Home Rimedi Naturali Cannabis terapeutica: approvato l’uso anche in Umbria

Cannabis terapeutica: approvato l’uso anche in Umbria

224
0
CONDIVIDI

Cannabis legale per uso terapeutico anche in Umbria. È arrivato nei giorni scorsi il consenso della nona regione italiana dove la cannabis viene autorizzata come cura.

Dopo la Toscana, la Sicilia, il Veneto, la Puglia e l’Abruzzo, ora anche in Umbria chi soffre di patologie gravi come la Sla, potrà farsi prescrivere, esclusivamente dietro controllo medico, farmaci a base di cannabinoidi per alleviare il dolore.

Il consiglio regionale umbro ha approvato la normativa, lo scorso 8 aprile, con una larga maggioranza: 22 voti favorevoli su 25 consiglieri presenti.

Si tratta di un’iniziativa legislativa con la quale la regione si allinea al percorso nazionale, sancito da una legge del governo Monti (n.38 del 2010) che ha inserito l’uso di alcuni derivati naturali o di sintesi dei cannabinoidi nella “terapia del dolore” sui pazienti affetti da patologia cronica o da malattia terminale, come cura palliativa del dolore e di altre forme di disabilità fisica e mentale.

La proposta di legge approvata, che prende il nome di “Disposizioni per la somministrazione ad uso terapeutico dei farmaci cannabinoidi”, prevede che l’erogazione dei medicinali sia a carico del Sistema sanitario regionale. La prima prescrizione dovrà essere effettuata da medici specialisti. Solo successivamente, i farmaci potranno essere prescritti anche dai medici di famiglia. L’erogazione dei farmaci potrà essere effettuata in ospedale o in ambito domiciliare.

A vigilare sull’erogazione e gli effetti delle terapie a base di cannabis, un comitato tecnico-scientifico, composto da: un dirigente della struttura regionale competente, un medico esperto di terapia del dolore e cure palliative, due rappresentanti delle farmacie convenzionate, un farmacologo, due rappresentanti delle associazioni dei malati destinatari di tali terapie, un rappresentante delle associazioni dei farmacisti preparatori, un esperto legale, un esperto della comunicazione di massa. Ogni due anni la Giunta regionale dovrà preparare una relazione che riassumerà lo stato di attuazione della legge, al fine di determinare la spesa complessiva a carico della Regione Umbria, il numero di pazienti curati con i cannabinoidi e risolvere eventuali criticità.

L’obiettivo, come sottolineano i consiglieri nella relazione che ha accompagnato la proposta di legge, è duplice: “Rendere accessibili i farmaci cannabinoidi e sviluppare la ricerca su queste sostanze, che alla luce di numerosi studi scientifici si dimostrano efficaci non solo nella terapia del dolore, ma anche nel ridurre e controllare importanti sintomi di altre patologie rilevanti dell’apparato articolare, di malattie croniche autoimmuni, di flogosi croniche di natura degenerativa, e altro”.

Non solo, secondo i consiglieri che hanno proposto e votato la legge, legalizzare questi farmaci permetterà di monitorare meglio gli effetti derivati della cannabis, vincendo la disinformazione creata dal proibizionismo.

Ormai, è noto come i cannabinoidi siano particolarmente utili per tenere sotto controllo gli spasmi muscolari di chi, ad esempio, soffre di malattie come la sclerosi multipla. I principi attivi contenuti in questa pianta, inoltre, sono molti, tra cui il suo potenziale chemioterapico. Purtroppo, ancora oggi, continua a esistere molta confusione in merito. L’utilizzo dei cannabinoidi a scopo medico non si riferisce necessariamente al THC (delta9-tetraidrocannabinolo) che ha effetti psicotropi, ma anche ad altri cannabinoidi non psicoattivi quale il cannabidiolo o alla loro associazione. I preparati hanno comunque composizione e dosaggi diversi e lontani da quelli dell’abuso.

(Foto: eggrole)

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here