California dice basta all’uso degli antibiotici negli allevamenti

Antibiotici utilizzati negli allevamenti intensivi: è stop in California. Lo stato americano ha varato nei giorni scorsi un’importante legge che proibisce l’uso di farmaci per aumentare la crescita degli animali, limitandolo alla sola cura in caso di malattie certificate da un veterinario. Un passo in avanti verso la salute e il benessere degli animali e degli uomini.

Da diverso tempo, infatti, si discute delle problematiche collegate all’utilizzo indiscriminato di antibiotici all’interno degli allevamenti. Una questione sintetizzata nelle parole di Jerry Brown, governatore della California: “L’uso indiscriminato degli antibiotici negli allevamenti ha contribuito all’emergere del fenomeno della resistenza, e mette a rischio l’efficacia di questi farmaci salva-vita”.

Il proliferare di batteri resistenti agli antibiotici è strettamente collegato a ciò che l’uomo mangia e, già da diverso tempo, alcuni stati europei stanno cercando di arginare il problema, regolamentando l’uso dei farmaci negli allevamenti.

Ora, la California prende una chiara posizione contro un fenomeno che Brown definisce “un problema urgente di salute pubblica“.

Secondo i Centers for Diseases Control and Prevention (CDC), sarebbero circa due milioni all’anno gli americani infettati da batteri resistenti ai farmaci; di questi, 23.000 muoiono per cause direttamente riconducibili a una o più di quelle infezioni.

Per questa ragione, da anni, le associazioni a tutela dei consumatori, i produttori biologici e gli ambientalisti cercano di sensibilizzare l’opinione pubblica nei confronti di un fenomeno rischioso che ha bisogno di una regolamentazione più stringente, come ad esempio quella presente in Europa.

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