nei socials!

      AB

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