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Congestione in mare: come evitarla e cosa fare in caso di emergenza

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Temutissima da tutte le mamme in vacanza al mare, può avere risvolti anche tragici: stiamo parlando della congestione.

I sintomi sono abbastanza chiari: dolore addominale, nausea, vomito, capogiri, sudorazione fredda e svenimento.

Ma che cos’è la congestione?

Nello specifico, riferito soprattutto al periodo estivo e ai rischi di un bagno a mare durante la digestione, la congestione è causata dal forte sbalzo termico a cui viene sottoposto l’organismo. Entrando in acqua fredda quando ancora la digestione non è terminata, il sangue, impegnato nelle attività dell’apparato digerente, viene dirottato sugli altri organi, in modo da mantenere la temperatura costante e garantire la funzionalità dei muscoli. Un processo che genera uno squilibrio circolatorio e un blocco intestinale.

La pratica sportiva in acqua dopo mangiato aumenta le possibilità di congestione. Il sangue, infatti, impegnato ad irrorare lo stomaco per consentire la digestione viene “richiamato” nelle periferie del corpo, “indebolendo” la parte interessata alla digestione ed esponendola maggiormente al rischio. Sentirsi male in mare, inoltre, complica maggiormente le cose, perché porta a una cattiva respirazione, al rischio di ingerire acqua e di annegare.


Come spiega Sebastian Cristaldi, esperto di Pediatria dell’Emergenza dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù, per scongiurare il rischio di congestione “le regole che valgono per i bimbi come anche per gli adulti sono quelle di evitare bevande gassate e fredde, i cibi grassi e tutto ciò che fa lavorare l’intestino in modo più faticoso, preferendo invece carboidrati che si metabolizzano rapidamente, frutta e verdura e bevande fresche“.

Mediamente, dopo il pranzo, occorre attendere dalle due alle tre ore prima di fare il bagno“, organizzandosi magari in modo tale che il bambino noi stia a mare nelle ore in cui deve attendere di poter entrare in acqua.

Cosa fare se, nonostante le precauzioni, ci troviamo dinanzi a un caso di congestione?

Come spiega ancora Cristaldi, è necessario “portare il bimbo all’ombra e in un luogo possibilmente ventilato o aerato e dopo averlo disteso sollevargli le gambe di 20-30 centimetri, lasciargli più aria possibile e dargli bevande fresche o a temperatura ambiente. Se la situazione è di ripresa immediata si può valutare, magari chiamando il pediatra, se fare visitare il piccolo, mentre se ha avuto una perdita di coscienza e se migliora lentamente e’ il caso di farlo visitare“.

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Oltre a questo, c’è chi consiglia di riscaldare lo stomaco con una coperta e leggeri massaggi. Una volta che la persona si è ripresa, delle bevande calde come il tè possono aiutare a rimettere lo stomaco a posto. In caso di congestione grave, non esitate a chiamare il 118.

(Foto: Lara Lima)

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