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Belladonna: il potere curativo della pianta capace di uccidere

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belladonna

Da pianta pericolosissima, a ottimo rimedio fitoterapico e omeopatico. Ecco le proprietà della Belladonna, i disturbi per cui può essere usata e le sue controindicazioni

Appartenente alla famiglia delle Solanaceae, la Belladonna è una delle erbe più adoperate in fitoterapia e omeopatia. Tuttavia, è anche una delle piante più pericolose nella storia della medicina.

Le sue foglie, infatti, contengono degli alcaloidi a nucleo tropanico, tra cui i principali sono atropina, ad azione eccitante e allucinatoria, agisce sul sistema nervoso parasimpatico, e scopolamina, ad azione depressiva e ipnotica.

Scopriamo insieme di più su questa pianta dalle proprietà uniche.

Belladonna: proprietà e controindicazioni

La Belladonna, o anche Atropa Belladonna, è una pianta che solitamente cresce nelle zone montane dell’Europa Centrale, Africa Settentrionale e Asia Occidentale, ma è possibile trovarla anche nei boschi di Alpi e Appennini. È un’erba officinale molto conosciuta, sia per i suoi effetti benefici che per quelli tossici.

Può essere adoperata sia come rimedio fitoterapico che omeopatico. Tra le sue principali proprietà, l’azione anestetica o stimolante sul sistema nervoso e la sua azione broncodilatatrice.

Bisogna essere molto cauti nell’utilizzo della Belladonna, sia perché può interagire con altri farmaci, sia perché in caso di sovradosaggio può portare importanti effetti collaterali. L’intera pianta è infatti velenosa, in particolar modo le sue bacche.

Da dove deriva il nome

Ma perché proprio Belladonna?

Il nome si riferisce all’uso cosmetico che veniva fatto del succo delle sue bacche. La pianta veniva infatti usata per dare luminosità all’incarnato e avere uno sguardo più intenso, dilatando le pupille. Molte donne, però, restavano avvelenate dopo l’uso della pianta. Proprio a causa della sua pericolosità, gli studiosi iniziarono a indagarne gli effetti a partire dal ‘700, scoprendo la sua capacità di bloccare il sistema parasimpatico e le conseguenze negative a carico del sistema gastroenterico.

Usi fitoterapici

Le proprietà fitoterapiche della Belladonna sono tantissime. La pianta agisce soprattutto a livello del sistema nervoso, ma non solo. È infatti utile per curare le infiammazioni della gola, le congiuntiviti, ma anche i sintomi influenzali.

In particolare, la sua azione sul sistema nervoso dipende proprio dalla presenza di atropina, iosciamina e scopolamina. L’atropina agisce sul sistema parasimpatico, su cui ha un’azione anestetica. Se adoperata in dosi elevate, però, può essere letale. La iosciamina agisce sul sistema nervoso centrale come stimolante. La scopolamina, invece, ha un’azione sedativa.

La Belladonna è un ottimo antinfiammatorio naturale, utile a curare mal di gola, faringite, rinite allergica, ma anche congiuntivite e mal di testa. Aiuta in caso di dolori articolari e disturbi della pelle, come eritemi.

Nel trattamento dei problemi intestinali agisce come antispastico, aiutando inoltre a ridurre i succhi gastrici e lenire problemi di ulcera e gastrite.

La sua azione broncodilatatrice, invece, la rende un ottimo alleato contro asma e bronchite, per migliorare la ventilazione polmonare.

Usi omeopatici

In omeopatia, la Belladonna viene adoperata per trattare diversi disturbi.

Per il sistema nervoso, ad esempio, è utile nel trattamento di insonnia, allucinazioni, depressioni, nevralgie e cefalee. Nel caso dell’apparato respiratorio, invece, è indicata in episodi di influenza, raffreddore, tosse, rinite allergica.

La Belladonna è indicata anche in caso di gola arrossata, in particolare accompagnata da dolore durante la deglutizione. E ancora in caso di congiuntiviti, otiti, problematiche della pelle come eczemi, acne, eritemi, geloni e foruncoli.

Per quanto riguarda invece l’apparato gastrointestinale, la Belladonna è adoperata spesso in casi di gastrite, coliche e gonfiore addominale.

È un ottimo rimedio omeopatico nel trattamento di dolori articolari causati da umidità e freddo, ma anche di dolori ai denti. In caso di febbre, è adoperata come sostituto al paracetamolo.

Può essere assunta sotto forma di granuli o gocce.

Controindicazioni

La Belladonna deve essere adoperata con estrema attenzione in casi di asma bronchiale, brachicardia e glaucoma, a causa della sua interazione con i farmaci utilizzati per il trattamento di questi disturbi.

Non solo. La pianta potrebbe interagire anche con antidepressivi, antistaminici, antispastici, anticolinergici e i farmaci adoperati per il morbo di Parkinson.

Ricordiamo che la Belladonna può essere molto pericolosa: per questo, prima di ogni assunzione è essenziale chiedere il parere di uno specialista. In caso di sovradosaggio, infatti, si potrebbe andare incontro a effetti collaterali spiacevoli, tra cui: disordini mentali, perdita del controllo psicomotorio, allucinazioni, ma anche tremore, tachicardia, ipertermia, stati di incoscienza e insufficienza polmonare.

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