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Combattere la crisi con le professioni green

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Nel periodo difficile in cui ci troviamo, inventare un lavoro che possa interpretare i bisogni della gente, in un settore non ancora troppo inflazionato, può fare la differenza.

Oggi, l’ambito che raccoglie la maggior parte della creatività delle persone e la nascita di nuove figure professionali sembra essere sempre più legato al green. Un green collegato al settore dell’ecologia, ad esempio, dell’eco-sostenibilità, del biologico ma anche dell’autoproduzione.

Questo tipo di mercato, così per come lo intendiamo, è vastissimo. Sarebbe riduttivo, infatti, pensare che i lavori green siano da associarsi solamente all’ambito delle rinnovabili. Dal recupero delle foreste, alla bioedilizia, fino ad arrivare alla cucina, ai blog e ai prodotti e cosmetici naturali, sono veramente tante le nuove professioni che si tingono di verde.

All’interno di questo scenario, ad esempio, una delle figure professionali che si è ritagliata il suo spazio è l’Energy Manager, una specie di promotore del risparmio energetico, una figura di alto profilo il cui compito è analizzare e ottimizzare il bilancio energetico delle aziende, pubbliche o private che siano, che consumano più di 1.000 tep di energia l’anno.

Anche classiche professioni come quella dell’architetto si svecchiano e si tingono di verde. L’architetto paesaggista, infatti, pianifica e progetta paesaggi urbani e rurali, sulla base delle caratteristiche naturali e dei valori storici e culturali del territorio.

Oltre a queste figure più professionali, ne sono nate altre un po’ più improvvisate, ma basate sulle passioni delle persone. Pensiamo ad esempio all’autoproduzione, al riciclo creativo, ai piccoli artigiani che propongono prodotti unici e sostenibili.

Per venire incontro alle esigenze di un nuovo mercato e di consumatori sempre più attenti a ciò che mangiano, anche l’agricoltura è ritornata al biologico. Questo perché, negli ultimi anni, la crisi economica nel nostro Paese ha portato a un’evidente riduzione dei consumi generali, alimentari inclusi, ad eccezione dei prodotti biologici, che al contrario sono sempre più richiesti.

Non solo nel settore alimentare, ma anche in quello dei cosmetici e dei prodotti per il corpo i consumatori sono più attenti a ciò che comprano, mettendo al primo posto la propria salute e sicurezza.

In questo scenario, naturalmente, per riuscire a emergere è necessario differenziarsi, garantendo credenziali di affidabilità e di convenienza. E il Made in Italy, spesso, diventa una di queste credenziali.

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Ed è proprio qui che si inseriscono aziende come Biohem. Biohem, ad esempio, forte di una equipe di professionisti della ricerca scientifica, ha introdotto un inedito modello di valori, sposando una filosofia che invita ad avvicinarsi ad un mondo di prodotti 100% naturali e di elevate performance.

Tutti i Cosmetici Biohem sono Made in Italy perché prodotti direttamente nella Sede di Mariano Comense (CO) e vengono distribuiti solo attraverso il canale della vendita diretta, che assicura così un ottimo rapporto qualità prezzo.

La vendita diretta è uno dei pochi settori costantemente in crescita da decenni, questo perché offre numerose opportunità di guadagno e di realizzazione professionale, coinvolgendo sempre più persone.

Sono soprattutto le donne che scelgono questo genere di attività, perché più flessibile e conciliabile agli impegni famigliari e personali. Se sei interessato a far parte del Team Biohem richiedi informazioni compilando il format che trovi nell’area contatti del Sito www.biohem.com, scrivendo alla mail info@biohem.com o telefonando al n. 031 3555984.

(Foto in evidenza: Mattwalker69)

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