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Cosa il disordine in casa dice della nostra mente

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disordine in casa

E se il disordine in casa fosse la manifestazione del nostro stato interiore? Ecco cosa il caos dice di noi e alcuni consigli per liberarsene definitivamente

Avete mai pensato ai possibili significati che si nascondono dietro il disordine in casa? In linea generale, non è difficile intuire che il disordine del luogo in cui viviamo possa essere collegato a un disordine interiore.

Ma cosa quel disordine ci dice di noi stessi? Potrebbe essere indicativo di pesi della nostra vita di cui non riusciamo a sbarazzarci e che continuiamo a portare con noi. Ma non solo.

Ecco alcune interpretazioni che ci aiuteranno a comprendere cosa si nasconde dietro il disordine in casa e come liberarcene.

Disordine e confusione interiore

Il disordine lancia un messaggio molto chiaro sulla nostra mancanza di organizzazione e chiarezza interiore. Certo, esistono diversi stadi di disordine: dagli accumulatori compulsivi che ammassano tutto in ogni stanza, a chi, invece, concentra la confusione solo in un cassetto.

Possono esserci nuove cose che non sappiamo come collocare, o vecchi oggetti di cui non riusciamo a liberarci. Esiste inevitabilmente una correlazione tra questo e le nostre relazioni. Alcune volte, infatti, ci ostiniamo ad accumulare contatti e amicizie, per sentirci protetti, invece di prenderci cura e mantenere in ordine quelle che già abbiamo.

Eppure, il luogo in cui viviamo dovrebbe contribuire a farci stare meglio. Ma se ciò che ci circonda è caotico, anche la nostra testa sarà un ammasso di idee e pensieri che non riusciamo a fissare.

La paura di andare avanti

In queste dinamiche, possiamo sentirci perseguitati dai fantasmi del passato, di cui non riusciamo a liberarci completamente. Conserviamo oggetti che portano in sé carichi e significati emotivi particolari. Cose legate a persone che non riusciamo a lasciar andare via. Il nostro problema è la difficoltà che abbiamo di elaborare il vissuto e chiudere delle porte che non dovremmo lasciare aperte. Come quelle delle relazioni finite, o dei comportamenti sbagliati che ci hanno ferito.

Stiamo fingendo di stare bene

Accumulare oggetti sotto o dentro i mobili potrebbe invece riflettere la nostra esigenza di mostrare agli altri una stabilità che in realtà non abbiamo. Questo tipo di disordine in casa è celato agli occhi degli altri, ma sempre pronto a uscir fuori. Basta aprire l’anta di un armadio, o guardare sotto un letto.

Un po’ come il nostro bisogno di aiuto che ci ostiniamo a non manifestare, ma che speriamo venga prima o poi scoperto da qualcuno.

Dipendenza infantile

Il disordine eccessivo può essere sintomo anche di una deresponsabilizzazione tipica del bambino e del bisogno di chiedere agli altri di occuparsi della nostra parte non sociale. Desideriamo che gli altri gestiscano al posto nostro una parte della nostra vita.

Come capire quando siamo arrivati al limite?

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Esistono dei chiari segnali che ci permettono di capire che è il momento di fare qualcosa.

In particolare, quando ci sono incarti di alimenti disseminati in casa o in auto, o vestiti dismessi, lasciati ad accumularsi per settimane. Ancora, oggetti lasciati a terra, scrivanie senza spazio libero, bollette che non troviamo più e letto sempre sfatto.

Le conseguenze di questo stato mentale sono varie. Come la disarmonia con chi ci sta accanto, il dimenticare le scadenze e gli appuntamenti, la difficoltà nel progettare, ma anche una stanchezza e un’inerzia croniche.

Disordine in casa e nella mente: i consigli per vivere meglio

La prima cosa da fare è decidere di smettere di avere paura e chiedere aiuto. Comprendere che non sono necessari gli oggetti per mantenere vivi nella nostra memoria i ricordi è il primo passo. Meno cose avrete in casa, poi, più facile sarà andare avanti nella vostra vita.

Se siete dei disordinati cronici, innanzitutto prendetene atto. Poi, create in casa un ambiente funzionale, fatto di cose essenziali e di spazi dove le cose siano sempre a portata di mano, pur rimanendo al loro posto.

Se avete bisogno di una ‘valvola di sfogo’, tenete solo un posto in cui far continuare a vivere il vostro disordine. Come ad esempio un cassetto o un angolo.

Ma soprattutto, non sottovalutate il problema. C’è un punto di non ritorno in cui mettere in ordine vi apparirà come un’impresa impossibile. Se lo superate, tenderete sempre ad accumulare altro disordine, perché qualsiasi cosa fate nel presente, dovrete sempre ricordarvi di recuperare ciò che di importante avete perso in quel caos. Come delle bollette in scadenza da pagare.

Leggi anche: Decluttering: elimini il superfluo e vivi meglio

 

 

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