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Carne di cavallo contraffatta: rischio anche per l’Italia

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Dopo lo scandalo della carne di cavallo contraffatta che ha interessato la Francia, l’Enpa (Ente Nazionale Protezione Animali) mette in guardia su un rischio che potrebbe interessare anche il nostro Paese.

Controlli urgenti per evitare che tali traffici colpiscano anche il nostro Paese”. È questa la richiesta, diffusa in una nota, che l’Enpa fa al Ministero della Salute. L’allarme lanciato dall’Ente arriva all’indomani dello scandalo che ha interessato i Paesi d’Oltralpe, dove sarebbero stati destinati all’alimentazione umana addirittura animali utilizzati per la sperimentazione e non più solo animali da corsa.

Il problema sarebbe più esteso di quanto si pensa, fa sapere il direttore scientifico dell’Enpa, Ilaria Ferri: “purtroppo, la frequenza con la quale tali fatti si verificano, sembra confermare che non siamo di fronte a fenomeni episodici, ma ad un vero e proprio racket che interessa diversi Stati membri dell’Unione Europea”.

Ricordiamo nei mesi scorsi gli avvenimenti che hanno interessato noti marchi, anche italiani, sulla contraffazione degli alimenti e sulla presenza di carne di cavallo, utilizzata all’insaputa dei consumatori, per sostituire quella di manzo. O ancora, l’episodio accaduto nel Regno Unito, su cui la stessa Enpa aveva lanciato l’allarme, di una partita di carne in scatola di manzo, contraffatta con carne equina e poi ritirata dal mercato.

Quell’episodio, in particolare, si legge, “era imputabile al racket della carne di cavallo in Romania dove gli equini, sottoposti a terribili maltrattamenti, verrebbero macellati con il consenso di veterinari compiacenti mentre le loro carni, spacciate per bovine, verrebbero poi immesse nei circuiti commerciali internazionali e quindi usate per il confezionamento di prodotti destinati all’alimentazione umana. Il caso francese – prosegue Ferri – è ancora più eclatante, e pericoloso per la salute umana, perché si tratterebbe di esemplari utilizzati a fini sperimentali”.

Non solo quindi anabolizzanti, antibiotici o qualsiasi altro tipo di medicinale e sostanza pericolosa per l’uomo con cui vengono trattati gli animali negli allevamenti intensivi, così come ci ha dimostrato il maxisequestro di vitelli avvenuto a luglio, ma vera e proprio sperimentazione animale.

L’allarme tra l’altro riguarda, oltre agli animali usati per i test, anche quelli utilizzati nelle gare sportive, non utilizzabili dal punto di vista alimentare. Abbiamo già visto, ad esempio, come la malavita organizzata, soprattutto nell’Europa dell’Est, basi parte dei suoi profitti su questo nuovo business illegale.

La soluzione, per l’Enpa, sarebbe quella di risolvere il problema alla base, scegliendo uno stile di vita di tipo Veg che, come afferma Ferri, “è l’unico modo per salvare loro la vita ed è lo strumento più efficace non solo per prevenire le cause della contraffazione ma, come dimostra la letteratura scientifica, per garantire a tutti noi un’alimentazione più salutare, più sostenibile dal punto di vista della gestione delle risorse, meno inquinante e accessibile a tutti gli abitanti del pianeta”.


Il problema, però, è che la contraffazione degli alimenti non riguarda soltanto la carne ma si diffonde a macchia d’olio su tutti gli altri tipi di prodotti, anche vegetali. A tal proposito, dove possibile, le uniche nostre armi per difenderci sono: informarsi, scegliere prodotti di cui conosciamo la provenienza e prestare attenzione a tutto ciò che di strano troviamo nelle etichette e nelle confezioni.

Fonte

(Foto: Guy Evans_Birmingham Culture)