integratori alle erbe

Cosa si nasconde negli integratori alle erbe?

Integratori alimentari alle erbe che non contengono gli ingredienti elencati in etichetta.

È questo, in soldoni, l’esito di un’indagine avviata dall’ufficio del procuratore generale di New York che avrebbe accusato di frode quattro grossi rivenditori nazionali di integratori alle erbe.

Le autorità competenti hanno condotto una serie di test del Dna su sei diversi supplementi di erbe, maggiormente venduti da quattro grosse aziende (GNC, Target, Walgreens e Walmart), scoprendo che il 79% dei campioni esaminati non conteneva gli ingredienti indicati in etichetta, inglobandone invece altri, non dichiarati e potenzialmente pericolosi per i soggetti allergici.

Così, l’ufficio del procuratore generale di New York ha chiesto ai rivenditori di ritirare immediatamente i prodotti dagli scaffali e di spiegare le procedure utilizzare per la verifica della composizione interna degli integratori.

Sembra che la percentuale più alta di mancata corrispondenza tra etichetta e ingredienti realmente contenuti sia stata ottenuta dai prodotti della Walmart (solo il 4% avrebbe mostrato un’effettiva corrispondenza).

Tra gli ingredienti potenzialmente pericolosi rinvenuti in questi integratori alle erbe per i soggetti allergici, e non dichiarati, sono stati trovati: soia, arachidi, grano. Spesso sono state rinvenute anche farine a basso costo e asparagi.

integratori

Il 35% dei campioni esaminati ha rilevato la presenza di vegetali non dichiarati, come riso, fagioli, agrumi, grano, piante d’appartamento. Una popolare marca di pillole di ginseng venduta da Wallgreens conteneva solo aglio in polvere e riso. Un’altra che doveva contenere ginkgo biloba, e venduta da Walmart, conteneva invece ravanello in polvere, piante da appartamento e grano.

I rappresentanti del settore si sarebbero difesi sostenendo che i problemi sono stati causati da poche aziende minori, eppure l’indagine ha riguardato grandi distributori che operano almeno in 13 Paesi.

I risultati dei test sembrano confermare le annose domande che riguardano l’industria degli integratori a base di erbe. Come sottolineato dall’ufficio del procuratore di New York, non solo la contaminazione e le pubblicità ingannevoli sono illegali, ma rappresentano anche dei rischi inaccettabili per i consumatori, soprattutto per coloro che soffrono di allergie nei confronti degli ingredienti non dichiarati.

Il problema reale riguarda l’assenza di una regolamentazione precisa del settore, capace di assicurare uno standard di qualità e sicurezza per gli integratori alle erbe immessi in commercio.

La Food and Drug Administration, ad esempio, applica rigorosi controlli per tutto ciò che riguarda i farmaci, cosa che non avviene per questo genere di prodotti che non subiscono un attento processo di valutazione da parte dell’agenzia.

Secondo la legge attuale, sottolinea anche Il Corriere, gli integratori sono di default sicuri, fino a quando le autorità non possono dimostrare il contrario.


Lo stesso giornale ricorda come nel 2013 si sia verificato un focolaio di epatite che ha colpito 72 persone in 16 Stati, a causa di un integratore contaminato. Episodio che ha portato al trapianto di fegato per tre persone e alla morte di una donna.

Il mercato degli integratori a base di erbe è significativo. Si stima che l’industria di questi prodotti immetta 61 miliardi di dollari all’anno nell’economia nazionale. Uno studio del 2014 del Canadian Institutes of Health Research ha stimato che esistono circa 65mila integratori alimentari sul mercato, consumati da più di 150 milioni di americani.

E in Italia?

In Italia è stata recepita la normativa della Comunità Europea in materia di integratori alimentari con il decreto legislativo n. 169 del 21 maggio 2004. Le aziende devono fornire una procedura di notifica dell’etichetta prima dell’introduzione dei prodotti in commercio. Per i prodotti erboristici esiste anche una lista precisa delle piante ammesse e viene quindi richiesta una definizione dettagliata degli ingredienti erboristici, una documentazione sul prodotto finito e i criteri di purezza.

Ma come spiega Giuseppe Ruocco, Direttore generale del dipartimento di Igiene e Sicurezza degli Alimenti per il dicastero, “questo può non bastare a scongiurare le eventuali frodi, i controlli comunque vengono effettuati a campione e la procedura di notifica ha da sempre rappresentato un valido sistema per accertare l’idoneità della composizione e delle indicazioni degli integratori anche a livello europeo”.

(Foto in evidenza: bryanking; foto interna: cdn.inquisitr)

integratori, integratori alle erbe, pillole di ginseng, truffa integratori


Agnese Tondelli

La mia passione è sempre stata l'arte di creare con poco, e di riutilizzare le risorse per formare oggetti di nuova utilità. Per questo troverete numerosi articoli che riguardano il riciclo creativo e piccoli tutorial su come svolgere piccoli e grandi lavori domestici. Sono anche una mamma premurosa e mi piace dare dei consigli per vivere questo aspetto della nostra vita nel modo più naturale e sicuro possibile.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Ambiente Bio è una risorsa informativa che affronta le tematiche relative a uno stile di vita sano e virtuoso in ogni senso.

Contattaci: [email protected]

Iscrizione Newsletter

[newsletter_signup_form id=1]