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Acquisti consapevoli: quanto ci costa in “acqua” uno smartphone?

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Un nuovo rapporto redatto da Friends of the Earth, una rete di organizzazioni ambientali provenienti da 74 Paesi, ha indagato per la prima volta quanto terreno e acqua consumano in un anno grandi marchi come la Apple, Kraft e Gap, per la realizzazione dei loro prodotti.

Le stime di basano su dati Trucost e valutano il peso ambientale della produzione di una serie di oggetti di consumo diversi, che vanno dagli smartphone, agli stivali in cuoio, al caffè, fino ad arrivare al cioccolato e alle T-Shirt.

Una valutazione simile era stata fatta l’anno scorso dalla fondazione olandese Water Footprint Network, per valutare l’impronta di carbonio della produzione di alimenti.

I calcoli effettuati dalla compagnia Trucost indicano le controversie della produzione di questi oggetti. Secondo quanto riportato nel rapporto:

  • per realizzare uno smartphone, sono necessarie quasi 13 tonnellate di acqua e 18 metri quadrati di terreno, con un grosso impatto sulla salute delle acque, dovuto all’inquinamento generato nelle fasi di produzione e assemblaggio dei componenti;
  • per realizzare un paio di stivali di pelle servono 14,5 tonnellate di acqua. Tuttavia, se le concerie di pelle scaricano sostanze chimiche trattate nell’ambiente, come succede ad esempio in Bangladesh, la percentuale sale a 25 tonnellate;
  • per realizzare una barretta al cioccolato, si stima che serva quasi una tonnellata e mezzo d’acqua e più di 2,5 metri quadrati di suolo;
  • per realizzare un t-shirt, servono circa 4 tonnellate di acqua e poco più di 4 metri quadrati di suolo.

L’impronta idrica calcolata nella produzione deriva sia dall’acqua utilizzata per allevare il bestiame, che da quella adoperata per smaltire i prodotti inquinanti emessi durante il processo di lavorazione. Come avviene per gli stivali in pelle, ad esempio. Per quanto riguarda le T-shirt, invece, le piantagioni assorbono il 68% dell’acqua utilizzata e i due terzi del suolo adoperato per la loro realizzazione.


Scrivendo in merito alla relazione , l’ex commissario europeo per l’ambiente Janez Potocnik, ha dichiarato: “Le stime fornite nel rapporto ci ricordano quanto pesantemente stiamo calpestando il mondo. Ancor di più, in un mondo fatto da economie e ambienti fragili, forniscono indicazioni su come possiamo procedere con più leggerezza, pur continuando a far crescere le nostre economie e migliorare il benessere dei nostri cittadini“, senza però incidere cos pesantemente sulla natura.

Secondo l’analisi effettuata dalla rete di organizzazioni, nel settore dell’abbigliamento, circa il 20% del consumo di acqua e suolo è da addebitare ai materiali usati negli imballaggi. Percentuale che sale all’84% (riferito solo al suolo) per il settore dei giocattoli. Tra i prodotti adoperati quotidianamente, l’impatto maggiore è da associarsi agli stivali in pelle, per i quali l’86% del consumo di suolo è assorbito dal bestiame da cui si ricava il materiale di fabbricazione.

Al link potete scaricare il rapporto completo: https://www.foe.co.uk/sites/default/files/downloads/mind-your-step-report-76803.pdf

(Foto in evidenza: africagreenmedia; foto interna: foodservicefootprint)

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